
“Dopo la guerra dominava il sentimento della rinascita, della speranza: tutto il male era finito, si poteva ricominciare. Adesso, non so se quest’ombra che si allunga sull’Italia preveda una resurrezione. Dopo la guerra, si aveva il sentimento d’aver patito sciagure immeritate ma che facevano parte della Storia, che rendevano partecipi della Storia: non era certo un conforto, ma alle sofferenze dava un senso, un riscatto. Adesso questo manca del tutto: c’è soltanto il sentimento d’un buio in cui stiamo sprofondando”. (Federico Fellini, dall’intervista di Lietta Tornabuoni, Non scherziamo, la vera paura è finita quarantotto anni fa– La Stampa, 22 settembre 1992, p. 5)

“Il fascismo è demagogico ma padronale, retorico, xenofobo, odiatore di cultura, spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli “altri” le cause della sua impotenza o sconfitta“. (Ennio Flaiano, Don’t Forget, 1976, Scritti postumi, Milano, Bompiani 1998)
“Certamente il fascismo è stato già sconfitto una volta, ma siamo ben lungi dall’aver sradicato definitivamente questo male supremo del nostro tempo: le sue radici sono infatti profonde e si chiamano antisemitismo, razzismo, imperialismo”. (Hannah Arendt)
“Questo Paese il fascismo lo ha incubato, partorito e regalato al mondo, e come tale dovrebbe farsi qualche controllo periodico“. (Michele Serra)
“Da Lenin a Castro, di dittatori ne sono stati giustificati parecchi. Siccome la dittatura del Duce non è evoluta al grado di totalitarismo di Hitler e Stalin, siccome era sanguinaria ma non tanto quanto qualla di Hitler e Stalin, viene naturale dire che Mussolini ha fatto anche cose buone. Il presupposto drammatico e definitivo – ha eliminato i partiti, la libertà di voto, di stampa, di associazione, ha mandato al confino e talvolta alla morte gli oppositori, cioè ha raso al suolo lo Stato Libero – passa in secondo piano. Così, in allegria: ha fatto anche cose buone. Gli italiani sono privi di una nozione di libertà, sono indifferenti al senso profondo dell’autonomia e delle responsabilità, esitano fra la rassegnazione dello schiavo e la rivolta anarchica – scriveva Carlo Rosselli nel 1930, e guarda se è cambiato qualcosa“. (Mattia Feltri, La stampa, 2019)

“Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società“.(Pier Paolo Pasolini)
“In Italia a fare la dittatura non è tanto il dittatore, quanto la paura degli italiani e una certa smania di avere un padrone da servire. Lo diceva Mussolini: “Come si fa a non diventare padroni di un paese di servitori?” ” (Indro Montanelli)





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