Jane Russell, sensuale diva

Jane Russell
Jane Russell
Dopo la notizia della morte di Annie Girardot, un altro lutto colpisce il mondo del cinema: ieri sera, 28 febbraio, ci ha lasciato Jane Russell, uno dei più famosi sex symbol di Hollywood degli anni ‘40 e ’50.

Ernestine Jane Geraldine Russell, questo il suo nome all’anagrafe, era nata a Bemidji, Minnesota, il 21 giugno 1921, il padre era un colonnello dell’esercito, la madre una attrice di compagnie itineranti e proprio grazie a lei Jane imparò a suonare il pianoforte ed iniziò ad interessarsi al teatro, frequentando la Van Nuys High School e studiando recitazione nel laboratorio teatrale di Max Reinhardt che l’affidò all’ attrice russa Maria Ouspenskaya. Notata dal regista Howard Hughes, viene da questi lanciata nel mondo del cinema con il western, per molti versi anomalo, Il mio corpo ti scalderà (The Outlaw, ’43), dove il suo fisico prorompente, il fascino aggressivo e l’estrema sensualità capovolsero tutto d’un colpo la figura tipica della “donna del west” ed aprirono la strada ad una nuova idea della sessualità, che avrebbe trovato spazio nella cinematografia americana almeno fino agli anni ’50.

Successivamente, dopo aver sfruttato il clamore suscitato dal film, che ebbe non pochi problemi con la censura, dedicandosi alla pubblicità, la Russell interpretò ruoli volti certo a mettere in risalto la sua indubbia bellezza, che però non fu mai disgiunta da valide capacità recitative: Viso pallido (‘48, N.Z. McLeod; L’avventuriero di Macao, ‘50, Josef von Sternberg; Il figlio di Viso pallido, ‘52, ‘F. Tashlin; Il suo tipo di donna, ‘52, J. Farrow), per poi conoscere un ulteriore grande successo in coppia con Marilyn Monroe nella colorata commedia musicale Gli uomini preferiscono le bionde (‘53) di Howard Hawks, forse inferiore ad altre opere del regista ma sempre un buon compromesso tra spettacolarità e regia “di polso” , con la presenza delle due dive che fa ovviare ad ogni eventuale mancanza, riempiendo efficacemente lo schermo, come si suol dire. Altre famose interpretazioni: La linea francese (‘53, di L. Bacon); Il tesoro sommerso (‘54, J. Sturges); Gli uomini sposano le brune (55, ‘ R. Sale); Femmina ribelle (‘56, di R. Walsh); Vietato rubare le stelle (‘57, N. Taurog) del quale fu produttrice e il cui insuccesso fece sì che l’attrice si ritirasse per sette anni dallo schermo, continuando però ad esibirsi in numerosi locali negli Stati Uniti, in Canada, Messico e in Europa, interpretando poi vari musical e riapparendo sul grande schermo nel ’64 (Destino in agguato).


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