Venezia, al via la 12ma edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival

Oggi, mercoledì 4 maggio, si accendono i riflettori sulla dodicesima edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival, che si concluderà sabato 7, mentre ieri, martedì 3, ha avuto luogo un evento di pre-apertura, all’Auditorium Santa Margherita di Venezia, un doppio appuntamento che ha visto affiancare Shape of Red di Yukiko Mishima, ad  A Snake of June, di Shin’ya Tsukamoto, proiettato grazie alla collaborazione con RaroVideo Channel Nikkatsu Corporation e del quale sarà presentato l’adattamento letterario a opera dello stesso regista proprio durante il festival. Raddoppierà inoltre anche l’evento che si terrà il 18 maggio alla Casa del Cinema di Venezia, dove i due autori giapponesi si ritroveranno idealmente, in quanto verranno proiettati insieme Dear Etranger (Mishima) e Hiruko the Goblin (Tsukamoto), presentato per la prima volta in Europa in versione restaurata. Yukiko Mishima, una delle voci femminili più interessanti emerse nel panorama giapponese nel nuovo millennio, sarà protagonista anche di un programma speciale; lo Short ne introdurrà il cinema in Italia non solo con il cortometraggio Ode to Joy, in proiezione il 5 maggio, ma presentandone anche i due più recenti lungometraggi, a partire dal citato Shape of Red,  adattamento del romanzo di Shimamoto Rio Red (2014), nell’ottica di una prospettiva femminile. Ecco poi Dear Etranger, tratto dall’omonimo romanzo di Shigematsu Kiyoshi, film del 2017 che ha partecipato a diversi festival internazionali.

Yukiko Mishima (Japan Creator Bank)

Il Ca’ Foscari Short Film Festival,  il primo festival in Europa interamente concepito, organizzato e gestito da un’università, con il coordinamento del direttore artistico e organizzativo Roberta Novielli, torna in forma “diffusa” a Venezia, a partire dalla storica location dell’Auditorium Santa Margherita. Il Concorso Internazionale vedrà in cartellone il meglio dei cortometraggi realizzati dagli studenti di scuole di cinema e università di tutto il mondo, accompagnato da programmi speciali, concorsi collaterali e ospiti d’eccezione, per un’edizione ricchissima, volta a ritornare faticosamente alla normalità e che non sarebbe stata possibile senza la collaborazione della Fondazione di Venezia e il supporto dei partner storici Fondazione Ugo e Olga Levi e NH Venezia Rio Novo, a cui si sono aggiunti lo scorso anno WeShort, la piattaforma di cortometraggi on demand, la più antica casa di produzione di spumanti in Italia Carpenè-Malvolti, il Museo Nazionale del Cinema di Torino, il festival Le giornate della luce di Spilimbergo e, da quest’anno, l’ESU Venezia, l’azienda regionale per il diritto allo studio universitario. Per il terzo anno consecutivo il manifesto dello Short è opera di Lorenzo Mattotti, che si ispira a Gong Li omaggiando il cinema e le donne.

Pupus di Miriam Cossu Sparagano Ferraye (VeneziaToday)

Anche quest’anno sarà possibile seguire il programma e gli ospiti del festival non solo all’Auditorium Santa Margherita, ma anche in altre cinque location, tra musei, fondazioni e istituzioni culturali della città: la Fondazione Ugo e Olga Levi, la Fondazione Querini Stampalia, il Museo d’Arte Orientale – Ca’ Pesaro, la Fondazione Bevilacqua La Masa e la Casa del Cinema di Venezia. Nell’ambito del Concorso Internazionale, cuore pulsante della kermesse, si sfideranno 30 i migliori cortometraggi in lizza, opere che riflettono come sempre lo spirito e le inquietudini del tempo, vedi il folto numero di quelle dedicate, in maniera più o meno diretta, alla guerra, declinata in tutte le sue accezioni di senso e genere. Sarà la sola Miriam Cossu Sparagano Ferraye a rappresentare l’Italia nel concorso di quest’anno, con il suo documentario d’osservazione Pupus, realizzato per il CSC Documentario di Palermo. Nonostante la fama dei “pupi” sia arrivata in tutto il mondo, si tratta di una realtà poco conosciuta nelle sue dinamiche interne. La regista posa il suo sguardo affettuoso e sincero sul teatro-laboratorio della famiglia Mancuso e in particolare sul piccolo Carmelo per raccontare la storia di famiglie che vivono da generazioni portando avanti questa arte tradizionale.

