Bologna, “Il Cinema Ritrovato”: prime anticipazioni sulla XXXII Edizione

Fervono i preparativi per la trentaduesima edizione de Il Cinema Ritrovato, festival cinematografico che si svolgerà a Bologna dal 23 giugno al luglio sulla base di un programma costruito ancora una volta come  una macchina del tempo e dello spazio, comprendendo gli anni dal 1898 ad oggi e coinvolgendo varie nazioni dalla Cina all’Africa, dall’America Latina all’Europa e agli USA, per un festival sempre più internazionale, vasto e plurale. Da qui la necessità d’una direzione di squadra: quattro persone, di generazioni diverse, differenti per formazione e specifiche competenze, ma tutte profondamente legate al Cinema Ritrovato e alla sua storia:Cecilia Cenciarelli, Gian Luca Farinelli, Ehsan Khoshbakht, Mariann Lewinsky, che continueranno a ricevere ispirazione e aiuto dal Comitato scientifico e dal Comitato di programmazione. Fra le anticipazioni, una retrospettiva, a cura di Emiliano Morreale e Gianluca Farinelli, dedicata a colui che può ritenersi il più iconico attore che il cinema italiano abbia mai avuto, Marcello Mastroianni.
Interprete dalla formazione teatrale (frequentò la scuola di Visconti), Mastroianni ha infatti offerto al cinema un impagabile eclettismo, profuso nell’ambito di un’ampia gamma di caratterizzazioni all’insegna di una mutabile e sempre consona espressività.

Marcello Mastroianni (La Stampa)

Nell’alternare ironia e dramma, assecondando ora toni sornioni ed accomodanti, ora dolenti, sofferti, intimamente toccanti, è riuscito a dar vita ad un particolare melange di professionalità e naturalezza nell’aderire al personaggio interpretato.
Emblematica al riguardo la sua “trasfigurazione” nell’alter ego di Federico Fellini (8 ½), senza sottovalutare  la mutazione anche fisica che spesso affrontò con una certa disinvoltura in vari ruoli, espressione di un’esibita noncuranza della propria immagine. Difficile dimenticare poi i duetti recitativi con Sophia Loren (da Peccato che sia una canaglia, 1954, Alessandro Blasetti, a Prêt-à-porter, 1994, Robert Altman, passando per Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica, 1964, e Una giornata particolare di Ettore Scola, 1978) o Massimo Troisi (Splendor, Che ora è, entrambi del 1989, Ettore Scola) e Jack Lemmon (Maccheroni, 1985, ancora Scola); in programma titoli come Giorni d’amore di Giuseppe De Santis, il citato Peccato che sia una canaglia, quelli diretti da Fellini, fino ai film internazionali e al suo testamento cinematografico Mi ricordo, sì, io mi ricordo diretto nel 1997 da Anna Maria Tatò.

(Wikipedia)

Prevista poi una rassegna dedicata alla Fox Film Corporation, fondata nel 1915 dall’imprenditore autodidatta William Fox,  che riunì la più talentuosa schiera di cineasti dell’era dello studio system, considerando che nel periodo della transizione al sonoro su cui si incentra la rassegna, tra i registi Fox vi erano Frank Borzage, Allan Dwan, John Ford, Howard Hawks, William K. Howard, Henry King, William Cameron Menzies, F. W. Murnau, Alfred Santell, Raoul Walsh e molti altri grandi nomi. In cartellone, per un programma a cura di Dave Kehr, vi saranno opere della collezione Fox Film recentemente restaurate da Museum of Modern Art e da UCLA Film and Television Archive, tra le quali si segnalano rari titoli di Ford, King e Walsh, un paio di gangster movie mai visti con Spencer Tracy e un nuovo trasferimento su supporto digitale del capolavoro di Frank Borzage 7th Heaven, che sarà presentato in Piazza Maggiore accompagnato da una partitura orchestrale originale commissionata a Timothy Brock dall’Orchestre Philarmonique de Radio France ed eseguita dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna.

