Torino Film Festival : una 37ma edizione da paura

Si può fare!, questa la denominazione della  retrospettiva curata dalla direttrice Emanuela Martini per la 37ma  edizione del Torino Film Festival (2230 novembre ), riprendendo l’esclamazione del Dottor Frederick Von Frankenstein, un superbo Gene Wilder, esternata nel leggere gli appunti del nonno sulla possibilità di dare nuova vita ai morti in Young Frankenstein, geniale rivisitazione-omaggio in chiave comica diretta da Mel Brooks  del mito della “Creatura” nata dalla penna di Mary Shelley nel 1818 (Frankenstein or,The Modern Prometheus). Collegata idealmente alla mostra del Museo Nazionale del Cinema, FacceEmozioni: dalla fisiognomica agli emoji, aperta il 17 luglio e visitabile fino al 6 gennaio alla Mole Antonelliana, la retrospettiva sarà dedicata all’horror classico, per un periodo che va dal 1920 al 1970, dall’Espressionismo Tedesco proprio de Il gabinetto del dottor Caligari di Robert Wiene  ai famelici non morti visualizzati da George Romero ne La notte dei morti viventi, per una carrellata di 35 film che hanno dato corpo e volto alle nostre paure ponendo i pilastri di tutto l’horror successivo, dai mostri Universal, ripresi poi dall’inglese Hammer Film rimarcandone la caratterizzazione gotica e l’ horror “suggerito”, inquietante, d’atmosfera, della RKO (The Cat People, Il bacio della pantera, Jacques Tourneur), passando per la macabra ironia delle pellicole di Roger Corman e senza dimenticare  la caratterizzazione italiana al genere offerta da autori quali, fra gli altri, Mario Bava e Riccardo Freda, arrivando infine alle case infestate e alle bambole assassine.
Alla retrospettiva è legata l’immagine ufficiale della kermesse torinese, che ritrae una delle più potenti icone femminili dell’horror classico, Barbara Steele, l’attrice britannica che con i suoi occhi grandi, la figura sinuosa e i suoi tratti spigolosi, ha materializzato la sensualità e il mistero di tutte le “Signore della Notte” nella produzione di genere italiana degli anni ‘60. La foto è stata scattata sul set del film Amanti d’oltretomba, diretto da Mario Caiano nel 1965. Barbara Steele sarà ospite del Festival, riceverà il Gran Premio Torino 2019 ed introdurrà la proiezione dei film dei quali è stata protagonista.


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