Natale in duplice visione

natale-in-duplice-visione-L-gNCZsM(…) “Natale una fesseria, zio?”, disse il nipote di Scrooge; “sono sicuro che non pensi una cosa simile”.
Certo che la penso”, disse Scrooge. “Buon Natale! Che diritto hai tu di essere allegro? Che ragione hai tu di essere allegro? Sei povero abbastanza”.
“Andiamo, via”, rispose allegro il nipote. “Che diritto hai tu di essere triste? Che ragione hai di essere scontento? Sei ricco abbastanza”.
Scrooge, non trovando lì per lì una risposta migliore, disse un’altra volta: “Bah!” Poi soggiunse: “Fesserie”.
“Non ti arrabbiare, zio”, disse il nipote.
Come potrei non arrabbiarmi”, rispose lo zio, “quando vivo in un mondo di cretini come questo? Buon Natale! In giro ad augurare Buon Natale! Che cosa è il Natale per te se non il momento per pagare i conti senza avere i soldi; il momento in cui ti trovi più vecchio di un anno, e non più ricco di un’ora? Un momento per fare il bilancio e vedere che ogni voce, nel giro completo di dodici mesi, è in passivo? Se potessi fare di testa mia”, disse Scrooge indignato, “ogni idiota che va in giro con Buon Natale in bocca dovrebbe essere bollito insieme al suo pudding e sepolto con un paletto di agrifoglio che gli trafigga il cuore. Proprio così!

Charles Dickens (da Wikipedia)

Charles Dickens (da Wikipedia)

“Zio!”, supplicò il nipote.
Nipote!”, rispose severamente lo zio. “Passa il Natale a modo tuo e lascia che io lo passi a modo mio”.
“Passarlo a modo tuo!”, replicò il nipote di Scrooge. “Se non lo passi per niente!”
Allora lascia che non me ne dia pensiero”, dise Scrooge, “e buon pro ti faccia, come ti ha sempre fatto”.
“Ci sono molte cose, credo, che possono avermi fatto del bene senza che io ne abbia ricavato un profitto”, replicò il nipote, “e Natale è una di queste.
Ma sono sicuro che ho sempre considerato il periodo natalizio, quando è venuto-a prescindere dalla venerazione dovuta al suo nome e alla sua origine sacra, ammesso che qualcosa che si riferisca possa essere tenuta separata da questa venerazione- come buono; un periodo di gentilezza, di perdono, di carità, di gioia; l’unico periodo che io conosca, in tutto il lungo calendario di un anno, nel quale uomini e donne sembrano concordi nello schiudere liberamente i cuori serrati e nel pensare alla gente che è al disotto di loro come se si trattasse realmente di compagni nel viaggio verso la tomba, e non di un’altra razza di creature in viaggio verso altre mete.E per questo, zio, anche se il Natale non mi ha mai fatto entrare in tasca una moneta d’oro, e neanche d’argento, credo che mi abbia fatto bene e che mi farà bene, e chiedo che Dio lo benedica”. (…)

L'esordio di Zio Paperone: "Tutti mi odiano ed io odio tutti!"

L’esordio di Zio Paperone: “Tutti mi odiano ed io odio tutti!”

Dialogo tra Ebenezer Scrooge e suo nipote Fred, tratto dalla Strofa Prima, Lo spettro di Marley, del racconto Un canto di Natale (A Christmas Carol, 1843), di Charles Dickens (1812-1870): il Natale visto attraverso due ottiche diverse, quella di chi, con il cuore indurito dalla quotidianità e dalla logica del profitto, non vi vede nient’altro che un giorno come tanti altri, tutt’al più buono per tirar su il bilancio economico di un anno, e chi, invece, lo considera come un momento di riflessione sul comune destino umano, un’occasione per stare insieme, condividendo felicità e ambasce in egual misura.

Il protagonista divenne, nel 1947, una delle ispirazioni di Carl Barks per creare Scrooge McDuck, Paperon de’ Paperoni, corrispettivo in piume e zampe palmate, che esordì anche lui in ambientazione natalizia (Donald Duck’s Christmas on Bear Mountain, Disney OS n.178; Il Natale di Paperino sul Monte Orso, Topolino giornale dal n.677 al n.684)), per poi divenire protagonista a tutto tondo e dalla complessa personalità. Lo zione d’altronde interpreterà Ebenezer in una versione a fumetti made in Italy del suddeto racconto(Topolino n.1412, 19/12/1982, sceneggiatura Guido Martina, disegni Jose Colomer Fonts) e ne Il Canto di Natale di Topolino (Mickey’s Christmas Carol,’83, Burny Mattinson).

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