Milano, Galleria Credito Valtellinese: riapre la mostra “The Last Supper Recall”

Inaugurazione della mostra Andy Warhol. Il Cenacolo, Galleria Credito Valtellinese, 1987.Stampa su carta fotografica sistema lambda, cm 24×18.Courtesy Archivio Maria Mulas

Con un evento ricco di momenti imperdibili, oggi, martedì 23 febbraio, dalle ore 17 riaprirà al pubblico la mostra The Last Supper Recall, esposta alla Galleria Credito Valtellinese di Milano fino a venerdì 26 marzo. Il fitto programma della riapertura presenta un talk con gli artisti Filippo Avalle, Bruno Bordoli, Elia Festa, che offriranno un’approfondita lettura delle loro opere, accompagnato dalla presentazione del catalogo e dall’installazione del film di Andy Warhol Salvador Dalì, dove il pittore surrealista viene ripreso dall’obbiettivo scrutatore della macchina da presa della Factory; a partire dalla nuova apertura dell’esposizione e per le due settimane successive saranno organizzati incontri, con prenotazione obbligatoria, dedicati alle installazioni cinematografiche dei film in 16 mm di Andy Warhol. La Galleria del Credito Valtellinese (Corso Magenta, 59), impegnata da sempre nella promozione di iniziative artistiche e culturali, grazie a questa rassegna rinnova il collegamento istituzionale con la Direzione regionale Musei Lombardia, istituto che coordina e gestisce 12 musei statali sul territorio lombardo – fra cui il Museo del Cenacolo Vinciano ed il Creval – per la realizzazione di azioni di rete sul territorio. La mostra The Last Supper Recall approfondisce il tema dell’Ultima Cena e il confronto con il genio Leonardesco attraverso un percorso che si snoda in due sezioni: un nucleo di opere di Daniel Spoerri e di artisti contemporanei quali Filippo Avalle, Bruno Bordoli, Elia Festa accanto a una selezione di proiezioni e filmati accompagnati da un consistente corpus documentario. Daniel Spoerri, importante esponente del Nouveau Realisme, è rappresentato da una duplice espressione creativa: un olio su tavola e due proiezioni. Ne La Céne del 1988 figure naif e applicazioni a collage di pentole, piatti e bicchieri emergono da un piccolo supporto di legno convesso. I soggetti della rappresentazione, a differenza della tradizionale iconografia dell’Ultima Cena, sono ripresi dall’alto e Gesù siede a capotavola mentre gli apostoli ai lati.

Salvador Dalì, Andy Warhol, 1966, 16 mm, b/n, muto

Fanno invece parte della sezione proiettiva la “prova d’artista”, esposta in questa occasione per la prima volta al pubblico, dove a ogni personaggio dell’Ultima Cena leonardesca, riprodotta sullo sfondo, corrisponde un posto nella ricostruzione plastica della tavola apparecchiata sottostante e le Tavole con le Ultime cene di personaggi illustri, tredici lastre in marmo di Carrara dalle quali emergono in altorilievo suppellettili e vivande consumate fra gli altri da Cristo, Oetzi, Buddah, Socrate, Goethe e Freud, attualmente esposte in permanenza presso il giardino del Grand Hotel della Posta di Sondrio. Con Ultima Cena del 2007, una composizione stratigrafica in metacrilato dal sorprendente magnetismo prospettico ad effetto ologramma e dai colori cangianti, Filippo Avalle propone una lettura in chiave simbolica, rappresentata da un’esplosione che parte dal centro per espandersi in tutta l’opera, alla cui base si intravedono piccole figure in movimento, che ricordano gli apostoli. Accanto ad essa è esposto il disegno preparatorio su carta dal titolo Ultima Cena: inizio di un viaggio infinito nel cervello-mente, realizzato nello stesso anno. Bruno Bordoli offre la sua interpretazione dell’Ultima Cena nell’opera di matrice figurativa intitolata Cenacolo, che lascia emergere in maniera evidente la condizione umana, attanagliata da dubbi esistenziali. Il lavoro, di grande formato (cm 194×252) realizzato nel 2007 con olio e acrilico su tela grezza è accompagnato da due schizzi che hanno contribuito alla composizione definitiva.

Haircut, Andy Warhol, 1963, 16mm, b/n, muto, 18’

Da uno sfondo nero da cui emerge un aggregato spiraliforme con filamenti brulicanti che traccia il profilo dell’iconica immagine dell’Ultima Cena, Elia Festa rappresenta attraverso il movimento e l’energia un momento specifico dell’evento biblico: la rivelazione dell’imminente tradimento. I fili di luce che si stagliano nella grande stampa su tela cm 140×280 offrono inoltre il commento iconografico dell’artista sul binomio Cristo/Luce. Parte integrante della mostra è la sezione dedicata alla settima arte attraverso le installazioni di film in pellicola 16mm di Andy Warhol, fra cui Kiss, Haircut#1, Eat, Restaurant (aka l’Avventura), Soapopera, Salvador Dalì, visibili in una sorta di “happening” con cineoperatore. La selezione delle opere, curata da Cineteca Milano, riguarda i film datati tra l’inizio degli anni Sessanta e la fine dei Settanta, conservati oggi presso il dipartimento di audiovisivi del MoMA di New York. Durante la sua multiforme parabola artistica, Andy Warhol realizzò centinaia di film, una consistenza che suggerisce un interesse per il mezzo cinematografico tutt’altro che occasionale. Già dalle prime prove filmiche e poi lungo tutto il corso del suo primo decennio di attività in questo ambito, il cinema si offrì al padre della Pop Art di volta in volta come frontiera di sperimentazione linguistica, esercizio di minimalismo, provocatorio sberleffo alla società statunitense.

