
“Oggi alle 8:25 del mattino nostra madre è venuta a mancare. Ci ha lasciato serenamente, addormentandosi nel suo letto, nel modo in cui ci aveva espressamente richiesto, circondata dal nostro amore e da quello dei suoi amati cani Jim e Lady. Vi chiediamo di rispettare il nostro immenso dolore e di pregare per la sua anima, rivolgendole un pensiero di luce”.
Così su Facebook le figlie Debora e Azzurra e il figlio Ciro hanno dato notizia della scomparsa dell’attrice Sandra Milo (Elena Salvatrice Greco all’anagrafe, Tunisi, 1933).
Esordì sul grande schermo nel 1955, ne Lo scapolo, film che vedeva protagonista Alberto Sordi e diretto da Antonio Pietrangeli, regista troppo spesso dimenticato, che ne intuì, valorizzandola, la capacità dell’attrice di assecondare anche sfumature malinconiche (Adua e le compagne, 1960; La visita, 1963), andando oltre quella bonomia, tra toni ironici ed autoironici, in virtù della quale Sandra riuscì a conferire un’aura del tutto caratteristica ai personaggi interpretati, assecondando con sagacia la svagatezza imposta da quanto retrivi stereotipi tendevano “tradizionalmente” ad attribuire ad un determinato tipo di donna, “colpevole” solo di vantare un fisico giunonico ed essere incline ad un’autodeterminazione sentimentale.
Esemplari al riguardo i ruoli di Carla, l’amante del regista Guido (Marcello Mastroianni) in 8 ½ (1963) di Federico Fellini, che la diresse due anni più tardi in Giulietta degli spiriti, offrendole la possibilità di dar vita a tre personaggi, i cui rispettivi caratteri andavano a creare un’emblematica antitesi con quello proprio della protagonista, Giulietta Masina.
Le interpretazioni della Milo nei citati titoli felliniani le valsero il conferimento del Nastro d’Argento come migliore attrice non protagonista. Con Pietrangeli girò anche Fantasmi a Roma, 1961. Una volta conseguita una certa popolarità con La donna che venne dal mare (1957, Francesco De Robertis), dove recitò da protagonista insieme a Vittorio De Sica, Sandra prese via via parte a varie pellicole, non solo in Italia.
Fu infatti molto amata in Francia, diretta da registi quali, tra gli altri, Jacques Becker (una piccola parte in in Les aventures d’Arsène Lupin), André Cayatte (Le miroir à deux faces, 1958), Édouard Molinaro (Un témoin dans la ville, 1959), Michel Boisrond (Le chemin des écoliers, 1959), Claude Autant-Lara (La jument verte, 1959) e Claude Sautet (Classe tous risques, 1960, l’intenso ruolo di Liliane).
Da ricordare l’interpretazione della prostituta Olga ne Il generale Della Rovere, 1959, per la regia di Roberto Rossellini, che la diresse anche nel discusso Vanina Vanini, 1961, tratto dall’omonimo racconto di Stendhal del 1829.
Particolarmente riuscita, ad avviso di chi scrive, l’interpretazione di Giuliana, moglie dell’ingegnere Enrico Marletti (Enrico Maria Salerno), alternando ironia e vivida emozionalità, ne L’ombrellone, Dino Risi, 1965, cui seguirono piccole parti in titoli non propriamente degni di nota, fino ad allontanarsi dal grande schermo per circa un decennio, ritornandovi su finire degli anni ’70 e l’inizio degli ‘80 (Tesoromio, Giulio Paradisi, 1979; Grog , Francesco Laudadio, 1982), offrendo prove di eccellente caratterista in titoli come Camerieri (Leone Pompucci, 1995), Il cuore altrove (Pupi Avati, 2003), Happy Family (Gabriele Salvatores, 2010), A casa tutti bene (Gabriele Muccino, 2018).
L’attività cinematografica venne inframezzata da una discreta attività teatrale e dall’esperienza televisiva, quest’ultima già iniziata nel 1966 come conduttrice di alcune puntate di Studio Uno, ricordando al riguardo una rubrica di costume all’interno di Mixer (1982-1983), Piccoli fans (1985-1989), entrambi andati in onda su Rai 2, e il docu-reality Quelle brave ragazze, con Mara Maionchi ed Orietta Berti, nel 2022 e nel 2023, con quest’ultima ora sostituita da Marisa Laurito (Sky Uno e TV8). Sandra Milo ha ricevuto il David alla Carriera nel 2021, alla 66ma edizione dei Premi David di Donatello.
(Elaborazione ed approfondimento di un mio articolo pubblicato il 29 aprile 2021, per commentare l’assegnazione a Sandra Milo del David alla Carriera)






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