 Coline Serreau (NientePopcorn)

A premiare i corti del Concorso sarà una giuria internazionale composta da tre personalità del mondo del cinema: la regista e autrice francese Coline Serreau, il giovanissimo regista Francesco Montagner,  che torna da giurato nella “sua” Ca’ Foscari, dove ha svolto gli studi e frequentato il corso di Cinema digitale, la programmatrice e curatrice Marina Mottin, che nella sua lunga carriera ha collaborato con alcune delle più importanti istituzioni culturali d’Europa, esperta di arte e cultura africana, ha curato mostre, esposizioni e rassegne di grande valore artistico e storico. I giurati saranno come di consueto protagonisti del Programma speciale della giuria durante il quale incontreranno il pubblico e presenteranno cortometraggi ed estratti di film da loro scelti o diretti. Numerosi sono i premi che la giuria sarà chiamata ad assegnare: accanto al primo premio, infatti, ci saranno anche la Menzione speciale Museo Nazionale del Cinema per l’opera che offre il miglior contributo al cinema come arte e la menzione speciale WeShort per l’opera che offre la migliore sperimentazione nei linguaggi cinematografici. Due giurie tecniche assegneranno invece il Premio Levi per la miglior colonna sonora (Roberto Calabretto, Daniele Furlati, Paolo Troncon), la menzione speciale Le Giornate della Luce per la miglior fotografia (Luca Pacilio, Donato Guerra, Silvia Moras) e il premio Pateh Sabally assegnato dalla Municipalità di Venezia per la multietnicità.

Torneranno anche i concorsi collaterali che da anni affiancano quello principale: il Levi Music Video International Competition giunge alla sua sesta edizione e presenterà gli otto migliori video musicali prodotti da studenti di università o scuole di cinema provenienti da altrettanti paesi, che saranno giudicati da Giovanni Bedeschi, Marco Fedalto, Daniele Furlati e Roberto Calabretto. La nona edizione del Premio Olga Brunner Levi, organizzato, come il precedente, in collaborazione con la Fondazione Ugo e Olga Levi, vede invece in gara video realizzati da studenti liceali di tutto il mondo e incentrati sul tema della donna nella musica. Tutti e cinque i finalisti quest’anno sono rappresentati da film girati da ragazze che provengono da Austria, Cina, Iran, Uzbekistan e Italia, rappresentata da Chiara Mancina con Up and Down. A premiare il miglior video sarà una giuria composta da Roberto Calabretto, Marco Fedalto e Cosetta Saba. Si rinnova invece per una seconda edizione il Carpenè-Malvolti Script Contest, concorso esclusivo dedicato ai registi del Concorso Internazionale e del Music Video chiamati a realizzare uno script che porterà alla produzione di un corto incentrato sulla storia dell’azienda. La giuria in questo caso è composta da Domenico Scimone, Alessandro Loprieno e Eduardo Fernando Varela.

 Luca Bigazzi (Zerkalo Spettacolo)

