Frankenstein Junior (Young Frankenstein, 1974)

142548Mel Brooks (Melvin Kaminsky, New York, 28/06/1926)inizia la sua carriera come cabarettista in locali notturni della sua città, negli anni sessanta lavora in tv come scrittore di testi e autore di commedie; esordisce al cinema nel 1968 con Per favore non toccate le vecchiette (The Producers), Oscar per la miglior sceneggiatura originale; nel 1974 con Mezzogiorno e mezzo di fuoco (Blazing Saddles)inizia una serie di parodie che, tra alti e bassi, gli danno fama e successo.

Frankenstein Junior, sceneggiato insieme a Gene Wilder, è una rivisitazione-omaggio in chiave comica del mito della “Creatura” nata dalla penna di Mary Shelley nel 1818 (Frankenstein ;or,The Modern Prometheus)e, grazie alla stupenda fotografia in bianco e nero ed ai caratteristici passaggi tra le varie scene, una nostalgica citazione del cinema degli anni venti e dei primi tre film dedicati al “mostro” (Frankenstein, ’31, The bride of Frankenstein, ’35, di J.Whale; Son of Frankenstein, ’39, di R.V. Lee), tanto che il laboratorio è lo stesso del film del 1931.

Frederick Frankenstein (Gene Wilder), medico e professore universitario, nipote del famoso dottore, rinnega la sua parentela e le teorie del nonno sulla rianimazione dei cadaveri; l’apertura del testamento del bisnonno gli impone di partire per la Transilvania. All’arrivo viene accolto dal gobbo Igor (Marty Feldman)e dall’assistente Inga (Teri Garr); giunto al castello conosce Frau Blucher (Cloris Leachman), grazie alla quale scopre il laboratorio e il diario segreto del nonno. In preda all’entusiasmo, pensa di dare vita ad una sua creatura:procuratosi il corpo, per una distrazione di Igor gli impianta il cervello di un anormale, per cui il “mostro”(Peter Boyle)è incontrollabile,deve essere rinchiuso; liberato dalla Blucher, vaga senza meta, conoscendo una bambina ed un vecchio cieco(Gene Hackman).Attirato al castello dalla musica, cui è molto sensibile, insieme al dottore è protagonista di uno show allestito da questi per dimostrare le potenzialità della scienza, ma lo scoppio di una lampadina lo irrita, per cui viene nuovamente rinchiuso, riuscendo però a fuggire e a rapire Elizabeth (M.Kahn), la fidanzata del dottore giunta nel frattempo, che avrà modo di conoscere le sue capacità amatorie; richiamato ancora con la musica, è sottoposto ad un esperimento grazie al quale riceve parte del cervello del suo creatore. Ormai “normale”,si sposa con Elizabeth e Frederick con Inga, la quale capirà a breve cosa abbia ricevuto il dottore dalla creatura in cambio di parte del suo cervello.

Scatenata commedia, con un’ abile regia che asseconda le interpretazioni dei protagonisti dando risalto alle varie trovate comiche e ai dialoghi brillanti; straordinario Feldman,con la sua gobba mutevole e gli occhi sgranati a sottolineare ogni gag; tra le risate, vi è comunque spazio per una riflessione sui limiti della scienza e sulla facile assonanza diversità-mostruosità.


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