Le foibe di Trieste (Manlio Visintini, 2011)

(Giro FVG)

Graffi sulle rocce

ai bordi delle foibe,

forse dita alla ricerca

d’un appiglio

per non volare

nel freddo buio.

Urla, nomi e forse

sussurri dal cuore

tingevano di sangue

l’aria azzurra…

Spari nel celeste

spaventavan i passeri

sentinelle sui rami,

vermiglio sommàcco

impallidiva alla Luna,

case vuote,

scrostate,

carretti farciti di cose

verso il nulla,

l’Istria sciolta

come ghiaccio nel bicchiere,

ricordi coperti di brina

luccicano al Sole

come diamanti,

e ancora vaghe urla

salgono dal nero di seppia,

macerandosi e trovando pace

tra le bianche macchie dei caprioli,

tra le loro ciglia,

in questo nostro Carso

dove il vecchio dolore

è nuova vita.

(Dal blog di Manlio Visintini)


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