Soap Opera, Andy Warhol, 1965, 16 mm, b/n, sonoro, 47’

La Factory, intesa sia come lo studio newyorkese dell’artista, sia, in senso lato, come la variopinta comunità che attorno a lui si raccoglieva, ebbe fin dall’inizio un ruolo da protagonista nelle escursioni di Warhol in ambito cinematografico. Realizzati spesso velocemente utilizzando mezzi di fortuna, come ad esempio una macchina da presa 16mm Bolex priva di sonoro, i film di Andy Warhol sono una testimonianza dell’onnivoro talento multidisciplinare del loro autore. Di particolare interesse sono il corpus documentario e i materiali di repertorio conservati negli archivi del Creval parallelamente alla produzione delle mostre, tenutesi in più di trent’anni nelle Gallerie di Milano, Sondrio, Acireale e Fano, una serie di cataloghi commissionati dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, fra cui si annoverano importanti testimonianze come, tra l’altro, la ristampa anastatica dell’albo Il Cenacolo edito da Mondadori con la Galleria Philippe Daverio, per la cura di Alexandre Iolas o l’opera di Damien Hirst The Last Supper® Damienhirst del 2000, una serie di 13 screenprints da 152,5×101,5 cm tirata in 150 stampe offset per The British Council e presentata in esclusiva al Refettorio delle Stelline all’inizio del millennio. La rassegna dei documenti, degli oggetti e dei memorabilia collezionati attorno all’icona leonardesca – e al suo recall warholiano – culmina con l’esposizione del poster della mostra Andy Warhol. Il Cenacolo e del suo bozzetto a mano libera, elaborato dall’artista e grafico greco Petros su incarico di Iolas e del Credito Valtellinese nel 1986.The Last Supper Recall, presentata in occasione dell’inaugurazione lo scorso 30 ottobre dal celebre storico dell’arte Flavio Caroli, ha vantato la presenza di The Last Supper di Andy Warhol, ora in restauro.

La mostra è prodotta dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese nell’ambito dell’accordo di valorizzazione siglato con Mibact – direzione regionale Musei Lombardia e Cenacolo Vinciano, della fondazione Daniel Spoerri, di Cineteca Milano e Centro Culturale Alle Grazie.

                                       *****************************************

Calendario installazioni film di Andy Warhol

(IMDb)

Martedì 23 febbraio, ore 18: Salvador Dalì, 1966, 16 mm, b/n, muto. Il pittore surrealista Salvador Dalì davanti all’obbiettivo scrutatore della macchina da presa della Factory. Warhol realizzò 472 ritratti 16mm di volti noti e meno noti, affascinato dai 15’ di fama offerti ai primi e dal glamour emanato dai secondi. Giovedì 25 febbraio, ore 18Haircut, 1963, 16mm, b/n, muto, 18’. Billy Name (pseudonimo di William Linich), fotografo ufficiale della Factory, era nipote di un barbiere e i suoi haircut parties erano note occasioni mondane. In questo film, Andy Wahrol lo immortala mentre esegue un taglio su John Daley. Venerdì 26 febbraio, ore 18: Eat, 1964, 16mm b/n, muto, 26’. Il film mostra un primo piano del pittore Robert Indiana, intento a consumare quello che sembra essere un fungo. Venne girato nello studio di Indiana il 2 febbraio 1964. Mercoledì 3 marzo ore 18: Restaurant, 1965, 16 mm, b/n, sonoro, 33’. Conosciuto anche come L’Avventura, dal nome del ristorante che fece da set e che era uno dei locali preferiti della modella e attrice Edie Sedwick.  Quest’ultima è appunto la protagonista di questo film insieme al consueto coro di personaggi della Factory. Secondo il regista John Mekas, Chuck Wein, regista e manager della Sedwick, codiresse il film. Giovedì 4 marzo, ore 18: Soap Opera, 1963, 16 mm, b/n, sonoro, 47’. Noto anche come The Lester Persky Story, il film è un omaggio beffardo ai commercials realizzati per la tv da Persky, che negli anni Settanta sarebbe diventato produttore cinematografico. Nel film di Wahrol i ruoli si invertono ed è la Soap Opera (muta ed inerte) ad interrompere il flusso degli spot commerciali (sonori e brillanti). Venerdì 5 marzo, ore 18: Kiss, 1963, 16 mm, b/n, muto, 36’. Coppie di uomini e donne si scambiano baci ed effusioni. Tra di essi, alcune personalità illustri, come lo scrittore ed attivista Ed Sanders, il fotografo e regista Gerard Malanga, il critico d’arte Pierre Restany. Secondo lo scrittore Bob Colacello, assai vicino alla Factory, l’idea del film nacque dal divieto imposto dal codice hollywoodiano di mostrare sullo schermo baci in cui le labbra si toccassero per più di tre secondi.

                                             ************************************

The Last Supper Recall

A cura di Fondazione Gruppo Credito Valtellinese

Sede Galleria Credito Valtellinese

Milano, Corso Magenta 59

23 febbraio – 26 marzo 2021

martedì 23 febbraio, ore 17

ingressi max 22 – prenotazione obbligatoria mostramilano@gmail.com

Talk con gli artisti Filippo Avalle, Bruno Bordoli, Elia Festa

Presentazione catalogo

Installazione film di Andy Warhol “Salvador Dalì”

Orari: mercoledì – giovedì – venerdì ore 14 – 19 con prenotazione

Ingresso gratuito-Per la sicurezza del pubblico e del personale in Galleria, l’accesso alla mostra sarà limitato a 22 persone alla volta

INFO pubblico e prenotazioni: Le Macchine Celibi – mostramilano@gmail.com

Galleria Credito Valtellinese – galleriearte@creval.ithttp://www.creval.it

Media Relations – mediarelations@creval.it


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.