(Ufficio Stampa)

I riflettori del Garofano Rosso Film Festival si preparano a spegnersi. Manca ormai un giorno alla conclusione della sesta edizione della manifestazione che, dal 1° settembre, ha trasformato ancora una volta Forme di Massa d’Albe, nel cuore della Marsica, in un laboratorio di cinema, cultura e territorio. Un’edizione che, giorno dopo giorno, sta regalando grandi soddisfazioni agli organizzatori, a partire dal fondatore Paolo Santamaria, dalla direttrice artistica Valentina Traini e da tutto lo staff. A colpire è soprattutto il flusso di visitatori arrivati a Forme da diverse regioni italiane. Un incontro tra il paese e un pubblico proveniente da fuori territorio che conferma la capacità del Festival di costruire, attraverso il cinema, un ponte tra identità locale e dimensione nazionale.

Il programma di oggi, sabato 5 settembre, si aprirà con L’ultimo salotto culturale, spazio dedicato all’incontro e al confronto sui temi più urgenti del presente. Dalle 18.30 alle 19.30 sarà presentato il libro Death Education. Strumenti per affrontare il tema della morte nei contesti educativi, con l’autrice e tanatologa Maria Angela Gelati. La morte accompagna l’esistenza, ma viene spesso rimossa o ignorata per il timore che suscita. Il volume propone un percorso di death education, mettendo a disposizione strumenti concettuali e operativi per affrontare il tema della morte nei diversi contesti educativi e contribuendo alla costruzione di una competenza culturale capace di restituire alla finitudine uno spazio legittimo di pensiero, linguaggio e relazione.

Forme di Massa d’Albe (Ufficio Stampa)

Il libro si rivolge in particolare a educatori, professionisti della salute e a chiunque senta la necessità di ripensare l’educazione alla luce della morte, considerata non come qualcosa da rimuovere, ma come una componente essenziale dell’esperienza umana. Maria Angela Gelati è tanatologa e death educator, docente in ambito accademico e formativo e collaboratrice di diverse realtà, tra cui il master Death Studies and the End of Life dell’Università di Padova. Insieme a Marco Pipitone è cofondatrice e direttrice de Il Rumore del Lutto Festival, prima rassegna culturale italiana dedicata alla death education, nata a Parma nel 2007.

Alle 21.00 sarà quindi protagonista la sezione Music Video, con la proiezione dei videoclip selezionati per questa edizione. Alle 21.15 spazio invece al cuore competitivo del Festival, articolato nelle otto sezioni Bizzarre, Afterword, Femme, Anteros, Wonderland, Lacci, Dystopia e Frontiers, attraverso le quali la manifestazione continua a indagare le diverse forme della marginalità e le molteplici possibilità del linguaggio cinematografico. Tra i titoli in programma sabato: Fango di Raffaele Patti per Frontiers; Bratiska di Gregorio Mattiocco per Frontiers; Educación física obligatoria di Pablo Porcuna per Dystopia; Appuntamento a mezzogiorno di Antonio Passaro per Lacci; Il murales del campione di Massimiliano Pacifico per Wonderland e Giallo limone di Olga Sargenti per Femme.

Saranno presenti il regista e sceneggiatore di Fango, Raffaele Patti, insieme al produttore Roberto Ferraresi. Per Giallo limone interverrà invece la regista Olga Sargenti. A seguire, spazio a Supernovae, la sezione dedicata ai registi under35 e pensata come trampolino di lancio per le nuove generazioni del cinema italiano. Sono cinque i cortometraggi selezionati con l’obiettivo di offrire visibilità e occasioni di crescita ad autori e professionisti chiamati a rinnovare il panorama cinematografico nazionale. Sabato sarà proiettato Greendr di Luca Taiuti, che sarà presente all’appuntamento. Il Festival arriverà quindi alla sua conclusione domenica 6 settembre, con una serata finale che riunirà cinema, musica e premiazioni.

Gabriele Cirilli (Ufficio Stampa)

I riflettori si accenderanno alle 21.00 con la sezione Music Video, dedicata ai videoclip selezionati per questa edizione. A seguire sarà proiettato il cortometraggio Saba di Shahin Gorgani. Si passerà poi nuovamente a Supernovae, con Couple slay(er) di Mattia Cirilli, che sarà presente insieme all’attrice Elisa Ferramosca, all’attore Marco Santangelo e al produttore esecutivo Gabriele Cirilli. Gabriele Cirilli, attore, comico e volto amatissimo della televisione e del teatro italiano, formatosi alla scuola di Gigi Proietti e protagonista di una lunga carriera tra cinema, fiction, palcoscenico e programmi televisivi come Zelig e Tale e quale show, sarà al festival nelle vesti di produttore esecutivo, confermando così anche il suo impegno nel sostenere e accompagnare nuovi percorsi cinematografici.

Momento centrale della serata sarà l’assegnazione del Premio Giovanni Oppedisano, prevista alle 22.00, nell’ambito della proiezione di Tirrenica di Rosario Minervini, che sarà presente all’appuntamento. Il rapporto tra cinema e territorio continuerà a essere uno degli elementi distintivi del Festival anche nell’ultimo fine settimana attraverso le Cinescursioni, curate dall’Associazione Leonart. Due appuntamenti porteranno il pubblico alla scoperta dei luoghi della Marsica attraverso altrettante grandi opere della storia del cinema.

(Ufficio Stampa)

Sabato 5 settembre, dalle 11.00, con partenza dal Fontanile delle Forme, il percorso sarà dedicato a La Bibbia di John Huston (1966). L’itinerario attraverserà luoghi legati alla cultura della transumanza e alla memoria millenaria del territorio, fino alle pendici del Monte Velino, dove furono ambientate alcune delle imponenti sequenze del film. Domenica 6 settembre, sempre dalle 11.00, la seconda Cinescursione sarà invece dedicata a Il deserto dei Tartari di Valerio Zurlini (1976). Un viaggio attraverso gli ambienti naturali di Forme e dei territori circostanti, alla ricerca di quella stessa atmosfera sospesa e rarefatta che caratterizza il capolavoro cinematografico.

Con gli ultimi due giorni di programmazione, il Garofano Rosso si prepara dunque a chiudere la sua sesta edizione lasciando al territorio non soltanto un programma di proiezioni e incontri, ma soprattutto un’esperienza culturale condivisa. Un Festival che continua a far dialogare il cinema con le persone, i luoghi e la memoria, trasformando per una settimana un piccolo borgo della Marsica in un punto d’incontro per autori, professionisti, spettatori e comunità.

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