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Doppia presentazione ieri, giovedì 10 novembre, la mattina a Roma e in serata a Torino, per la 29esima edizione del Torino Film Festival, in programma dal 25 novembre al 3 dicembre, che vede come direttore artistico (terzo anno consecutivo) Gianni Amelio, il quale è riuscito nell’intento di conferire alla kermesse una sua ben precisa identità, con la passione per il cinema a far da valida guida tanto nell’attenzione ai gusti del pubblico che in quella rivolta a quanti esordiscono, o intendano farlo, nel mondo della settima arte, anticipando o comunque andando incontro alle nuove tendenze cinematografiche.

Madrina Laura Morante, dopo la pre-apertura del 24 novembre con Miracolo a Le Havre del regista finlandese Aki Kaurismaki, cui verrà assegnato il Premio Gran Torino, l’apertura sarà affidata a Moneyball – L’arte di vincere, Bennett Miller, mentre la chiusura a Albert Nobbs, Rodrigo Garcia.

216 i titoli in cartellone, suddivisi nelle varie sezioni, dei quali 32 anteprime mondiali, 16 quelli in concorso, sezione Torino 29, la cui giuria, presieduta dal regista statunitense Jerry Schatzberg, vede tra i suoi componenti Michel Fitzgerald, Valeria Golino, Shekhar Kapur e Brillante Mendoza; due gli italiani in gara, I più grandi di tutti, Carlo Virzì e Ulidi piccola mia, Matteo Zoni.La retrospettiva è dedicata a Robert Altman, la sezione monografica Rapporto Confidenziale al cinema di Sion Sono, regista, poeta e romanziere giapponese (Cold Fish, 2009), mentre è previsto un omaggio all’attrice Dorian Gray, nome d’arte di Maria Luisa Mangini, scomparsa lo scorso 15 febbraio.

TORINO 29 – CONCORSO INTERNAZIONALE LUNGOMETRAGGI: 17 filles, Delphine Coulin e Muriel Coulin, Francia; 50/50, Jonathan Levine, USA; Either Way, Hafsteinn Gunnar Sigurðsson, Islanda; A Confession, Park Su-min, Corea del Sud; Attack the Block, Joe Cornish, Gran Bretagna; Ghosted, Craig Viveiros, Gran Bretagna; A Little Closer, Matthew Petock, USA; I più grandi di tutti , Carlo Virzì, Italia; Three and a Half, Naghi Nemati, Iran; The Raid, Gareth Edwards, Indonesia / USA; Heart’s Boomerang, Nikolay Khomeriki, Russia; Ok, Enough, Goodbye, Rania Attieh e Daniel Garcia, Libano / Emirati arabi; Ulidi piccola mia, Matteo Zoni, Italia; Le Vendeur, Sébastien Pilote, Canada; Way Home, Andreas Kannengießer, Germania; Win Win, Mosse vincenti , Thomas McCarthy, USA.

FESTA MOBILE (Figure nel paesaggio/Paesaggio con figure): 388 Arletta Avenue, Randall Cole, Canada; Albert Nobbs, Rodrigo García, Irlanda; Bad Posture, Malcolm Murray, USA; Bereavement, Stevan Mena (USA); Les bien-aimés, Christophe Honoré, Francia; Il corpo del duce, Fabrizio Laurenti, Italia; The Catechism Cataclysm, Todd Rohal, USA; Condition, Andrei Severny, USA; Last Screening, Laurent Achard, Francia;The Descendants, Alexander Payne, USA; The Dynamiter, Matthew Gordon, USA; L’era legale, Enrico Caria, Italia; Il giorno in più, Massimo Venier, Italia; A Good Old Fashioned Orgy, Alex Gregory e Peter Huyck, USA; La guerre est déclarée, Valérie Donzelli, Francia; L’illusion comique, Mathieu Amalric, Francia.

