The Twilight Saga: Breaking Dawn- Parte 2-

the-twilight-saga-breaking-dawn-parte-2--L-dQ7bLmAnche per i protagonisti della saga di Twilight, pur destinati all’eternità, è giunto il momento del commiato, a sette anni di distanza dal primo romanzo ad opera di Stephenie Meyer e a quattro dalla sua prima trasfusione cinematografica, a mio avviso la più riuscita, per la regia di Catherine Hardwicke: coadiuvata da una buona sceneggiatura (Melissa Rosenberg), aveva saputo sfruttare con una certa sensibilità gli elementi neoromantici presenti nelle pagine del libro, così come altri motivi delineati nella trama (il senso attrattivo verso la morte che provano i giovani, la sublimazione dell’atto sessuale, cercato, sperato, ma mai vissuto, la diversità che si fa speculare ai tormenti interiori che portano all’età adulta), per quanto fosse evidente una certa patinata sospensione, di stampo televisivo, tra ten drama e soap opera, con qualche puntata verso il videoclip.

Kristen Stewart
Kristen Stewart
Le suddette, rilevanti, tematiche, mischiate a citazioni letterarie (Romeo e Giulietta), erano, infatti, sempre mondate dai loro risvolti metafisici e trasformate malamente (ma furbescamente) in una sorta di filosofia adolescenziale dalla facile presa e pronto uso, senza dimenticare il mito tragico del vampiro (altrettanto dicasi per quello della metamorfosi uomo-lupo), diluito in una contrapposizione favolistica propria de La bella e la bestia. Man mano che si susseguivano i registi (Chris Weitz, David Slade, Bill Condon, in ordine temporale) con la sceneggiatura sempre a firma Rosenberg, risaltava il problema principe della saga, come ho avuto modo di scrivere in precedenti articoli: la mancanza di una vera e propria connotazione stilistica rendeva i film certo un fenomeno mediatico e di costume da non sottovalutare, ma dalla resa cinematografica non propriamente felice, tra dialoghi spesso banali e risibili, varie cadute di stile, la costanza di una “non regia” pronta a cavalcare il ridicolo ad ogni inquadratura, degna compagna di una “non recitazione” volta al catatonico.

Taylor Lautner e Stewart
Taylor Lautner e Stewart
La seconda parte di Breaking Dawn, che fa fede a tale impostazione “stilistica” grazie al recidivo Condon, mi è sembrata francamente inutile: la circostanza che sia stata girata insieme alla precedente, per poi tirare fuori due pellicole autonome, evidenzia l’espediente, puramente commerciale, di ravvivare ancora per un po’ l’interesse dei tanti twilighters. Dopo l’ouverture costituita dai temi musicali dei precedenti episodi, con i titoli di testa che scorrono su immagini paesaggistiche stile depliant da agenzia turistica, inframmezzati dalla visione in interni del corpo di Bella (Kristen Stewart, prima era viva ma sembrava morta, ora ha ridotto le distanze, confondendo le due dimensioni), la neonata vampirella apre gli occhi ed inizia a sentirsi padrona di tutto ciò che la circonda, adoperandosi da subito in una battuta di caccia all’ultimo salto.

Renesmee (Mackenze Foy)
Renesmee (Mackenze Foy)
Segue una lunga fase didattica su quanto sia bello essere vampiri, la famiglia ti protegge, Edward (Robert Pattinson) è felice e sbalordito (espressione eguale, la differenza è affidata all’intuito), il frutto dei suoi lombi, Renesmee, può contare sull’aiuto del lupacchiotto Jacob (Taylor Lautner), novello baby sitter/body guard, che, grazie all’imprinting, sarà risarcito di quanto non avuto da Bella nel corso degli anni, anzi, l’attesa sarà più breve perché la bambina ha una crescita particolarmente veloce … E così la coppia potrà godersi la casetta nel bosco, copulare finalmente alla pari (una scena il cui tasso erotico è talmente elevato da costituire un valido sistema di contraccezione), almeno sino a quando i Volturi non avranno notizia, infondata, che Renesmee possa essere una creatura immortale, decidendo di scendere sul piede di guerra: al grido di “succhiasangue ( e mutaforma) di tutto il mondo unitevi”, il clan dei Cullen organizzerà la sua armata, preparandosi allo scontro finale, “quando la neve attecchirà”…

Robert Pattison
Robert Pattison
Curiosamente replicando quanto avvenuto con il recente The Avengers (Joss Whedon), la prima ora di proiezione si rivela statica e farraginosa, poi, quando gli “eserciti saranno l’un contro l’altro armati”, Condon si sveglia (noi insieme a lui), e rammenta cosa sia una macchina da presa e le sue funzioni: pur nell’artificio che ne verrà fuori, la faccenda inizierà a divenire drammaticamente seria, con una battaglia ben coreografata, per quanto piuttosto meccanica (teste strappate via come “cocuzze” nel campo), che si ammanta d’ un minimo di visionarietà, senza arrivare mai ad un respiro propriamente epico. Bastava inserire il tutto nella prima parte, dopo il parto horror, e il risultato sarebbe stato diverso, finalmente con un minimo di caratterizzazione estetica e non solo estatica, anche con un finale dove Bella ed Edward si ritrovano nel solito praticello fiorito (in allegro miscuglio) a visionare e rivivere, grazie ad una inedita funzione rewind/forward/pause della fanciulla, tutta la loro storia, condividendola con gli spettatori, nel solito languido ed esangue fluire. E, finalmente, vissero vampiri e contenti.

The End (?)


2 risposte a "The Twilight Saga: Breaking Dawn- Parte 2-"

  1. This is the best film that i ever seen and of the world!!!!!!!!!!!! I LOVE THE TWILIGHT SAGA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! I LOVE JACOB!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    1. Yahooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!
      Come ho scritto, fenomeno mediatico non trascurabile…
      As I wrote, the media phenomenon is not negligible…

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