Al Cinema Arlecchino si completa la rassegna Luchino Visconti in tre atti organizzata da Cineteca Milano, che a 120 anni dalla nascita e a 50 dalla morte, ha voluto celebrare l’arte di Luchino Visconti con una retrospettiva volta a ripercorrere le tappe fondamentali della sua opera, sulle tracce di un autore capace di segnare in maniera indelebile la storia culturale del nostro paese. La rassegna è stata suddivisa in tre parti: Gli esordi (17 marzo – 6 aprile), I grandi affreschi (11 luglio – 9 agosto), La fine della borghesia, dal 2 al 29 novembre, con in cartellone La caduta degli dei (1969), Morte a Venezia (1971), Ludwig (1973), Gruppo di famiglia in un interno (1974), L’innocente (1976).
Il cinema di Luchino Visconti si distingue per la capacità di coniugare realismo storico, intensità emotiva e raffinatezza formale in un linguaggio cinematografico di grande potenza espressiva. La sua opera attraversa diverse stagioni stilistiche, ma mantiene una coerenza profonda: l’attenzione ai destini individuali come specchio delle trasformazioni storiche e sociali. Fin dagli esordi con Ossessione, Visconti contribuisce alla nascita del Neorealismo italiano, portando sullo schermo un’umanità concreta, segnata dal desiderio, dalla povertà e da tensioni morali laceranti. Tuttavia, il suo realismo non è mai puramente documentario: è già attraversato da una forte tensione drammatica e da un senso tragico dell’esistenza.
Con il tempo, il suo cinema si amplia dipingendo grandi affreschi storici, come Senso e soprattutto Il gattopardo, in cui le vicende private si intrecciano indissolubilmente con i mutamenti politici del Risorgimento. In Visconti la Storia non è mai semplice sfondo, ma forza attiva che modella i sentimenti, le illusioni e le sconfitte dei personaggi. Un altro tratto distintivo è la profondità psicologica dei personaggi, spesso sospesi tra desiderio e disillusione, tra aspirazione e decadenza. In Rocco e i suoi fratelli, ad esempio, il dramma familiare si intreccia con il tema dell’emigrazione interna e con le tensioni della modernizzazione italiana. Allo stesso modo, in Morte a Venezia, il declino diventa esperienza intima e culturale, riflessione sul tempo che passa e sulla fragilità della bellezza.
La cifra stilistica di Visconti è segnata anche da una straordinaria cura per la messa in scena: scenografie, costumi, luci e ambientazioni sono ricostruiti con rigore quasi filologico. Questa attenzione deriva in parte dalla sua intensa attività teatrale e dalla regia d’opera, che lo portò a lavorare in luoghi prestigiosi come il Teatro alla Scala. La forza del cinema viscontiano risiede nell’equilibrio tra passione e controllo formale, tra impegno storico e sensibilità estetica. È un cinema che racconta il declino di mondi e ideali, ma lo fa con una grandezza visiva e una profondità umana che lo rendono ancora oggi uno dei vertici della storia del cinema europeo.
Atto III – La fine della borghesia
Lunedì 2 novembre ore 17.00. Venerdì 20 novembre ore 15.00: L’innocente (Regia: Luchino Visconti. Sceneggiatura: Suso Cecchi D’Amico, Enrico Medioli, L. Visconti, dal romanzo omonimo di Gabriele D’Annunzio. Interpreti: Giancarlo Giannini, Laura Antonelli, Rina Morelli, Massimo Girotti, Marc Porel, Jennifer O’Neill. Italia/Fr., 1976, col., 129’).
Mercoledì 4 novembre ore 20.00. Domenica 22 novembre ore 11.00: La caduta degli dei (Regia: Luchino Visconti. Sceneggiatura: Nicola Badalucco, Enrico Medioli, L. Visconti. Interpreti: Dirk Bogarde, Ingrid Thulin, Helmut Griem, Helmut Berger, Renaud Verley, Umberto Orsini. Italia/Germania, 1969, col., 156’).
Venerdì 6 novembre ore 18.00. Martedì 24 novembre ore 16.45: Gruppo di famiglia in un interno (Regia: Luchino Visconti. Sceneggiatura: Suso Cecchi D’Amico, Enrico Medioli, L. Visconti. Interpreti: Burt Lancaster, Helmut Berger, Silvana Mangano, Claudia Marsani, Stefano Patrizi, Elvira Cortese. Italia/Francia, 1974. col., 121’).
Domenica 15 novembre ore 17.00. Giovedì 26 novembre ore 18.00: Ludwig (Regia: Luchino Visconti. Sceneggiatura: L. Visconti, Enrico Medioli con la collaborazione di Suso Cecchi D’Amico. Interpreti: Helmut Berger, Romy Schneider, Trevor Howard, Silvana Mangano, Helmut Griem, Umberto Orsini. Italia/Francia/Germania, 1972, col., 237’). Fra la prima e la seconda parte del film è prevista una pausa di 15’ circa.
Mercoledì 18 novembre ore 17.00. Domenica 29 novembre ore 15.00: Morte a Venezia (Regia: Luchino Visconti. Soggetto: dal racconto omonimo di Thomas Mann. Sceneggiatura: L. Visconti, Nicola Badalucco. Interpreti: Dirk Bogarde, Romolo Valli, Nora Ricci, Silvano Mangano. Italia/Francia, 1971, col., 133’).






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