Milano, riapre il MIC- Museo Interattivo del Cinema

(Nerospinto)

Anche se, in ottemperanza al decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la sala cinematografica del MIC- Museo Interattivo del Cinema, Area Metropolis 2.0 e la Biblioteca di Morando osserveranno un momentaneo periodo di chiusura, causa “lo gran morbo che tutti ci piglia”*, Il Museo Interattivo riapre da oggi, martedì 3 marzo, prevedendo fino .all’8 marzo un orario straordinario e visite guidate a tema per scoprire la magia del cinema; il Museo rimarrà quindi aperto da martedì 3 a venerdì 6 marzo dalle ore 10.30 alle ore 18.00, sabato 7 e domenica 8 marzo dalle ore 15.00 alle ore 18.00. Ogni giorno verranno proposte due visite guidate con focus su un tema specifico: dai giochi ottici del precinema alla Milano cinematografica, dalle favole per bambini di Leo Lionni alle grandi dive del cinema muto. 
Martedì 3 marzo alle ore 11.00, focus sui giochi ottici del precinema e del cinema delle origini, come la lanterna magica, il pantoscopio e il fenachistoscopio.

(Wikipedia)

Alle ore 15.30 il percorso museale si focalizzerà sulle comiche ai tempi del cinema muto, il genere di maggior successo dell’epoca, con protagonisti alcuni dei più grandi artisti che rivoluzionarono la storia della Settima Arte: Charlie Chaplin, Buster Keaton e Cretinetti, il personaggio ideato e masso in scena da André Deed. Mercoledì 4 marzo alle ore 11.00 occhi puntati sul grande maestro Georges Méliès, regista, attore, sceneggiatore, scenografo, nonché inventore degli effetti speciali e grande mago, in un viaggio nell’alba del cinema, per svelarne i meravigliosi trucchi che hanno reso i primi film piccoli e intramontabili gioielli.
Alle ore 15.30 ci si tufferà invece nel magico mondo di Carosello, in un percorso emozionante dal pulcino Calimero a La Linea di Osvaldo Cavandoli, attraverso cimeli, tavole originali, rodovetri dei grandi autori e naturalmente la produzione video.

(YouTube)

Giovedì 5 marzo alle ore 11.00 il percorso museale tratterà della città di Milano e del suo rapporto con il cinema, dalle immagini in stereoscopia degli anni Dieci del Novecento, ai set cinematografici, passando per il doppiaggio di alcuni intramontabili capolavori girati nel capoluogo lombardo.
Alle ore 15.30 un focus tecnologico sull’interattività di cui è dotato il museo e sulle mille porte che queste applicazioni aprono agli spettatori: il museo dei sogni prende vita grazie ai tablet e agli oculus, i bozzetti diventano video, i manifesti e le lanterne magiche si animano in una visita ad altissimo tasso d’interattività.  Venerdì 6 marzo alle ore 11.00 si tratterà dei flipbook, libretti animati che diventano dei piccoli e preziosi film da gustare negli armadi parlanti del museo, grazie ai quali è possibile vedere le prime immagini in movimento mai realizzate da alcuni maestri della Settimana Arte, fra cui il citato Georges Méliès.

(Italy Where)

Alle ore 15.30 percorso dedicato ai bambini con un tuffo nelle favole e nel creativo e coloratissimo mondo di Leo Lionni, autore di innumerevoli e pluripremiati libri per l’infanzia, designer, grafico, art director, pittore, scultore, e illustratore. Sabato 7 marzo alle ore 15.30 un focus dedicato alla musica nel cinema di Gianini e Luzzati, per ripercorrere la carriera di due artisti che con il loro estro hanno portato in alto il cinema d’animazione italiano. La settimana si chiuderà domenica 8 marzo alle ore 15.30 con la Festa della Donna ed un appassionante viaggio nelle storie delle dive del cinema muto che hanno reso grande la Settima Arte: Lyda Borelli, Francesca Bertini, Leda Gys, Pina Menichelli e altre intramontabili grandi attrici. Per tutta la settimana saranno anche potenziate le visite per scoprire l’archivio storico dei film attraverso un percorso reso unico dalla realtà aumentata, che si svolgeranno da martedì 3 a venerdì 6 marzo con due appuntamenti giornalieri alle ore 12.00 e alle ore 16.30, sabato 7 e domenica 8 con un appuntamento giornaliero alle ore 16.30.

*Maria Grazia Buccella, nei panni di una vedova in L’armata Brancaleone, Mario Monicelli, 1966


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