Bologna, ONO arte contemporanea: “Diabolik: lui e lei”

Diabolik ed Eva Kant (ONO arte contemporanea)

E’ stata inaugurata lo scorso giovedì, 1° marzo, all’ ONO arte contemporanea  di Bologna,  la mostra Diabolik: lui e lei una retrospettiva, a cura di Marco Lucchetti Art Gallery Lugano, intesa a celebrare il ladro più famoso del fumetto italiano, ma soprattutto la sua compagna, Eva Kant, che tanto ha contribuito all’evoluzione del personaggio nel corso degli anni, attraverso le opere di alcuni dei suoi disegnatori più importanti: Giuseppe Palumbo, Matteo Buffagni e Stefano Babini. 1° novembre 1962: in questa data le edicole italiane vedono l’uscita del primo numero di Diabolik (Il re del terrore, soggetto delle sorelle Angela e Luciana Giussani, sceneggiatura ad opera della prima e disegni di tale Zarcone), volta a riprendere la tradizione del giallo- noir, con echi da feuilleton: “il fantastico duo”, avendo Fantômas (1911, Marcel Allain e Pierre Souvestre) bene in mente, ebbe l’intuizione di attualizzarla in un insolito “fumetto nero”, inedito e innovativo nell’ambito dei comics nostrani anche per il formato, solo due/tre vignette a pagina, a favorire campi lunghi e dialoghi piuttosto articolati.
Un logo di quelli che non si dimenticano, rimasto immutato fino ad oggi, ideato da Remo Berselli, la scritta il fumetto del brivido, gli occhi grigio acciaio dell’inafferrabile criminale in primo piano, unica parte visibile del volto, ricoperto per il resto da un cappuccio nero, così come una tuta dello stesso colore avvolge l’intero corpo. Leggenda vuole che l’idea sia venuta ad Angela vedendo i pendolari della stazione di Cadorna leggere romanzi gialli tascabili.

Le sorelle si lasciarono dunque ammaliare dalla possibilità di creare storie a fumetti con protagonista un imprendibile ladro, affascinante e misterioso, divenuto ormai  una vera e propria icona pop della cultura moderna, capace dall’alto del suo “altro mondo” cartaceo di solleticare l’immaginazione di lettori appartenenti a diverse generazioni.
Il n. 3 del 1° marzo 1963, L’arresto di Diabolik (oggetto di un remake nel 2012, per le matite di Palumbo), segna il debutto del primo incontro (e del primo bacio) tra Diabolik e la bellissima, sensuale, affascinante Eva Kant, fisico statuario, occhi verdi, lunghi capelli biondi, spesso raccolti in un elegante chignon. I disegni del citato albo erano opera di Gino Marchesi, mentre la sceneggiatura portava la firma di Angela Giussani.
Grazie a milady il “maledetto criminale”, per usare un’espressione cara all’ispettore Ginko, non solo si salverà dalla ghigliottina, ma nel corso degli anni dovrà lottare contro se stesso e rivedere molti dei suoi atteggiamenti da maschio ultra sicuro di sé, in più di un’occasione, per consolidare nel tempo un rapporto dove amore, passione, complicità, fiducia reciproca e rispetto l’uno per l’altra sono da sempre fusi e sublimati in un fascinoso ensemble; è proprio questa dinamica di coppia e questa evoluzione che la mostra vuole indagare attraverso le tavole originali, i bozzetti preparatori e i disegni di Palumbo, Buffagni e Babini, presentando inoltre, nel giorno della sua uscita in edicola, l’albo inedito Il primo amore dedicato al cinquantacinquesimo genetliaco di Eva Kant, di cui saranno esposte anche le tavole disegnate da  Palumbo.

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ONO arte contemporanea, via Santa Margherita, 10 – Bologna,  dal 1° marzo all’8 aprile 2018- Da martedì a venerdì dalle 15:00 alle 20:00- sabato dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 20:00

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