Intruders, Juan Carlos Fresnadillo; Jess + Moss, Clay Jeter, USA; Midnight in Paris, Woody Allen,USA; Sleep Tight , Jaume Balagueró, Spagna; L’arte di vincere – Moneyball, Bennett Miller, USA; The Oregonian, Calvin Reeder, USA; Pater, Alain Cavalier, Francia; Sangue do Meu Sangue, João Canijo, Portogallo; Sette opere di misericordia, Gianluca De Serio e Massimiliano De Serio, Italia / Romania; Sic Fiat Italia, Daniele Segre, Italia; Il sorriso del capo, Marco Bechis, Italia; Terri, Azazel Jacobs,USA; Die Unsichtbare, Christian Schwochow, Germania / Francia; Wrecked, Michael Greenspan, USA / Canada; The Ballad of Genesis and Lady Jaye, Marie Losier, USA / Germania / Gran Bretagna / Olanda / Belgio / Francia; The Color of Pain , Lee Kang-Hyun, Corea del Sud.

Les Éclats (Ma gueule, ma révolte, mon nom) , Sylvain George, Francia; Living in the Material World: George Harrison, Martin Scorsese, USA; Holy Time in Eternity, Holy Eternity in Time, Elsa Florenty e Marcel Türkowsky, Francia; Into the Abyss, Werner Herzog, Germania / Canada; The Terrorists, Thunska Pansittivorakul,Thailandia / Germania; Sipo’hi – El lugar del manduré, Sebastián Lingiardi,Argentina; Solar System, Thomas Heise,Germania / Argentina; Tatsumi, Eric Khoo, Singapore; Trong hay ngoai tay em , Swann Dubus e Phuong Thao Tran,Vietnam; Of the Salamander’s Espousal with the Green Snake, René Frölke, Germania.

ONDE: Hanezu no Tsuki, Naomi Kawase, Giappone; Intro, Brandon Cahoon, USA; Mirrors for Princes, Lior Shamriz, Germania; Record Future, Kentaro Kishi,Giappone; Sleepless Nights Stories, Jonas Mekas, USA; Twenty Cigarettes , James Benning, USA; Los viejos , Martín Boulocq, Bolivia; Honey Pupu , Chen Hung-i,Taiwan; Omaggio a Eugène Green: Toutes les nuits , Francia; Le monde vivant , Francia / Belgio; Le pont des Arts , Francia; A religiosa portuguesa , Portogallo / Francia.

ITALIANA.DOC: El ârbol de las fresas , Andrea Rapisarda, Canada; Bad Weather , Giovanni Giommi, Germania / Gran Bretagna; Il castello , Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, Italia; Ferrhotel, Mariangela Barbanente, Italia; Freakbeat, Luca Pastore, Italia; Land of Joy , Laura Lazzarin, Germania; Un mito antropologico televisivo, Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo, Italia; L’Orogenesi, Caldwell Lever, Canada / Italia; Le tre distanze, Alessandro Pugno, Italia; Ed è così. Circa. Più o meno, Tonino De Bernardi, Italia; Inconscio italiano , Luca Guadagnino, Italia.

3 risposte a “Torino Film Festival 2011”

  1. Come sempre dimostra essere il Miglior festival internazionale italiano. Selezione migliore di un festival snob come Venezia o immatura e indecisa come quella di Roma. Spero davvero un giorno di riuscire ad andarci, ma è ancora troppo lontano per me… anche se quest’anno ne soffro particolarmente, la retrospettiva su Sion Sono la vorrei vedere tantissimo, trattandosi del mio regista preferito.

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    1. Infatti Amelio nella conferenza stampa di presentazione ha dichiarato di trarre ispirazione al di fuori degli italici confini: Festival di Berlino e Sundance; mi piacerebbe seguirli un po’ tutti, una sorta di felice stordimento cinematografico, ma anche per me al momento non è possibile.
      Avrei comunque tratto sicuro godimento sia da Sion che dalla retrospettiva su Altman.

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  2. Amelio è una persona seria, spero davvero che Torino non finisca mai in mano al classico italiotto pronto a rovinare tutto. Berlino e Sundance poi, i migliori, trae ispirazione decisamente dalle cose giuste. Personalmente sogno da tempo anche Toronto, Rotterdam e il NYAFF, ma queste so che sono scelte più audaci che difficilmente verranno mai fatte qui da noi in Italia.
    Altman anche è una grande perdita si, è un nome tanto importante e tanto amato che però non viene onorato come dovrebbe, ho quasi la sensazione che il mondo non ne senta la mancanza come dovrebbe.

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