Passeggeri notturni

Bari, oggi. Enrico (Claudio Gioè) conduce su Radio Futura il programma Passeggeri notturni, nel corso del quale alterna riflessioni esistenziali e brani musicali, invitando gli ascoltatori ad intervenire e narrare un episodio del loro vissuto che possa collegarsi alle tematiche proposte durante la trasmissione, spesso introdotte da qualche enunciato di scrittori famosi ma anche da ricordi personali del nostro. Per esempio, una sera, nel citare una frase tratta dal romanzo Per chi suona la campana (For Whom the Bell Tolls, Ernest  Hemingway, 1940), “Oggi è un giorno qualunque dei giorni che verranno, ma quello che accadrà nei giorni che verranno può dipendere da quello che fai tu oggi”, Enrico esorta a ricordare qualcosa che sia stato rilevante nel mutare il proprio atteggiamento, le proprie convinzioni, all’interno del personale percorso di vita, iniziando egli stesso a narrare un aneddoto legato alla sua infanzia, quando ragazzino trascorreva l’estate in campagna, dagli zii. Telefona una ragazza, Sabrina (Marta Gastini), la quale confida ai microfoni un malessere che l’affligge, l’impossibilità di esternare un rifiuto, legato ad un episodio traumatico vissuto ai tempi del liceo; una narrazione toccante, che la sensibilità del conduttore permea di rispettose attenzioni e consigli.

Claudio Gioè (ViaggiNews)

Nulla di tanto diverso dai consueti interventi, ognuno di noi conduce quotidianamente una personale battaglia della quale non sempre chi ci sta intorno ne è a conoscenza, però pochi giorni dopo Sabrina, che ha una relazione con un uomo violento, noto avvocato, Bruno Billé (Giampiero Judica), sposato con prole, pone fine alla sua esistenza gettandosi giù dal balcone del suo appartamento; intanto Enrico, di ritorno da Milano dove è andato a trovare la figlia adolescente Matilde (Ludovica Martino), conosce sul treno Valeria (Nicole Grimaudo), donna affascinante e misteriosa, con la quale sembra insinuarsi una certa affinità, per poi perderla di vista e rincontrarla proprio al funerale di Sabrina … Passeggeri notturni, adattamento dei racconti di Gianrico Carofiglio inseriti nella raccolta omonima e in quella intitolata Non esiste saggezza (rispettivamente pubblicate da Einaudi, 2016 e Rizzoli, 2010), è la serie di “mamma Rai” che non ci saremmo mai aspettati, lontana anni luce dai consueti toni accomodanti e “piacioni” propri, fatte salve benvenute eccezioni, sporadicamente presenti, delle varie fiction realizzate da una televisione a volte forse fin troppo generalista.

Nicole Grimaudo e Gioè (Imbucato Speciale)

In primo luogo è stata concepita per essere trasmessa sul web, all’interno della piattaforma RaiPlay, dove ha debuttato lo scorso 25 febbraio, nella forma di dieci brevi episodi (13 minuti circa di durata), mentre recentemente, lo scorso 3 aprile su Rai Tre, in prima serata, è andata in onda una versione filmica di 90 minuti, suddivisa in capitoli, che, diversamente dalla versione streaming, prendono il nome dai vari personaggi protagonisti; in seconda analisi, non meno rilevante, la qualità complessiva si avvicina molto ad una valida opera cinematografica, dove stupisce innanzitutto il felice andamento narrativo delineato dall’attenta sceneggiatura, scritta da Carofiglio stesso, insieme al regista Riccardo Grandi, Claudia De Angelis e Salvatore Di Mola.
Va dunque in scena un suggestivo intarsio a spirale di storie ed accadimenti diversi, oltre ad una insolita, per i tempi attuali, attenzione per i dialoghi, nel cui ambito risaltano toni esistenzialisti, una leggera ironia ed un certo senso di disillusione, rendendo Passeggeri  notturni una riuscita mescolanza fra giallo psicologico e noir. Quanto messo su carta viene valorizzato ulteriormente dal lavoro congiunto di regia, attenta a correlare ambiente e personaggi, fotografia (Fabio Zamarion offre la visione di una Bari notturna quasi sospesa, astratta, maliosa), montaggio (Marco Rizzo) e colonna sonora, quest’ultima mai invasiva, anzi funzionale nel connotare, emotivamente ma anche temporalmente, le vicende narrate.

