Una X-Woman solca il cielo di Riace

(RedCapes)

Premessa doverosa e necessaria: non intendo con questo mio articolo entrare nel merito delle vicende giudiziarie relative a Domenico Lucano, ex sindaco del comune di Riace (RC), bensì semplicemente riferire quanto appreso dal sito Fumettologica, ovvero la pubblicazione da parte della nota casa editrice Marvel nell’albo celebrativo dei suoi 80 anni uscito questa settimana in America (Marvel Comics #1000), di una storia, che si sviluppa come le altre nell’arco di una pagina, dedicata al tema dell’immigrazione ed ambientata proprio nel piccolo borgo calabrese; intitolata Over Troubled Water (Su acque agitate), su sceneggiatura di Eve L. Ewing, poeta e sociologa, per i disegni di Jen Bartel, vede la narrazione incentrarsi sulle vicende di una bambina africana, ospite del locale centro di accoglienza, che, avendo perso la voce causa un trauma subito durante il viaggio via mare,  riesce ad esprimersi soltanto tramite i disegni: in uno di questi si vede il personaggio di Storm (Tempesta) degli X-Men adoperarsi per il salvataggio della piccola, stringendola a sé, confortandola dicendole “So come ci sente. Credimi”.
Queste parole fanno riferimento alla biografia del personaggio, il cui vero nome è Uroro, figlia di N’Dare, principessa del Kenya, e del giornalista americano David Munroe; una volta che la famiglia si trasferì in Egitto, durante la crisi di Suez, un aereo da guerra precipitò sulla loro casa e la madre morì sotto le macerie, mentre Uroro, traumatizzata e in fuga, venne cresciuta da Achmed el-Gibar, addestrata come ladra. Una volta raggiunta la pubertà e manifestatosi il suo potere mutante relativo al controllo dei fenomeni atmosferici, Ororo trovò rifugio nel cuore dell’Africa nera, venerata come una dea, fin quando non venne reclutata come X-woman da Charles Xavier all’interno di una una nuova squadra per salvare gli originali X-Men da Krakoa, l’isola vivente.

(IGN)

Trova dunque ancora attenzione internazionale quel piccolo paese che negli anni, prima delle accennate e conosciute vicende giudiziarie, è riuscito a sviluppare una innovativa politica di accoglienza e reinsediamento dei rifugiati e richiedenti asilo politico coniugandola con il rilancio del proprio territorio, contribuendo a dare l’immagine di una Calabria inedita, immersa nel suo tradizionale percorso di cultura ed ospitalità, facendo sì che uomini e donne dalla differente etnia, reduci da una esperienza spesso traumatica o comunque dolorosa, una volta abbandonato il paese d’origine per giungere infine in un luogo a loro sconosciuto, potessero trovare in concreto migliori opportunità, confidando che le regole dell’accoglienza trovassero opportuna confluenza nell’accoglienza delle regole, pur sempre nella necessità di una opportuna regolamentazione, mi si perdoni la forse contorta esternazione, già espressa in altri miei articoli, ugualmente alla convinzione di essere tutti uguali in quanto tutti diversi, con la cultura, l’elemento culturale costituito dall’incontro dei differenti modi d’atteggiarsi nei confronti della quotidiana esistenza, a costituire il collante necessario per delineare il definitivo recupero di un termine che sembrerebbe destinato a divenire ormai desueto, ovvero “umanità”.


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