(AICVAS, Giuseppe Palumbo©)

L’AICVAS, Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna, per celebrare, unitamente ad altre iniziative in ambito letterario e artistico, il 90mo anniversario della Guerra Civile di Spagna (1936 – 1939), che si sta ricordando contemporaneamente in vari Stati d’Europa, oltreché in Spagna, ha organizzato la rassegna Fiesta Breve dedicata al cinema incentrato sulla Guerra Civile Spagnola. La prima presentazione della rassegna, che proseguirà in altre città italiane nel corso dell’anno, avrà luogo a Bologna, nei giorni 5 6, 1213 maggio, al cinema Perla, situato a pochi passi dalla Porta di San Donato. Nel programma sono inclusi 3 documentari italiani, alla cui realizzazione l’AICVAS ha contribuito sostenendo gli autori ed i produttori indipendenti che li hanno prodotti, come I primi saranno gli ultimi  di Mauro Manna e Pasquale D’Aiello, ed 8 lungometraggi internazionali, realizzati in un arco di circa 90 anni, vincitori di numerosi Festival e visti nelle sale di tutta Europa, che sono stati idealmente suddivisi in due sezioni, rispettivamente intitolate: Il cinema spagnolo nel periodo franchista: alludere per ricordare e Ripensare la guerra di Spagna: lo sguardo di Hollywood, la memoria dell’Europa.

Nel primo gruppo sono inseriti tre tra i più celebri film spagnoli dell’epoca, realizzati tra il 1965 ed il 1973 e cioè negli anni in cui il franchismo era saldamente al potere, e il quarto, realizzato nel 1976 (di fatto, girato durante gli ultimi mesi di vita del dittatore Francisco Franco), nella Spagna della cosiddetta “transizione” che non era ancora tornata alla democrazia parlamentare (che arriverà soltanto nel 1978). Titoli che, usando metafore e forme trasversali di linguaggio, hanno scelto di “alludere” a quelle situazioni, sentimenti e comportamenti che non era consentito esprimere esplicitamente a causa della censura e della certa condanna per “antifranchismo”, che veniva inesorabilmente erogata da Ministeri, da Tribunali e da un severissimo clima repressivo generale.

Ad aprire la rassegna, martedì 5 maggio, il film La Caza (La caccia), titolo grazie al quale Carlos Saura conseguì l’Orso d’Argento come Miglior Regista al 16mo Festival di Berlino nel 1966, acquisendo notorietà internazionale. Ecco poi El espíritu de la colmena (Lo spirito dell’alveare), 1973, opera prima del regista Victor Erice, che vinse il premio Concha de Oro come Miglior Film al Festival di San Sebastián e, a chiudere, Las largas vacaciones del ’36 (Le lunghe vacanze del ’36), di Jaime Camino (1976). Idealmente vicino (anche se finalmente libero da censure) alle descritte modalità di racconto del regime franchista, si inserisce,75 anni dopo, la storia vera celata dietro la vicenda raccontata in El maestro che prometió el mar (Il maestro che promise il mare), di Patricia Font (2023): narra del maestro Antoni Benaiges che nel 1935, giunto in un piccolo e isolato villaggio di Burgos, promise ai suoi scolari, di età compresa tra i sei e i dodici anni, di portarli a vedere il mare per la prima volta nella loro vita.

La seconda sezione racchiude due spettacolari film di Hollywood, un curioso documentario, La maleta mexicana, prodotto in Messico e Spagna da una regista di Los Angeles, Trisha Ziff, dedicato alla mitica valigia (scomparsa per alcuni decenni e poi ritrovata, appunto in Messico) del grande fotografo Robert Capa, ed infine un’opera, molto recente e pochissimo vista, Frente a Guernica (2023), opera di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, due tra i maggiori autori di immagini del cinema d’avanguardia in Italia. Blockade (Marco il ribelle), girato in California proprio negli anni della Guerra Civile (nel 1937) dal grande veterano William Dieterle, ma soprattutto sceneggiato da John Howard Lawson (uno dei 10 di Hollywood perseguitati dal maccartismo che imperversava a Hollywood in quegli anni), interpretato da un giovane emergente attore di nome Henry Fonda, evoca sentimenti di solidarietà per le lotte contadine durante la Guerra Civile Spagnola.

E un altro grande regista di Hollywood, Fred Zinnemann, compone un’epica sfida tra due giganti dello schermo, Anthony Quinn (la Guardia Civil) e Gregory Peck (il guerrigliero) ne Behold a Pale Horse (… e venne il giorno della vendetta) girato nel 1964, proibito in Spagna durante tutto il periodo del franchismo. Una rassegna quindi, qui potete leggerne il programma, che avalla certo il senso puramente cinematografico del racconto, ma senza dimenticare il valore di quella Guerra Civile, la sofferenza di un popolo e il sacrificio totale per consentire a tutti di vivere in un mondo libero da tirannie e soprusi, dove, pur fra frontiere aperte e possibile condivisione globale, sembra predominare un individualismo materiale ed ideologico, unito al rifiuto, tra facili revisionismi e calcolati oblii, dell’insegnamento fornitoci dalla Storia, magistra vitae secondo Cicerone, ma che spesso, citando Gramsci, non ha scolari. (Fonte: sito AICVAS)

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