Buon Natale da Sunset Boulevard:The Nightmare Before Christmas ( 1993)

Amici lettori di Sunset Boulevard, abituali o di passaggio, affettuosi auguri di un lieto e sereno Natale, all’insegna di un’inedita rinascita unita alla volontà di coltivare nuove speranze perché  questo buffo mondo assuma una dimensione universalmente e definitivamente umana. Come già scritto da molti, ci troviamo a recitare la nostra parte sullo stesso palcoscenico ed identico universo ci sovrasta…Un abbraccio,

Antonio

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La storia che sto per raccontarvi, amici lettori, accadde tanto tempo fa, “prima di quanto si pensi, in un posto che avete forse visto nei vostri sogni”, nel vecchio mondo delle vacanze, dove si lavora alacremente per tutto l’anno, cosi da rendere perfetti i nostri giorni di festa.Ad Halloween Town, per esempio, si sono appena conclusi i festeggiamenti per la consueta notte da tregenda e tutti gli abitanti sono grati al loro capo,  il re delle zucche Jack Skellington (Skeletron nell’edizione italiana), il quale però non appare del tutto soddisfatto, qualcosa lo rende inquieto, la consueta trafila quotidiana deve essergli venuta  a noia o comunque costituisce motivo di malcontento. Eccolo vagare meditando tra consunte lapidi ed alberi rinsecchiti, seguito dal fedele cane (fantasma) Zero e, a debita distanza, dalla bambola di pezza creata dal perfido Dr. Finklestein, Sally, segretamente innamorata del nostro. Giunto senza accorgersene ai piedi di una fitta foresta, Skellington nota come i tronchi di alcuni alberi abbiano ciascuno una porticina d’accesso, contrassegnata da esplicativi disegni: ė attratto in particolare dallo stilema di un abete decorato con delle sfere colorate, per cui decide di farvi ingresso, venendo accolto da uno scenario inaspettato, almeno per chi ė abituato da sempre all’oscurità. Una strana coltre bianca ricopre ogni cosa, vi ė tanta luce, allegria, aleggia aria di festa; Skellington nota poi un misterioso e rotondo personaggio di rosso vestito, ovvero Santa Claus (Babbo Natale), scambiandolo per una enorme aragosta, tanto da ribattezzarlo Sandy Claws (Babbo Nachele), decidendo infine di capirne di più riguardo quella strana festa che pare sia denominata Natale, paventando addirittura di sostituirsi al consueto dispensatore di doni…

Jack Skellington

Nato da un’idea di Tim Burton, la composizione di una poesia illustrata partendo dal ricordo di un negoziante intento a sostituire le decorazioni di Halloween con quelle natalizie, The Nightmare Before Christmas (il titolo riprende ironicamente quello del poema natalizio di Clement Clark Moore, The Night Before Christmas) ė un film d’animazione in stop-motion che ancora oggi stupisce per l’invidiabile fluidità narrativa, piuttosto naturale, oltre a divertire e commuovere senza artifici caramellosi o ammiccamenti vari, impartendo una favola gotica in stile musical, dal pregnante simbolismo, del tutto coerente con la poetica burtoniana. La sceneggiatura ė opera di Michael McDowell e Caroline Thompson, la regia di Henry Selick, per una realizzazione che ha richiesto un  periodo di tre anni ed ha visto al lavoro cento animatori, mentre le belle musiche sono di Danny Elfman; da segnalare al riguardo la felice resa della versione italiana, curata da Ermavilo e Carla Vistarini, che hanno scritto i testi delle canzoni, con Renato Zero e Marjorie Biondo a prestare la voce, rispettivamente, a Jack e Sally. Le scenografie di Deane Taylor, congiuntamente alla fotografia di Peter Kozachik, offrono al film una resa visiva tanto immaginifica ed ammaliante quanto realistica, omaggiando nella raffigurazione della città di Halloween l’espressionismo tedesco e le derivazioni da quest’ultimo sfruttate negli horror degli anni ’30 (il classico contrasto luce/ombra, inquadrature distorte), esaltandone la diversità freak rispetto alla sgargiante e pastellosa Christmas Town, così come riguardo l’ordinato, rigorosamente composto, mondo reale, inquadrato nella sua lineare ordinarietà. 

La macchina da presa segue i personaggi,  ne asseconda le esibizioni canore ed ogni loro movimento ed espressione, lasciando che, fra humour nero e romanticismo, si stagli la complessa ed articolata figura di Jack e la  sottesa tematica di cui si fa portatore, ovvero di come un individuo possa essere insoddisfatto del ruolo che si ritrova ad esercitare, non riuscendo a cogliere il senso della propria diversità, d’azione, d’intento, di semplice pensiero, rispetto a quell’ “altro” con cui ė giunto a confrontarsi e che probabilmente  ritiene essere la normalità, fino a rendersi conto che il segreto della felicità, o qualcosa ad essa prossimo, consiste essenzialmente nell’accettare la propria peculiarità come un dono, elargendola dunque in tal guisa agli altri, in nome di una differenza condivisa, quest’ultima vero pilastro dell’eguaglianza. Skellington si ingegnerà in vari esperimenti per  comprendere la reale essenza di una festa a lui estranea, crederà di trovarla ma la porrà in pratica, necessariamente, sulla base delle modalità realizzative che gli sono proprie, un “trick or treat” in chiave natalizia non proprio gradito ai bambini, anzi terreno fertile per il malefico Oogie Boogie (il nostro Baubau), mentre è indispensabile che ognuno faccia la propria parte nell’ambito di quel talento riservatogli dalla vita, per quanto non è detto che una confluenza non sia possibile, vedi l’emblematica sequenza finale, quando la città di Halloween godrà di una poetica nevicata, mentre il re delle zucche, ormai conscio della propria essenza vitale, sarà pronto ad accogliere l’amore di Sally. Andando a concludere, The Nightmare Before Christmas è un opera  che si rivede sempre con piacere, capace di rendere  un magico afflato, forse irripetibile, tra creatività, ancora piacevolmente artigianale pur alla luce delle nuove tecnologie, e sincera emozionalità, quanto manca a tutt’oggi, ovviamente fatte salve debite eccezioni, a vari film rientranti nel genere, subitamente declamati quali conclamati capolavori. 


4 risposte a "Buon Natale da Sunset Boulevard:The Nightmare Before Christmas ( 1993)"

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