Gianmarco Tognazzi e Gioè

Da non sottovalutare, ovviamente, le rese attoriali dell’intero cast*, al cui interno risalta in particolare l’ ottima prova di  Claudio Gioè, che offre al personaggio di Enrico un carisma ed un’empatia del tutto naturali, fra humour, disincanto ed un proustiano sentore malinconico, così come quella di Nicole Grimaudo, femme fatale dal fascino sensuale ed ambiguo che contorna il tutto col denso profumo proprio di un problematico non detto, unito ad un possibile amore destinato a suscitare la sensazione di ciò che poteva essere e non è stato, citando Gozzano (Cocotte); molto intense anche le interpretazioni di Marta Gastini nel rendere la sottomissione psicologica di Sabrina nei confronti del violento Bruno, che comporta il dubitare continuamente di se stessa, in una distorta percezione della realtà, offuscata tanto nella capacità di giudizio quanto nell’autonomia valutativa e di Gianmarco Tognazzi, nel ruolo dell’ispettore di Polizia Nicola Sacchi, amico di Enrico, che rende con misura quel distacco dolente proprio di chi nell’applicazione della legge si trova fra due eserciti “l’un con l’altro armati”, idealismo e senso pratico. L’ andamento narrativo, come su scritto, appare volto ad intersecare diverse storie, autoconclusive, tutte idonee a ricongiungersi nell’ambito di un percorso comune, in quanto ognuna va a delinearsi quale pregnante espressione di un’umanità alla ricerca di un qualche significato da offrire al personale e quotidiano vissuto, tra tempo perduto e tempo ritrovato.

Non viene certo trascurato il realismo, visto che oltre alla violenza di genere e al senso da conferire alla giustizia, anche attraverso compiute scelte morali, trovano spazio le tematiche relative al bullismo e all’abuso sui minori, oltre a raffigurare quel senso di solitudine proprio di quanti siano alla continua ricerca di qualcuno che li ascolti veramente, così da elargire se non  una vera e propria soluzione alle proprie ambasce, siamo tutti in gradi di sbagliare da soli, quantomeno una sincera emozione condivisa. Andando a concludere, mi sento di consigliare la visione di Passeggeri notturni nella versione proposta tuttora da RaiPlay, suddivisa in singoli episodi come su scritto, non solo perché definisce meglio alcuni passaggi rispetto alla versione “intera”, ma anche perché, considerandone la breve durata, è possibile vederli uno dietro l’altro,  garantendo una graduale empatia partecipativa col narrato ed i singoli personaggi.
Concludo con una riflessione: credo che questa proposta inedita, per la Rai, di una serie pensata  e realizzata appositamente per il pubblico del web possa considerarsi, in chiave moderna e distante da ogni pedanteria pedagogica, una concreta riproposizione di quel “servizio pubblico” proprio della televisione degli albori, avvicinare determinate produzioni letterarie agli spettatori facendole loro conoscere in forma inedita, dando così vita a confronti o generando interesse per quanti non conoscano l’opera d’origine, ambedue attività sempre culturalmente  stimolanti.

*Oltre agli attori citati, vi sono compresi: Paolo De Vita (Benito); Ludovica Martino (Matilde); Alessio Vassallo (Massimiliano); Caterina Shulha (Laura); Alessandro Tiberi (Giovanni);Paolo Sassanelli (Michelangelo); Marta Jacquier (Veronica); Ivana Lotito (Paola).

 


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