La canzone d’autore ha perso uno dei suoi massimi aedi. Versi e note indimenticabili, che nascono dalla consapevolezza di come possa andare il mondo, tra memorie di amori oramai lontani ma sempre presenti, rose mai colte e “il gusto un po’ amaro di cose perdute”, senza dimenticare l’idea di un possibile universo alternativo segnato dai confini tra una stanza e l’infinito, dove anche l’incedere di un felino può conferire inedite consapevolezze.
Gino Paoli, uomo ruvido e schietto, poeta sensibile, ci ha lasciato nella notte tra il 23 e il 24 marzo, come riportato nella nota diffusa dai suoi familiari. Tanti mestieri prima di dedicarsi alla musica, insieme ad altri grandi interpreti della cosiddetta “scuola genovese” (Tenco, Lauzi, De Andrè, Bindi), strofe colme di autorialità e senso esistenziale, musicalità esaltata dagli arrangiamenti di maestri quali Ennio Morricone, destinati a lasciare il segno nel concretizzarsi come refrain delle nostre vite.
Ne affido il ricordo ai testi di alcune sue canzoni che in me hanno sempre suscitato un’emozione particolare, insieme, ovvio, ai suoi più noti successi: “Sassi” (1961), “Vivere ancora” e “Ricordati”, queste ultime due composte per il film “Prima della rivoluzione” di Bernardo Bertolucci, 1964, mentre la prima, se la memoria non mi inganna, era presente nell’episodio “I due orfanelli” del film “I mostri” diretto da Dino Risi nel 1963 (la intonava un mendicante cieco interpretato da Daniele Vargas) e nella colonna sonora de “La voglia matta”, capolavoro di Luciano Salce datato 1961.
Buon viaggio Gino, da ieri siamo rimasti soli al bar, consapevoli già da tempo che questo buffo mondo non ha alcuna intenzione di essere cambiato… Ma noi, un po’ come il calabrone che non sa di non poter volare ma vola lo stesso, rinfrancati dai tuoi versi, nello stendersi senza fine delle note, tra una lunga storia d’amore e il gusto del sale a segnare l’intercedere dei giorni, continuiamo a resistere, issando la bandiera degli ultimi romantici, “in direzione ostinata e contraria”, prendendo a prestito, non ne avrai certo a male, i versi di un altro grande poeta.
(Immagine di copertina:Elena Torre da Viareggio, Italia, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons)
Sassi
Sassi che il mare ha consumato
Sono le mie parole
D’amore per te
Io non ti ho saputo amare
Non ti ho saputo dare
Quel che volevi da me
Ogni parola che ci diciamo
È stata detta mille volte
Ogni attimo che noi viviamo
È stato vissuto mille volte
Sassi che il mare ha consumato
Sono le mie parole
D’amore per te
Ogni parola che ci diciamo
È stata detta mille volte
Ogni attimo che noi viviamo
È stato già vissuto mille volte
Sassi che il mare ha consumato
Sono le mie parole
D’amore per te
D’amore per te
D’amore per te
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Vivere ancora
Vivere ancora soltanto per un’ora
E per un’ora averti tra le braccia
E far sparire per sempre dal tuo viso
Ogni incertezza che ti tormenta ancora
Vivere ancora soltanto per un’ora
E per un’ora vedere sul tuo viso
Tutto l’amore che ti ho saputo dare
E la mia vita, che ora è solo tua
E poi restare vicini ad occhi aperti
Ad aspettare che dalla finestra
Giunga la luce di un giorno che ci veda
Stretti abbracciati con gli occhi dentro agli occhi
Poter vedere in una stanza buia
Con gli occhi chiusi quello che vogliamo
Poter sentire vicino alla mia mano
I tuoi capelli sparsi sul cuscino
Sentire che per sempre il mio destino
È diventato tuo
È diventato tuo
È diventato tuo
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Ricordati
Ricordati com’eri vestita
E come sei uscita
E come mi sei corsa incontro (quel giorno)
Quel giorno
Ricordati com’era la strada
Bagnata di pioggia
E come mi hai preso per mano (quel giorno)
Quel giorno
Ricorda come sei inciampata perché
Non sai camminare sui tacchi
E come ti sei appoggiata più forte al mio braccio
Per non cadere
Ricordati il film che abbiamo veduto
E poi tutto quello che abbiamo vissuto
Quel giorno, quel giorno
Che era un giorno come tutti gli altri
Ma tutto è cominciato
Quel giorno, quel giorno
Ricorda come sei inciampata perché
Tu non sai camminare sui tacchi
E come ti sei appoggiata più forte al mio braccio
Per non cadere
Ricordati il film che abbiamo veduto
E poi tutto quello che abbiamo vissuto
Quel giorno, quel giorno
Che era un giorno come tutti gli altri
Ma tutto è cominciato
Quel giorno, quel giorno
Quel giorno, quel giorno
Quel giorno, quel giorno
Quel giorno, quel giorno





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