Dici dark lady e subito la tua mente inizia a visualizzare qualche fumoso ufficio di un detective privato, dove l’entrata con passo sinuoso di una donna elegantemente vestita, dallo sguardo ambiguo e dolce al contempo, già al momento delle presentazioni inizia a far sgretolare qualsivoglia certezza dell’uomo che si trova di fronte, solitamente investigatore tutto d’un pezzo, forse dalla condotta morale non proprio adamantina, ma fermo nei propri principi, i quali ora divengono nient’altro che sabbia fra le dita…

Figura tanto stereotipata quanto indubbiamente ricca di fascino ed iconica, la dark lady, affine alla femme fatale, dalla quale però si diversifica per un modo di fare più criptico, meno incline a rivelare le sue vere intenzioni, è stata protagonista dei gialli hard boiled   americani fin dai primi anni ’40 e contemporaneamente di molti noir, ma il termine, a quanto si può apprendere da varie fonti, venne impiegato già da William Shakespeare nei suoi Sonetti, utilizzandone il personaggio per affrontare diverse tematiche.

Sulla base di queste considerazioni, appare certo interessante la rassegna che prenderà il via domani, giovedì 16 novembre, al MIC-Museo Interattivo del Cinema di Milano, a cura di Cineteca  Italiana, She Brings The Rain – Dark lady di ieri e oggi, dedicata alle Dark lady che hanno segnato la cinematografia internazionale: da Ossessione di Luchino Visconti fino al più recente Lady Macbeth di William Oldroyd; concluderà la rassegna, domenica 3 dicembre alle ore 17, la proiezione speciale di Lulù – Il vaso di Pandora (Die Büchse der Pandora, 1929) di Georg Wilhelm Pabst con accompagnamento musicale dal vivo di Francesca Badalini.

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