Novità di quest’anno sono invece gli otto cortometraggi selezionati dallo Short per essere presentati in un concorso a parte al prossimo festival Le giornate della luce di Spilimbergo. Come sempre ricchissima l’offerta di programmi speciali, masterclass, focus e retrospettive che andranno a completare il programma del festival, a cominciare da un ospite d’eccezione come Luca Bigazzi, leggendario direttore della fotografia che sarà protagonista di una masterclass esclusiva per il pubblico dello Short e ripercorrerà la sua lunga carriera dialogando con Robin Andriolo, ex studente cafoscarino e del Master e ora direttore della fotografia. Grande spazio sarà dato quest’anno al cinema d’animazione breve, con ben tre programmi dedicati, a cominciare dallo speciale sul grande Peter Lord, autore di classici come Galline in fuga (2000) e di Pirati! Briganti da strapazzo (2012), nonché figura cardine dell’animazione europea. A lui sarà dedicata una lunga intervista sul palco dell’Auditorium condotta da Davide Giurlando, nel corso della quale saranno proiettati spezzoni da alcuni dei suoi più celebri cortometraggi animati. Non sarà da meno Barry Purves, già allo Short come giurato nel 2017, che torna a Venezia per presentare il suo nuovo cortometraggio No Ordinary Joe e parlare dell’altra sua grande passione: il teatro. Purves ha infatti lavorato a oltre quaranta produzioni teatrali tra regia, direzione di scena e scenografia.

 Peter Lord (Umbria Film Festival)

Ancora animazione con una selezione di tredici cortometraggi realizzati dalla Aardman Animations, storica casa di produzione inglese co-fondata nel 1972 dallo stesso Peter Lord e specializzata in claymation con la quale ha creato personaggi iconici come Wallace & Gromit, ma che non ha disdegnato anche l’utilizzo del digitale per film come Giù per il tubo e Il figlio di Babbo Natale. Ci si sposterà poi in India per l’usuale programma a cura di Cecilia Cossio che quest’anno dedica una personale a Ashish Pandey. Sarà il regista stesso che, in collegamento da Mumbai, presenterà tre dei suoi cortometraggi, a cominciare dall’esordio The Cabin Man (2007) per proseguire con Khule darwaaze (Porte aperte, 2010) e Nooreh (2018), lavori dai quali emerge fortemente la volontà di dare voce agli emarginati, a prescindere dalla loro appartenenza religiosa o provenienza geografica. Torna anche quest’anno East Asia Now, l’osservatorio sulle ultime tendenze provenienti dall’Asia Orientale a cura di Stefano Locati che introdurrà quattro opere (da Malesia, Indonesia, Filippine e Giappone), che rappresentano altrettanti sguardi originali sui rispettivi paesi. Non potevano mancare i programmi ricorrenti dello Short, ormai vero e proprio appuntamento irrinunciabile per i frequentatori del festival, ovvero lo speciale sulla videoarte italiana e quello dedicato al cinema delle origini.

Elisabetta Di Sopra (YouTube)

Il primo, Lo sguardo sospeso, quest’anno vuole rendere omaggio a colei che tanto ha fatto per la diffusione della videoarte del nostro paese, la curatrice stessa del programma Elisabetta Di Sopra, ripercorrendone la carriera da Legami del 2010 a uno dei suoi ultimi progetti, Intersezioni (2021), in lavori che hanno al centro della loro indagine il corpo. Carlo Montanaro, invece, con Il corpo svelato quest’anno ha preparato un programma dedicato ai primi nudi, scientifici e non, della storia del cinema, passando dai fratelli Lumière a George Méliès e i fratelli Pathé. Tornerà anche la “vetrina” dedicata al VideoConcorso Pasinetti, con la proiezione del progetto scolastico Sguardi di periferia e di altre opere che saranno presentate alla storica rassegna veneziana, come sempre molto attenta alle tematiche sociali, ambientali e culturali della città. Saranno infine presentati un programma dedicato alla videoarte messicana intitolato On Tutorials, Stereotypes and Body Visions a cura di Corinne Mazzoli e Alma Elena Cardosoa, con nove lavori prodotti dagli studenti dell’Universidad Iberoamericana en Puebla, e i risultati della sfida che vedrà impegnati gli studenti della quinta edizione del Master in Fine Arts in Filmmaking di Ca’ Foscari di girare un cortometraggio in 72 ore per poi confrontarsi con i registi del Concorso internazionale presenti a Venezia. Il festival si concluderà con Chasing, spettacolo di danza e luci a cura di Simone Arganini, che accompagnerà l’annuncio dei vincitori, i quali saranno premiati con delle originali sculture in vetro realizzate dai mastri vetrai che aderiscono al consorzio Promovetro – Vetro Artistico di Murano.


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