Mr. Beaver

(MyMovies)

Terza regia dell’attrice Jodie Foster, dopo Il mio piccolo genio, ’91, e A casa per le vacanze, ’95, Mr. Beaver , presentato fuori concorso al 64mo Festival di Cannes, può considerarsi come un’opera insolita nell’attuale panorama cinematografico americano, vuoi per il tema trattato, la depressione, vuoi, soprattutto, per le modalità narrative, che denotano attenzione e sensibilità non comuni, passando sopra qualche squilibrio presente lungo il percorso. Walter Black (Mel Gibson), presidente di una fabbrica di giocattoli ereditata dal padre, è precipitato nel corso degli anni nel baratro del “male oscuro”, terapia e farmaci non hanno evitato l’annichilimento di corpo e anima, la mente rosa dai tarli di irrisolti problemi personali, la perdita definitiva tanto del rispetto di sé che di quello per gli altri, a cominciare dai componenti della propria famiglia, i figli, il piccolo Henry (Riley Thomas Stewart), sempre più solo e “invisibile”, l’adolescente Porter (Anton Yelchin), che ha messo in atto un programma per eliminare dalla sua ancora acerba personalità ogni elemento di somiglianza con la figura paterna, e la moglie Meredith (Foster), ingegnere, che, sperando di scuoterlo, lo manda via di casa; dopo l’ennesima sbornia e strampalati tentativi di farla finita, Walter sembra risollevarsi grazie a “Mr. Beaver”, marionetta raffigurante un castoro rinvenuta in un cassonetto, che diventerà espressione del suo io più profondo…

Mel Gibson (TvGuide)

Dramma familiare in parte stemperato dai toni della commedia, il film, ben diretto, fa risaltare più che una mano propriamente ferma e sicura, la delicatezza del tocco, riuscendo l’autrice a far emergere anche il sottotesto offerto dalla sceneggiatura di Kyle Killen, sviluppando efficacemente, sempre mediando tra levità e profondità, una storia in parallelo (le problematiche di Porter e della sua compagna di scuola Norah, Jennifer Lawrence, il loro rapporto) con quella del protagonista, un Gibson perfettamente in parte, meritevole di essere considerato essenzialmente come valido attore, al di là delle tristemente note intemperanze legate alla sua vita privata i cui strascichi hanno comunque hanno influito, positivamente, sulla caratterizzazione, necessariamente e realisticamente sopra le righe, esprimente una personalità schizofrenica. Le sopra citate sensibilità e delicatezza della Foster, il suo mettersi in disparte come attrice, l’ attenzione verso la psicologia dei personaggi, si esprimono nel riuscire a legare una certa morbidezza di toni ai contorni via via dominanti di una favola nera, con una breve scivolata verso l’horror forse eccessiva, che diviene infine una sincera e accorata, per quanto estremizzata, parabola sulle deviazioni dal sentiero cui può condurre una presunta autosufficienza esistenziale, senza condivisione alcuna di gioie e dolori.

Jodie Foster e Gibson (RB Casting)

Certo, a noi spettatori è richiesto uno “sforzo” partecipativo, così da entrare nell’atmosfera vagamente surreale di un insolito menage espressa dalla sempre più ingombrante presenza del pupazzo, mettersi in sintonia per condividere l’abulia prima e la dissociazione poi di Frank, sorvolare su qualche incertezza di fondo, per quanto il finale possa apparire accomodante, dovuta al voler semplicemente visualizzare una situazione limite insieme al farci riflettere, magari andando un po’ verso il didascalico (il discorso di Norah al conseguimento del diploma), sull’illusorietà del successo e sul valore degli affetti come appiglio per superare le difficoltà, con gli inevitabili errori a farsi valido insegnamento; in definitiva rimane, nell’efficacia complessiva di regia e di ogni interpretazione, un non so che di irresoluto, ma, in fondo, di fortemente reale: parafrasando Shakespeare, la stessa materia di cui è fatta la vita.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.