La gola e ‘l somno et l’otiose piume
ànno del mondo ogni vertú sbandita,
ond’è dal corso suo quasi smarrita
nostra natura vinta dal costume;
et è sí spento ogni benigno lume
del ciel, per cui s’informa humana vita,
che per cosa mirabile s’addita
chi vòl far d’Elicona nascer fiume.
Qual vaghezza di lauro, qual di mirto?
Povera et nuda vai philosophia,
dice la turba al vil guadagno intesa.
Pochi compagni avrai per l’altra via:
tanto ti prego piú, gentile spirto,
non lassar la magnanima tua impresa.

Dal Canzoniere di Francesco Petrarca (1304-1374), sonetto VII.

2 risposte a “La gola e ‘l somno et l’otiose piume”

  1. Ricordare i grandi classici è sempre un grande piacere e un arricchimento della nostra mente, anche se per molti è motivo di noia o semplicemente cosa inutile. La poesia è stato per me il primo tentavo di approccio con l’arte, e quando si inizia a scrivere da ancora bambino una poesia, magari per gioco, non si finisce mai più nella vita di farlo. Petrarca è stato un di quegli autori in cui ritrovavo molto di me stesso quando lo studiavo negli anni odiosi del liceo, soprattutto nelle sue lettere, nei suoi pensieri, nel Secretum, un uomo pieno di contraddizioni, di conflitti, di momenti bui e tormentati, e di lampi di luce e subito dopo.

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    1. Avatar antoniofalcone
      antoniofalcone

      Buon pomeriggio Cristian. Ho riscoperto in questi ultimi anni il piacere di (ri)leggere quanto studiato negli anni del liceo, devo dire che queste riscoperte hanno contribuito non poco a permettermi una diversa visione e comprensione di molte cose, oltre a mantenere viva la mente. Così, ogni tanto, qualcosa che mi ha colpito o che credo possa avere una sua valenza trova spazio sul blog, ben lieto, poi, ove venga condiviso. Bell’opera il “Secretum”, vero e proprio “diario intimo” denso d’umanità.

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