Quarto potere (Citizen Kane),1941

yyyNo trespassing (vietato l’ingresso) recita una targa sul cancello di un’enorme villa; la cinepresa ci guida da una finestra verso l’interno:un uomo disteso sul letto ha in mano una palla di vetro, dentro la quale è riprodotta una casa immersa nella neve, un primissimo piano ne inquadra la bocca mentre pronuncia la parola Rosebud; subito dopo l’uomo muore, un’ infermiera entra a ricomporre il corpo, la cinepresa si allontana e tra i titoli di testa appare il nome del regista, Orson Welles.

Così inizia un film affascinante e controverso, innovativo nella tecnica di realizzazione (uso della profondità di campo, del piano sequenza, del grandangolo per allargare l’immagine tanto in orizzontale che in verticale) come nell’esposizione narrativa, con una frammentazione temporale non fine a sé stessa, ma volta a dare una visione soggettiva della vicenda, riproponendo a volte lo stesso episodio, raccontato con nuovi particolari dai protagonisti; la cinepresa è l’occhio del regista, sottolinea ogni particolare, rendendo lo spettatore unico depositario del significato di Rosebud.

Da un cinegiornale apprendiamo che l’uomo morto è Charles Foster Kane (Orson Welles), magnate dell’editoria, proprietario di stazioni radio, di varie industrie ed altre attività; ne viene descritta sommariamente la vita pubblica e privata e alcuni giornalisti nel visionare il filmato ritengono che le ultime parole di Kane in punto di morte possano far capire meglio la sua figura:uno di loro intervista le persone a lui più vicine, ottenendo solo diverse versioni di fatti che già conosceva, da bambino Kane è affidato ad un tutore, in modo che da adulto possa gestire un’eredità materna; a venticinque anni salva dal fallimento un giornale facente parte del suo impero, dirigendolo in modo spregiudicato, imbonendo le masse, arrivando a possedere trentasette testate; concorre alla carica di governatore, è dato per vincente, ma il suo avversario politico rivela alla stampa la relazione con Susan (Dorothy Comingore), aspirante cantante lirica, che diverrà la sua seconda moglie e che cercherà di avviare al successo, ma i soldi nulla potranno contro la mancanza di talento; lasciato da Susan, resterà solo sino alla fine dei suoi giorni nella immensa residenza Xanadu.

Premio Oscar 1942 per la miglior sceneggiatura originale (Welles e H.J.Mankiewicz), il film critica un capitalismo non basato su tradizioni familiari, ma sulla gestione di una fortuna, che usa la democrazia e tutto ciò che questa offre (ad iniziare dalla libertà di stampa) come foglia di fico della brama di potere: Kane manipola le masse a suo piacimento, facendo credere di offrire quanto desiderano, usa le sue ricchezze solo per accumularne altre, illudendosi di poter comprare anche l’affetto delle persone, soddisfacendo il narcisistico bisogno di essere amato non riuscendo ad amare, rimpiangendo la giovanile spensieratezza e la perduta innocenza.


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