La Settimana Internazionale della Critica (SIC), sezione autonoma e parallela organizzata dal SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani) nell’ambito della 80ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (30 agosto – 9 settembre), ha assegnato ieri, venerdì 8 settembre, i premi della 38ma edizione.

La Giuria Internazionale composta da Baloji, Ava Cahen e Bianca Oana ha conferito il Gran Premio IWONDERFULL a Malqueridas di Tana Gilbert, con la seguente motivazione: “Perché il suo soggetto è vertiginoso, perché il suo approccio formale è magistrale, un gesto radicale che fa rivivere il fuori campo e ci mostra solo i dettagli, l’immagine sfocata, i pixel rubati. Narrativa e set-up sono asservite alle testimonianze. La regista ci mette accanto alle donne incarcerate, senza esprimere alcun giudizio sul loro valore, e questo è un prodigio della licenza poetica del cinema”.

La Giuria ha poi attribuito una Menzione Speciale a Saura Lightfoot Leon per il suo ruolo nel film Hoard di Luna Carmoon e ad Ariane Labed, tra i protagonisti del film Le Vourdalak di Adrien BeauQueste le rispettive motivazioni: “Siamo rimasti stupefatti dal carisma e dal talento dell’attrice protagonista di Hoard, Saura Lightfoot Leon, e volevamo rendere omaggio al suo brillante debutto”. “La sua presenza ci pervade ancora. La giuria desidera evidenziare la performance di Ariane Labed in The Vourdalak per la sua precisione, grazia e compostezza e per aver ritratto un personaggio femminile emarginato con forza e dignità”.

Il citato Hoard  ha poi conseguito il Premio del Pubblico The Film Club e il Premio Circolo del Cinema di Verona, destinato al film più innovativo, assegnato da una giuria under 35 composta da Luca Fron, Federico Mango, Alessia Origano, Lorenzo Zampini, Marika Zandanel, con la seguente motivazione: “Ci avete chiesto di sporcarci, di inghiottire le nostre sicurezze e sovvertire in modo radicale la nostra concezione di rifiuto. A quel punto abbiamo capito: solo sprofondando le mani in una discarica di oggetti, ricordi ed emozioni, questo accumulo si può trasformare in una casaIl Premio Circolo del Cinema al film più innovativo della Settimana Internazionale delle Critica va a Hoard, di Luna Carmoon”.

A Malqueridas è anche andato il Premio Mario Serandrei – Hotel Saturnia per il Miglior Contributo Tecnico, assegnato da un’apposita commissione di esperti composta da Matteo Berardini, Marco Contino, Raffaella Giancristofaro, con la seguente motivazione: “Per l’articolato processo di post produzione, attraverso il quale si dà forma cinematografica a immagini clandestine del vissuto, altrimenti inaccessibile, di un carcere femminile. Questo è un film-dispositivo che rende fruibile il materiale di partenza in bassa definizione, rispettandolo. Una scelta tecnica antiestetizzante e dal chiaro valore politico”.

Nell’ambito infine dell’ottava edizione di SIC@SIC (Short Italian Cinema @ Settimana Internazionale della Critica) la giuria, composta da  Nicoletta Romeo, Eddie Bertozzi, Matteo Tortone, tra i sette cortometraggi in concorso ha conferito il Premio Miglior Cortometraggio  a Las memorias perdidas de los árboles di Antonio La Camera, “Per aver immaginato un’esperienza sensoriale, un viaggio allucinogeno, una vertigine psichedelica. Ma soprattutto per averci condotto attraverso un’esplorazione emotiva intensa, che commuove e meraviglia, trascendendo il dato di natura fino al cuore umanissimo della sofferenza e della perdita”.

Il Premio Migliore Regia  è andato a La linea del terminatore di Gabriele Biasi, “Per la ricerca formale con cui l’autore realizza un’opera in cui la selezione di materiali d’archivio pubblici e privati, accostando la preparazione spirituale ed emotiva a viaggi lontani e dentro di sé, veicola una visione coerente e poetica di un cinema ricercato e soprattutto umano“.

Premio Miglior Contributo Tecnico, infine, per We Should All Be Futurists di Angela Norelli: “Attraverso una meticolosa ricerca dei materiali d’archivio, un testo pungente, un’ironia e una comicità coinvolgenti, propone un ribaltamento della retorica bellicista e machista, costruendo un racconto fulmineo e leggero di una liberazione individuale”.

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