I Pomeriggi del Festival Jazz di Roccella Jonica

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Il Roccella Jazz Festival-Rumori Mediterranei edizione 2009 ha avuto come titolo Basta con i capolavori e si è avvalso anche quest’anno della direzione artistica di Paolo Damiani.

In qualità di semplice appassionato e non di vero e proprio cultore del jazz, personalmente ho sempre apprezzato più gli spettacoli pomeridiani che le grandi serate, forse perchè affascinato dalla spesso riuscita e mirabile confluenza di tale caratterizzazione musicale nelle arti figurative quali teatro e cinema, che la rendono accessibile anche ad un pubblico di “non addetti ai lavori”, mettendo in atto una trascinante fascinazione.

Il 19 agosto è toccato ad Elio delle Storie tese dare il via a tali interessanti sessioni: sulla base di testi originali composti da Elio e Piero Bodrato, con la musica di Nicola Capogrande, si è dato vita ad uno spettacolo dal tono surreale ed intelligentemente esilarante, la cui genialità è apparsa incentrata nel voler rendere un omaggio al Movimento Futurista di Filippo Tommaso Marinetti, nel centenario della sua fondazione, irridendolo al tempo stesso: dieci canzoni per narrare la spedizione fu…turista da Milano a Marechiare “per uccidere il chiaro di luna”, dall’esito fallimentare visto che Marinetti ha sbagliato il calcolo delle fasi lunari, per cui dopo aver attraversato l’Italia, con tappe in città simbolo quali Firenze e Roma, il tutto terminerà dinanzi ad un piatto di pasta, nella migliore delle italiche tradizioni…

Marinetti comunque guiderà quanti se lo possono permettere in una nuova missione: raggiungere in motoscafo Ischia per una settimana alle terme…fu…turismo, ecco…Ad accompagnare Elio, Giampaolo Bandini alla chitarra, Enrico Fagone al contrabbasso, Corrado Giuffredi al clarinetto, Cesare Chiacchiaretta al bandoneon e Danilo Grassi, percussioni, una band quanto mai abile, la cui bravura è emersa in tutta evidenza ed originalità compositiva nell’antologia di canzoni futuriste composte da Rodolfo De Angelis e arrangiate da Alessandro Nidi (Ma cos’è questa crisi?, 1933, tra tutte, tragicamente attuale).

Secondo appuntamento con Sardinia Jazz, Lella Costa voce recitante e Paolo Damiani al contrabbasso: la bravissima attrice ha letto alcuni racconti tratti da L’amore a Londra e in altri luoghi dello scrittore sardo Flavio Soriga, sottolineando con estrema intensità e commossa partecipazione i passi più salienti, dove risulta evidente quel forte contrasto tra i ricordi di un passato forse più felice e spensierato e l’attualità di un presente meno spontaneo, per certi versi più problematico ed alienante, con la combattuta voglia di restare nei propri luoghi d’origine e di andare via, consci di poter realizzare qualcosa di nuovo, ma anche di perdere l’essenza di sè. Felice e molto attenta a non prevalicare, la sottolineatura musicale di Damiani, coerentemente intensa ed emozionante, che ha dato ancora più enfasi alle già vibranti sensazioni scaturite dalla lettura composta e partecipe di Lella Costa.

Intermezzo settimanale d’eccezione: Franca Valeri, voce recitante e Rita Marcotulli pianoforte. Descrivere l’emozione che ho provato nel vedere recitare dal vivo, con un piglio da “splendida novantenne” (“…Eh che modi, sbandierare così l’età di una signora…Cafone!”, commenterebbe di certo), sconfiggendo i tremori della malattia, una delle mie attrici preferite non è facile.
Posso soltanto dire che la sua sapida arguzia, le sue sottolineature ironiche di un certo tipo di borghesia milanese tutta snob e birignao o del cattivo gusto un po’ cafonesco di certa Roma, risultano quanto mai attuali e dimostrano la preveggenza, il saper guardare lontano di un’attrice che il nostro cinema non ha saputo valorizzare al meglio, autrice di testi teatrali ironici ed intelligenti, portatrice di una signorilità e di un portamento recitativo esemplari. Rita Marcotulli, sempre brava, non ha potuto fare altro che arrendersi di fronte alla travolgente, trascinante attrice, assecondando e commentando le varie scene con valida professionalità.

Finale col botto, come si suol dire: Cinema Songs-Canzoni nel cinema, una magica escursione nell’altrettanto magico mondo del cinema, per riscoprire e ascoltare alla luce di nuove interpretazioni, in stile jazz ovviamente, le grandi canzoni del cinema del passato e di quello presente. Sullo schermo scorrono immagini, sapientemente montate, di classici come L’amore è una cosa meravigliosa, Come eravamo, Colazione da Tiffany, The Mission, tanto per citarne alcuni, e il pianista Danilo Rea, la splendida voce di Diana Torto, la tromba di Marco Tamburini, il violino di Marcello Sirignano, il contrabbasso di Franco Testa e la batteria di Ellade Bandini, si uniscono ad esse in un morbido, affascinante, abbraccio, che coinvolge e riscalda gli animi del pubblico, trascinandolo in un vortice di ricordi ed emozioni che ha dello strabiliante. Anche quest’anno il Festival Jazz di Roccella Jonica, almeno relativamente agli spettacoli pomeridiani, ha saputo stupire ed ammaliare, attendiamoci qualcosa di ancora più eclatante per la prossima edizione, quella del trentennale.


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