“Fin de siècle”: le poesie di Claudio Sottocornola in lingua francese

Claudio Sottocornola

Dopo le traduzioni in spagnolo e rumeno, le poesie di Claudio Sottocornola parlano finalmente la lingua di Rimbaud e Baudelaire, tradotte in francese dalla penna sensibile e attenta di Patricia Bonnaudet.
La prestigiosa rivista internazionale Contemporary Literary Horizons omaggia infatti nuovamente il filosofo, poeta, musicologo e performer italiano dando alle stampe la versione francofona di Fin de siècle, per la sua  Bibliotheca Universalis, che include autori di ogni parte del mondo nella pregevolissima collana Aula Magna.
Le poesie di Sottocornola, che spaziano dalla metà degli anni ’70 al nuovo millennio e tratteggiano gli scenari di un’epoca in dissolvenza fra pensiero debole e fenomeni migratori, crisi globale e ricerca di senso, sembrano fatte apposta per la lingua francese, a causa della loro musicalità evanescente e liquida, trovando una sorta di naturale affinità e sinergia con l’idioma d’Oltralpe.
Alle 33 poesie scelte delle precedenti raccolte, la versione francese ne aggiunge una, giovanile e struggente, sul senso della vita, La vita (amore, morte, dolore), mantenendo un’introduzione critica di Daniel Dragomirescu, scrittore ed editor bucarestano, cui si aggiunge una postfazione del docente bergamasco Giovanni Rota Sperti. La silloge Fin de siècle, nelle versioni spagnola, rumena e francese, attinge alle due precedenti raccolte, Giovinezza… addio. Diario di fine ‘900 in versi (2008) e Nugae, nugellae, lampi. Quaderno di liceo (2009), summae di tutta la produzione poetica dell’autore in italiano, caratterizzate appunto da una sorta di malinconia e da un senso incombente del fluire del tempo che porta con sé la dissolvenza di ogni cosa.

“Ho scelto la storica espressione fin de siècle per titolare la nuova silloge delle mie poesie dal 1974 al 2008, – spiega Sottocornola – perché, tra la fine dell’800 e la Prima guerra mondiale, designava il movimento culturale che esprimeva il crollo di un sistema di valori e di riferimenti tipici della civiltà europea, e la nascita di un nuovo orizzonte culturale. Simbolisti come Paul Verlaine e i decadentisti in genere ebbero allora una chiara percezione del trapasso in atto, che a me pare analogo a quello espresso dall’attuale crisi di civiltà, forse ancor più radicale e irreversibile”. Definito “il filosofo del pop” dalla stampa italiana per l’utilizzo di modalità espressive legate al mondo dello spettacolo, attraverso le sue affollatissime lezioni-concerto sul territorio, i suoi saggi e le sue performance multidisciplinari fra musica, arti visive e poesia, Sottocornola testimonia la necessità di ricorrere ad approcci multipli e prospettici per condurre una ricerca di senso entro una contemporaneità sfaccettata  e divergente, da cogliere nella sua ricchezza e problematicità.

Continua intanto l’iniziativa web Bootleg, inaugurata il 5 giugno con la pubblicazione di Viva l’Italia e E ti vengo a cercare sul Canale CLD claudeproductions di YouTube, che prevede la pubblicazione mensile di una lezione concerto o evento relativi alle performance del filosofo del pop.
Si è continuato il 5 luglio e si proseguirà il 5 agosto e 5 settembre, con la pubblicazione della trilogia Hasta siempre del 2014, recital per le celebrazioni del decennale di attività live di Sottocornola, sino ad ora inedito: si parte dalla serata di Noesis, elegante e raffinato evento cult, in cui il filosofo-performer affronta un repertorio dal respiro internazionale, si continua con una replica all’Auditorium Comunale di Zanica, dal sapore più esistenzialistico e dark (evidenziato da riprese in stile retrò) per concludere con una festosa data per gli studenti del Liceo Mascheroni di Bergamo, in occasione del Natale 2014. In tutte e tre le date, canzoni d’autore e poesie del filosofo del pop concorrono a tracciare una suggestiva narrazione dei nostri tempi, spaziando dal ‘900 al nuovo millennio, interpretati appunto come una Fin de siècle.

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