Luciano Emmer (il decoder)

Luciano Emmer 100: l’arte dello sguardo, a cura di Emiliano Morreale, permetterà di (ri)scoprire l’opera di uno tra i più validi registi e sceneggiatori del cinema italiano, capace di visualizzare le genuine emozioni di gente semplice, appartenenti al proletariato urbano e alla piccola borghesia, le cui storie sono generalmente destinate ad intrecciarsi, nella condivisione di attese, bisogni, sentimenti.
Non manca nelle sue opere uno sguardo concreto, sospeso fra curiosità e sospetto, rivolto alle novità della società postbellica, anche in termini di mutati valori, nell’evidente antinomia tra un passato sulla via d’essere dimenticato e il nuovo che si fa avanti; come avvenne per altri registi (il pensiero va a Due soldi di speranza, Renato Castellani, ’52) per definire la sua produzione fu coniato il termine, piuttosto sbrigativo, di neorealismo rosa, in quanto, anche se veniva mantenuto uno stile documentaristico, rivolgendosi più a “volti presi dalla vita” che ad attori professionisti, le problematiche sociali costituivano lo sfondo ai problemi sentimentali delle persone, i quali restavano dominanti.

John M. Stahl (Mubi)

Senza indulgere in moralismi o vezzi stilistici che non fossero volti alla funzionalità narrativa più pura ed essenziale, evidente richiamo alla formazione documentaristica (attività che, a partire dagli anni Quaranta, in collaborazione con Enrico Gras, si concentrò sulle opere d’arte di pittori quali Giotto, Leonardo, Goya, Picasso), Emmer riuscì a portare sullo schermo, sin dal suo primo film, Domenica d’agosto, 1950, i prodromi della commedia di costume, ancora non propriamente “all’italiana”, anche per via di un’ironia un po’ indulgente, ma capace di focalizzare la “banalità del quotidiano” nel mettere a nudo la complessità e l’ambiguità della vita, sottolineando con humour garbato e sottile l’ “eroismo” della gente comune, di quanti lottano per dare un senso alla propria esistenza. Oltre lo specchio della vita: i film di John M. Stahl, a cura di Ehsan Khoshbakht, in collaborazione con le Giornate del Cinema Muto di Pordenone, intende rivisitare il lavoro di un maestro del melodramma, fra gli autori americani più dimenticati.
Il film muto The Woman Under Oath (Il verdetto, 1919) sarà proiettato a Bologna come anteprima dell’ampia retrospettiva di Pordenone in ottobre, che presenterà la maggior parte dei film muti sopravvissuti di Stahl realizzati tra il 1917 e il 1927.

Bologna, Piazza Maggiore

La panoramica della sua carriera sonora proposta dalla kermesse comprenderà sia i film prodotti da Universal Pictures, sia i meno noti ma altrettanto affascinanti film realizzati per la 20th Century Fox. Arrigo Frusta e l’officina della scrittura, a cura di Claudia Gianetto, Stella Dagna e Andrea Meneghelli: nella Torino degli anni Dieci del Novecento, Arrigo Frusta (1875-1965), al secolo Augusto Sebastiano Ferraris, era direttore dell’Ufficio soggetti della casa di produzione Ambrosio e con più di 250 tra sceneggiature e soggetti realizzati al suo attivo, contribuì in maniera determinante a sistematizzare e orientare la pratica del “cinema scritto”.
Il Cinema Ritrovato intende offrire un assaggio, a partire dalla versione restaurata di Nerone (1909), del mondo di storie che presero corpo sulla scrivania del prolifico sceneggiatore.

Ella Bergmann-Michel (Dundee Contemporary Arts)

Infine La donna con la Kinamo: Ella Bergmann-Michel, programma a cura di Madeleine Bernstorff, sarà incentrato sulla figura dell’artista visiva tedesca Ella Bergmann-Michel (1895-1971), che lavorava principalmente con il collage e la fotografia, realizzando però anche alcuni film, elementi preziosi di una carriera segnata dall’innovazione e dalle concezioni progressiste; legata alle idee della Liga für unabhängigen Film e della Nuova Architettura, Bergmann-Michel definì il genere del film pubblicitario con Wo wohnen alte Leute (Where Old People Live, 1931), avviò la campagna di raccolta fondi per le cucine comuni e i refettori per disoccupati con Erwerbslose kochen für Erwerbslose (Unemployed Are Cooking for the Unemployed, 1932), mentre i frammenti della sua ultima opera, Wahlkampf (Election Campaign, 1932), offrono una testimonianza sulla campagna elettorale del 1932 nelle strade di Francoforte. (Fonte parziale: newsletter della Cineteca di Bologna)

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