Qualcuno che la sa lunga

mi spieghi questo mistero:

il cielo è di tutti gli occhi

di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.

È del vecchio, del bambino,

del re, dell’ortolano,

del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero

che non ne sia il padrone.

Il coniglio spaurito

ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,

ed ogni occhio, se vuole,

si prende la luna intera,

le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa

e non manca mai niente:

chi guarda il cielo per ultimo

non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,

in prosa od in versetti,

perché il cielo è uno solo

e la terra è tutta a pezzetti.

2 risposte a “Il cielo è di tutti (Gianni Rodari)”

  1. Splendida. Bobo Rondelli c’ha fatto una canzone altrettanti bella!

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    1. Forse la più bella fra le poesie di Rodari; non conosco la canzone di Rondelli, ma rimedierò al più presto, sono curioso di ascoltarla in versione musicale. Grazie, un saluto.

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