Cinecittà si Mostra: in esposizione una selezione di costumi originali e oggetti di scena

(Roma Pop)

Cinecittà si Mostra si presenterà all’appuntamento con la primavera 2022 dando vita ad un sorprendente cambio di stagione, riallestendo per la prima volta la propria selezione di costumi originali e oggetti di scena creando un “viaggio nel viaggio” grazie al quale lo spettatore potrà attraversare le epoche storiche delle vicende narrate nei film, analizzare i momenti culmine della produzione audiovisiva, dal genere peplum alla grande serialità televisiva, così da assistere all’affermazione internazionale di costumisti italiani generazione dopo generazione. La selezione, infatti, propone capi firmati da Gabriella Pescucci, Carlo Poggioli  e Massimo Cantini Parrini, che hanno lavorato con sartorie celeberrime come Costumi d’arte PeruzziSartoria TirelliSartoria Farani, da cui provengono i pezzi. Ad accogliere i visitatori un esempio della maestria degli artigiani che lavorano dietro le quinte di un film per rendere realistiche le storie con le loro creazioni: una collezione di prop, ovvero oggetti usati sui set, che racchiude tra altri, gli elmi de Il nome della rosa (1986), le corazze del Trono di spade (2011-2019), ma anche divertenti maschere animalesche di Dolittle (2020) e i monili di Freaks Out (2021), il tutto su gentile concessione dell’attrezzeria scenica E. Rancati.

(Wikipedia)

Due abiti indossati da Liz Taylor per Cleopatra (1963) di Joseph L. Mankiewicz, uno in shantung di seta viola con ricami e l’altro in seta verde, inaugurano la nuova selezione dei costumi, posizionati accanto a prop in stile antico Egitto realizzati dalle maestranze di Cinecittà per la serie Rome (2005-2007). Creati da Irene Sharaff, che grazie a questo film vinse l’Oscar per i Migliori costumi, i capi rappresentano un esempio dell’enorme sforzo produttivo messo in campo tra gli anni ‘50 e ‘60 dalle sartorie italiane per lo spettacolo. È una diva contemporanea come Salma Hayek ad aver indossato invece l’abito della Regina di Selvascura ne Il racconto dei racconti (2015) di Matteo Garrone: un sognante capo di raso rosso con grande coda, preziosi ricami e merletti neri ideato da Massimo Cantini Parrini in lizza per gli Oscar 2022 con il film Cyrano, mentre è firmata da Gabriella Pescucci la mise in organza dorata con disegni jacquard di Lucrezia Borgia interpretata da Holliday Grainger nella serie I Borgia (2011-2013) creata da Neil Jordan.

Jude Law in The Young Pope (Amazon)

A farle compagnia nella teca accanto, in un tripudio di cristalli e ricami, è il piviale, l’ampio mantello usato per le liturgie, da The Young Pope (2016) di Paolo Sorrentino, indossato da Jude Law nei panni del pontefice Pio XIII: per realizzarlo il costumista Carlo Poggioli si è ispirato ai paramenti medievali e allo stile di Ratzinger, Papa Benedetto XVI, che amava vestire piviali autentici dell’800 ma anche cappelli e tuniche vintage. Nell’anno del centenario dalla nascita di Pier Paolo Pasolini non poteva mancare un omaggio al poeta-regista con l’esposizione di due abiti dall’episodio Che cosa sono le nuvole? del film Capriccio all’italiana (1968) diretto appunto da Pasolini: si tratta di capi ideati da Jurgen Henze e realizzati in juta, indossati da Adriana Asti e Totò. Il percorso prosegue con pezzi utilizzati per recentissime produzioni cinematografiche: da Qui rido io (2021) di Mario Martone provengono la mantella di cotone rigato di Toni Servillo nei panni di Eduardo Scarpetta e una mise da giorno composta da camicia in cotone bianco ricamato e gonna di lanetta indossata da Cristiana Dell’Anna per interpretare Luisa De Filippo, la madre dei geniali Titina, Eduardo e Peppino. Gli abiti sono opera di Ursula Patzak che per il film si è aggiudicata il premio La pellicola d’oro.

(Amica)

Dalla produzione hollywoodiana targata Ridley Scott, House of Gucci (2021) girata in parte anche a Cinecittà, arrivano il completo di velluto beige a righe indossato da un irriconoscibile Jared Leto per il personaggio di Paolo Gucci, vero e proprio biglietto da visita, tanto da avere un gemello, di colore rosa attualmente in mostra al Museo degli Academy Awards di Los Angeles; ecco poi un vestito estivo in cotone stampato portato da Salma Hayek per interpretare Pina Auriemma, sedicente maga e amica di Patrizia Reggiani. La mise è resa vistosa dalle diverse catenine d’oro e pietre portate al collo e riprodotte da Pikkio così come tutti gioielli in mostra, mentre i capi sono di Janty Yates. A chiudere il percorso, quasi in un dialogo tra dive indimenticabili della storia del cinema quali Liz Taylor e Monica Vitti, il mini abito con applicazioni di pietre e paillettes indossato dalla Vitti per Ninì Tirabusciò – La donna che inventò la mossa (1970) di Marcello Fondato. Tipico del cabaret dei primi del Novecento, il costume creato da Adriana Berselli è notissimo perché usato nella scena in cui l’attrice romana, appena scomparsa, inventa il mitico movimento delle anche celebrato già nel titolo del film.

(Cinecittà News)

La nuova selezione di costumi è realizzata da Cinecittà si Mostra in collaborazione con A.S.C. Associazione italiana scenografi, costumisti e arredatori e con il suo presidente, Carlo Poggioli, mentre  l’attrezzeria E. Rancati ha curato l’esposizione degli oggetti di scena e il Laboratorio Pieroni quella dei copricapi. Per scoprire segreti e aneddoti dietro a queste creazioni, il Dipartimento educativo di Cinecittà si Mostra propone degli appuntamenti dedicati al nuovo allestimento: nelle giornate del 13, 20 marzo e del 3 aprile, alle ore 11.15 e 15.15, sono previste visite guidate tematizzate rivolte agli adulti e laboratori didattici per ragazzi dai 5 ai 12 anni dedicate al costume e al set dressing. Qui il programma completo , mentre la visita è prenotabile scrivendo a didattica@cinecittaluce.it (Fonte: Sito Cinecittà)


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