Cineteca Milano è rimasta “folgorata” alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 2025 da Silent Friend della regista ungherese Ildikó Enyedi. Il film è stato insignito del Premio Marcello Mastroianni alla giovane protagonista Luna Wedler e ha anche vinto il premio collaterale CinemaSarà attribuito dai giovani giurati proprio della Cineteca. Dal 7 settembre Silent Friend – intesa e poetica storia che parla di natura, testimonianza e scorrere del tempo – esce al cinema e Cineteca Milano lo proporrà alla sala  Arlecchino con un lungo programma di proiezioni. Questo evento offrirà anche l’occasione per dedicare alla regista un omaggio dal 3 al 21 settembre  con le sue opere migliori e permettere al pubblico italiano di conoscere questa raffinata regista nata a Budapest nel 1955.

L’opera di Ildikó Enyedi attraversa oltre quarant’anni di cinema mantenendo una sorprendente coerenza poetica. Nel recente Silent Friend, la regista approfondisce la relazione degli esseri umani con il mondo vegetale affrontando anche i mutamenti nella relazione maschio-femmina nel corso del tempo. Dagli sperimentali, Flirt e Vakond, emerge già uno sguardo capace di osservare la realtà con ironia e di aprirla a una dimensione simbolica e immaginifica. Con Il mio XX secolo, folgorante esordio premiato al 42mo Festival di Cannes nel 1989 con la Camera d’or, la regista intreccia storia, filosofia e fiaba per riflettere sulle promesse e le contraddizioni della modernità attraverso il destino di due sorelle gemelle.

In Corpo e anima, forse la sua opera più celebre vincitrice della 67ma Berlinale nel 2017, il quotidiano e il sogno si fondono in una delicata meditazione sulla solitudine, sull’amore e sulla possibilità di comunicare davvero con l’altro. Storia di mia moglie (2021) approfondisce infine il tema dell’inconoscibilità dell’essere umano, raccontando un amore consumato dal dubbio e dalla gelosia. Pur molto diversi tra loro, questi film sono uniti da una costante attenzione ai sentimenti, alla complessità delle relazioni e al sottile confine tra realtà e immaginazione, elementi che fanno di Enyedi una delle voci più originali e poetiche del cinema europeo contemporaneo.

Ildikó Enyedi è una delle più importanti registe e sceneggiatrici europee contemporanee. Nata a Budapest il 15 novembre 1955, appartiene a quella generazione di cineasti ungheresi che ha iniziato a lavorare negli ultimi anni del regime socialista e ha contribuito al rinnovamento del cinema dell’Europa centrale dopo il 1989. La sua cifra stilistica è molto riconoscibile: nei suoi film convivono realismo e dimensione onirica, attenzione psicologica e una delicata vena surreale. Enyedi è interessata soprattutto ai rapporti umani, alla solitudine, all’identità e alla possibilità di comunicare tra persone apparentemente lontane.

Il cinema di Enyedi è spesso accostato a quello di registi come Andrej Tarkovskij, Krzysztof Kieślowski e Béla Tarr, pur mantenendo una voce del tutto personale. Le caratteristiche ricorrenti del suo cinema includono: un ritmo contemplativo; immagini di grande eleganza visiva; simbolismi legati alla natura e agli animali; personaggi introversi e complessi e un equilibrio tra ironia, malinconia e poesia. Le sue opere principali sono Il mio XX secolo (1989), Corpo e anima (2017), Storia di mia moglie (2021) e Silent Friend (2025).

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Da giovedì 3 settembre, ore 16.00: Silent Friend (Regia e sceneggiatura: Ildikó Enyedi. Interpreti: Tony Leung Chiu-wai, Léa Seydoux, Luna Wedler. Germania, Francia, Giappone, 2026, colore, 145’).

Lunedì 7 settembre, ore 16.30. Venerdì 11 settembre, ore 11.00: Il mio XX secolo (Az én XX. Századom, regia e sceneggiatura: Ildikó Enyedi. Fotografia: Tibor Máthé. Montaggio: Éva Kármentő. Musiche: László Melis. Interpreti: Dorota Segda, Oleg Yankovskiy, Gábor Máté, György Cserhalmi. Ungheria, RFT, Cuba, 1989, b/n, 104’).

Domenica 13 settembre, ore 11.00. Lunedì 21 settembre, ore 14.00: Storia di mia moglie (A feleségem története, regia e sceneggiatura: Ildikó Enyedi, dal romanzo di Milán Füst. Fotografia: Marcell Rév. Montaggio: Márton Kablay. Musiche: Adam Balazs. Interpreti: Léa Seydoux, Gijs Naber, Louis Garrel, Josef Hader. Ungheria, Germania, Francia, Italia, 2021, colore, 169’).

Martedì 15 settembre, ore 18.45. Sabato 19 settembre, ore 14.45: Corpo e anima (Testről és lélekről, regia e sceneggiatura: Ildikó Enyedi. Fotografia: Máté Herbai. Montaggio: Károly Szalai. Musiche: Adam Balazs. Interpreti: Géza Morcsányi, Alexandra Borbély, Réka Tenki, Ervin Nagy. Ungheria, 2017, col., 116’).

Giovedì 17 settembre, ore 19.15: Vakond (Regia e sceneggiatura: Ildikó Enyedi. Ungheria, 1987, col., 74’). A seguire: Flirt (Regia: Ildikó Enyedi. Ungheria, 1978, colore, cortometraggio, 22’).

Giorni e orari delle proiezioni in aggiornamento su www.cinetecamilano.it

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