Gianfranco Rosi (Ufficio Stampa)

Primo regista a vincere il Leone d’Oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con un documentario (Sacro GRA), Gianfranco Rosi (Asmara, 1963) – che vanta anche un Orso d’Oro a Berlino e una candidatura agli Oscar per il miglior documentario con Fuocoammare e un Premio speciale della Giuria sempre a Venezia con Sotto le nuvole – è un documentarista di fama mondiale; i suoi lavori sono ospitati nei festival internazionali più importanti ma sono anche dei successi commerciali. A lui e alla sua opera Cineteca Milano dedica la retrospettiva intitolata Gianfranco Rosi – Tutti i film che si terrà alla sala Arlecchino dal 27 giugno all’8 luglio, giorno quest’ultimo in cui lo stesso Rosi animerà un dibattito sulla sua cinematografia dopo la proiezione del citato Sotto le nuvole.

In programma ci saranno tutti i docufilm del regista che hanno come comune denominatore lo sguardo sull’umanità, sulla marginalità e le conseguenze dei conflitti, con un’attenzione particolare per le persone comuni e ai margini della società. Il cinema di Gianfranco Rosi occupa un posto originale nel documentario contemporaneo. Le sue opere nascono da lunghi periodi di immersione nei luoghi e nelle comunità che sceglie di raccontare: Rosi vive per mesi, talvolta per anni, accanto ai suoi protagonisti, instaurando con loro un rapporto di fiducia che gli consente di osservare la realtà dall’interno.

Il suo metodo si basa sull’assenza di commento esterno, interviste tradizionali o spiegazioni didascaliche. Sono le immagini, i dialoghi spontanei e la vita quotidiana delle persone a costruire il racconto. Per questo motivo i suoi film si collocano al confine tra documentario e cinema d’osservazione, privilegiando l’ascolto e l’esperienza diretta rispetto all’analisi esplicativa.Pur trattando questioni politiche e sociali di grande rilevanza, il suo cinema evita la denuncia diretta e la presa di posizione esplicita. L’attenzione è rivolta soprattutto alle persone e alla loro esperienza concreta. I grandi eventi della storia emergono attraverso le conseguenze che producono nelle vite quotidiane.

Premiato nei maggiori festival internazionali, Gianfranco Rosi ha contribuito a rinnovare il linguaggio del documentario contemporaneo, dimostrando come l’osservazione paziente della realtà possa diventare uno strumento privilegiato per comprendere il mondo in cui viviamo. In rassegna sarà possibile vedere Boatman (1993) che offre uno sguardo sulla vita sociale e religiosa che si svolge sulle rive del Gange. I rituali, i pellegrinaggi, il lavoro e le relazioni umane si intrecciano in un racconto che mette in evidenza il legame tra la dimensione spirituale e la vita quotidiana.

In Below Sea Level (2008) Rosi esplora il tema dell’esclusione sociale negli Stati Uniti contemporanei. Senza giudizi o commenti esterni, viene documentata la nascita di una comunità informale composta da persone che, pur provenendo da percorsi differenti, condividono la necessità di ricostruire la propria vita ai margini della società. Si cambia leggermente di prospettiva con El sicario. Room 1964 (2010) in cui il regista grazie a un’unica lunga testimonianza, costruisce un documento che consente di comprendere dall’interno i meccanismi che hanno alimentato per anni il conflitto dei cartelli nella regione di Ciudad Juárez in Messico.

Gente comune e migranti sono al centro dei due documentari successivi. In Sacro GRA (2013) attraverso storie indipendenti ma accomunate dallo stesso spazio geografico, il Grande Raccordo Anulare di Roma, Rosi costruisce un ritratto della periferia romana e delle trasformazioni sociali che la caratterizzano. Il documentario offre uno sguardo sulle realtà meno visibili della città. In Fuocoammare (2016) senza utilizzare interviste o commenti esplicativi, Rosi mette in relazione due realtà che convivono nello stesso territorio: quella della popolazione locale e quella dei migranti. Il risultato è una riflessione sulle migrazioni contemporanee e sulle conseguenze umane delle crisi che interessano diverse aree del mondo.

Si torna all’estero, in Medio Oriente, con Notturno (2020) che mostra gli effetti dei conflitti sulle persone e sulle comunità, soffermandosi sui processi di ricostruzione materiale e psicologica. Più che sugli eventi bellici, l’attenzione è rivolta alle tracce che essi lasciano nella vita quotidiana e nella memoria collettiva. In viaggio (2022) affronta temi centrali del dibattito contemporaneo, come le migrazioni, i conflitti armati, la povertà, le disuguaglianze sociali e la tutela dell’ambiente e ha per protagonista Papa Francesco e la sua visione del mondo e degli ultimi.

Infine, Sotto le nuvole (2025), ambientato a Napoli, offre uno sguardo sulle trasformazioni sociali, culturali e ambientali di un’area in cui natura, memoria storica e vita contemporanea si intrecciano continuamente. La rassegna rientra nell’ambito del progetto The Film Corner Clubs 2026–2028. From virtual to real, cofinanziato da Creative Europe – Media e coordinato da Fondazione Cineteca Italiana, con sei partner co-beneficiari e tre partner associati provenienti da tutta Europa.

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Sabato 27 giugno, ore 21.00: Below Sea Level (Gianfranco Rosi. Italia/USA, 2008, 110’). Domenica 28 giugno, ore 19.00: Boatman ( Gianfranco Rosi. Italia, 1993, 55’). Martedì 30 giugno, ore 19.00: El Sicario. Room 164 (Gianfranco Rosi. Francia/Italia, 2010, 80’). Giovedì 2 luglio, ore 15.00: In viaggio (Gianfranco Rosi. Italia, 2022, 77’). Sabato 4 luglio, ore 17.00: Sacro GRA (Gianfranco Rosi. Italia, 2013, 95’).

Lunedì 6 luglio, ore 18.00: Fuocoammare (Gianfranco Rosi. Italia/Francia, 2016, 108’). Martedì 7 luglio, ore 17.00: Notturno (Gianfranco Rosi. Italia/Francia/Germania, 2020, 100’). Mercoledì 8 luglio, ore 19.00: Sotto le nuvole (Gianfranco Rosi. Italia, 2025, 114’)-A seguire incontro/dibattito con Francesco Rosi (ingresso libero con prenotazione obbligatoria su cinetecamilano.it)

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