“Io ho un sogno…”

Reggio Calabria, Castello Aragonese (Wikipedia)

Io ho un sogno… che la terra in cui sono nato e in cui vivo, la Calabria, fiera ed altera nella sua bellezza selvaggia ancora non del tutto compromessa dagli scempi urbanistici perpetrati negli anni, orgogliosa della sua esibita diversità da “riserva indiana”, sia un bel giorno finalmente governata da politici, non importa il vessillo di cui si rendano portatori, che possano finalmente restituire coi fatti a tale sostantivo il primigenio significato etimologico di “arte del governare”, il quale implica, almeno a mio modo di vedere le cose, soprattutto il definitivo e concreto venire a contatto con una realtà non propriamente idilliaca a livello di occupazione, sanità, rispetto ambientale, diritti e doveri, servizi  e strutture. Andare quindi a toccare con mano quanto ogni singolo cittadino va ad affrontare tutti i giorni, dal “vintage” esibito delle arterie stradali e della linea ferroviaria lungo la fascia ionica, a quel poco di efficienza ancora presente nelle varie strutture ospedaliere, soffocata nel corso di tanti, troppi, anni dai miasmi del secolare clientelismo e della corruzione opportunatamente pilotata, ai vari servizi mancanti o del tutto obsoleti, senza dimenticare l’infimo caporalato a danno di lavoratori extracomunitari e non. Che si abbandoni una volta per tutte il solito ritornello a ritmo di tarantella sulla bellezza dei luoghi e sulla tipicità, che non porta da nessuna parte ove non si preveda una concreta condivisione della nostra cultura e del nostro saper fare, ma una mera esposizione propagandistica ad uso e consumo di chi questa terra non la conosce o pensa di conoscerla solo ove vengano assecondati determinati stereotipi confacenti alla propria personale visione: ne è esempio il recente spot Calabria, terra mia finanziato dalla Regione Calabria, diretto e sceneggiato da Gabriele Muccino, “la montagna da un lato, il mare dall’altro”, in estrema sintesi, fra luce abbacinante e luoghi comuni un tanto al chilo, al pari dei celebrati prodotti tipici.

Gerace (RC), Cattedrale (FAI)

Io ho un sogno… che l’occupazione, giovanile in primo luogo, non sia il frutto della solita segnalazione o dell’inveterato do ut des, ma derivi bensì da un effettivo merito giocato sul campo, eguali condizioni per tutti e vinca il migliore. Io ho un sogno… che quanto ancora espresso validamente a livello di cultura da questa regione, anche potenzialmente, possa andare a costituire un vero e proprio movimento di valorizzazione del territorio e conseguente, opportuna, comunione d’intenti, pur nell’inevitabile, e benvenuta, se fonte di confronto e non contrapposizione, differenza di vedute. Un fiero e coerente rimboccarsi le maniche, ponendo una volta per tutte in soffitta la solita cantilena del destino “cinico e baro”, congiuntamente al “complesso di Calimero, piccolo e nero”. Io ho un sogno…e, mantenendomi attivo e vigile, continuo a sognare, perché “La verità non sta in un solo sogno ma in molti sogni”. (didascalia iniziale del film Il fiore delle mille e una notte, 1974, scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini, tratta da un passo della famosa raccolta di novelle citata nel titolo).

Pentedattilo (RC) (Wikipedia)

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