Totò (Wikipedia)

E’ disponibile online la 45ma puntata di Magnifica Ossessione, rubrica a cadenza mensile su Diari di Cineclub Radio curata dallo scrivente, dedicata al mondo del cinema, ai suoi autori ed interpreti. Questo mese condivideremo insieme l’analisi del film Guardie e ladri, 1951, diretto da Steno e Mario Monicelli, autori anche della sceneggiatura (insieme a Vitaliano Brancati, Aldo Fabrizi, Ennio Flaiano, Ruggero Maccari), che rappresenta un passo importante nell’ambito della nostra cinematografia, fra i primi esempi di un graduale passaggio dagli stilemi neorealistici a quelli propri della commedia all’italiana.

Protagonisti principali il citato Fabrizi e Totò, entrambi provenienti dal mondo della rivista: se il primo aveva già dimostrato di poter spaziare anche in ruoli drammatici (la toccante, vibrante, interpretazione di don Pietro in Roma città aperta, Roberto Rossellini, 1946) e vantava anche esperienze in qualità di sceneggiatore e regista, il secondo non era del tutto soddisfatto di quanto finora il cinema gli aveva offerto e qui ha infatti la possibilità, sfruttata a pieno, di delineare un personaggio a tutto tondo, capace tanto di ridere quanto di piangere sulle proprie disgrazie.

Un film a tutt’oggi pregevole, che si (ri)vede con immutato piacere, magari, come è capitato allo scrivente, e credo a molti di voi, anticipandone ad ogni visione situazioni e battute, ammirandone sempre la capacità di coniugare riso e riflessione, restando ammaliati dal forte senso di umanità che sprigiona, rimarcandone la sua validità, acquisita nel tempo, di documento storico e sociologico.

Ai fini di un sempre utile confronto tra diverse opinioni è possibile scaricare, sempre gratuitamente, l’allegato di 32 pagine al numero 101 di Diari di Cineclub (collana I Quaderni) Guardie e ladri 70 anni dopo. Un soggetto di Piero Tellini per un film di Massimo Tellini e Sara Tellini, un omaggio a Pietro Tellini (1917 – 1985) sceneggiatore e regista, un maestro del neorealismo, autore del soggetto di Mario Monicelli e Steno con cui ottiene nel 1952 al Festival di Cannes il Prix du scénario, il premio assegnato alla miglior sceneggiatura dei film presentati in concorso nella selezione ufficiale. (Foto di copertina: Aldo Fabrizi e Totò, dal sito Cinefilia Ritrovata)

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