
Con il film d’esordio di Francois Truffaut (ormai prossima la ricorrenza dei trent’anni dalla sua scomparsa, 21 ottobre 1984), I 400 colpi (Les quatre-cents coups, 1959; in francese, per traslato, fare il diavolo a quattro), che seguì ad alcuni cortometraggi (La visite, 1954; Les Mistons, 1957), la Cineteca di Bologna inaugura una nuova stagione del suo progetto distributivo Il Cinema Ritrovato. Al cinema, per portare in sala i classici restaurati, sostenuto quest’anno dal main sponsor Gruppo Unipol. Da giovedì 25 settembre è stata infatti distribuita nei cinema italiani, dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con BIM, la versione restaurata da Mk2 del film con cui l’allora 27enne cineasta francese conseguì il premio per la Miglior regia al 12mo Festival di Cannes nel 1959.
Uno stile registico innovativo, suggestivo e certo particolare, reso ancora più evidente da un montaggio dagli stacchi bruschi, non propriamente raffinati, o dalle inquadrature apparentemente casuali, volto però ad una completa assimilazione con il personaggio dell’introverso dodicenne Antoine Doinel (Jean-Pierre Léaud), per uno sguardo complice e dai toni autobiografici (Antoine/Léaud, in questo come altri film, è stato l’alter-ego di Truffaut): ecco allora che nell’assecondarne l’inquietudine la macchina da presa si fa agile e leggera, alterna piani ravvicinati e statici nelle riprese degli interni, simboleggianti l’ostilità, la chiusura di certi ambienti nei confronti del protagonista, a campi lunghi e ampi movimenti in quelle degli esterni.

Antoine lotta contro l’insensibilità e l’ostilità delle istituzioni, a partire dalla famiglia, passando per la scuola e finendo con l’ordine costituito e reprimente del carcere e del riformatorio, esprimendo il suo disagio con un comportamento in apparenza anaffettivo, sino alla lunga fuga finale verso il mare, simbolo di libertà e felicità, dinnanzi al quale si ferma sconcertato: il suo passo si fa incerto, lascia che la spuma gli lambisca i piedi, ma indietreggia, si volta verso la macchina da presa, che ne cristallizza, in un fermo immagine fra i più belli della storia del cinema, il suo sguardo insieme accusatorio e cercante affetto, proprio di chi è entrato a far parte della vita senza aver vissuto in pieno, rivolto ad una società che l’ha costretto a rinnegare la sua adolescenza per divenire adulto troppo presto.
A I 400 colpi, sempre nell’ambito de Il cinema ritrovato. Al cinema, seguiranno, nei mesi di novembre e dicembre, rispettivamente, Gioventù bruciata di Nicholas Ray, con l’icona James Dean, e Tempi moderni, a conclusione di un 2014 che la Cineteca di Bologna e l’Association Chaplin hanno dedicato al Centenario del personaggio più popolare della storia del cinema, Charlot, nato nel 1914 dal genio di Charles Chaplin. Inoltre, dal 10 ottobre al 31 novembre presso i maggiori punti vendita La Feltrinelli di tutta Italia, i capolavori di François Truffaut, pubblicati da BIM, saranno disponibili al prezzo speciale di € 6,90: I 400 colpi, Baci rubati, La calda amante, Le due inglesi, Finalmente domenica!, Jules e Jim, L’amore fugge, L’ultimo metrò, Mica scema la ragazza!, La signora della porta accanto e Tirate sul pianista.
I 400 colpi (Les 400 Coups, Francia/1959) di François Truffaut (93’). Versione originale francese con sottotitoli italiani. Restauro realizzato da Mk2. Soggetto: François Truffaut. Sceneggiatura: François Truffaut, Marcel Moussy. Fotografia: Henri Decaë. Montaggio: Marie-Josèphe Yoyotte. Scenografia: Bernard Evein. Musica: Jean Constantin. Interpreti: Jean-Pierre Léaud (Antoine Doinel), Claire Maurier (Sig.ra Doinel), Albert Remy (Sig. Doinel), Guy Decomble (il professore), Patrick Auffay (il preside).





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