Amarcord Federico Fellini

Federico Fellini

Federico Fellini

Quanto manca al cinema italiano un regista come Federico Fellini?
E’ una domanda che mi sono posto parecchie volte rivedendo le sue opere ed ora risuona con ulteriore forza, ad un mese circa dalla ricorrenza del ventennale della scomparsa, avvenuta a Roma il 31 ottobre 1993, poco dopo aver ottenuto l’ Oscar alla carriera, la quinta statuetta dopo le quattro conseguite nella categoria del Miglior Film in lingua straniera (La strada, ’57; Le notti di Cabiria,’58; , ’64; Amarcord, ’75).
La risposta non può allontanarsi dall’ovvietà: manca sicuramente molto e non perché quando il geniale regista era in vita o dopo la sua scomparsa il nostro cinema fosse privo di validi cineasti, ma a mio parere per il semplice motivo che tra questi pochi sono riusciti con eguale e concreta forza innovatrice ad abolire quel distacco, proprio del realismo critico, tra l’autore ed i suoi personaggi, portando in scena una partecipazione corresponsabile alle vicende di quest’ultimi, senza dimenticare il genuino afflato garantito da tutta una serie di eterogenee suggestioni, quali fantasia, leggerezza, ironia, sentimentalismo, toni autobiografici.

sceicco“Mi sembra di aver raccontato quasi tutto: infanzia, personaggi, nostalgie, sogni e ricordi per il piacere di poterli raccontare”, così si era espresso Fellini nel corso di un’intervista, ecco perché i protagonisti dei suoi film possono ritenersi elaborazioni di esperienze interiori, trasferite sullo schermo per loro tramite ed immerse in un percorso immaginifico, il quale con estrema e poetica semplicità parte dalla realtà per giungere ad un’ atmosfera onirica e poi compie il percorso inverso, senza che si notino differenze, anzi dilatando le dimensioni del visibile. Le atmosfere oniriche propriamente dette, quella particolare sospensione fra sogno ed visionarietà, iniziano a farsi prevalenti a partire da e dal successivo Giulietta degli spiriti, anche se già ne La strada Fellini aveva dato vita ad un inedito e più compiuto percorso cinematografico, nel visualizzare sullo schermo in chiave onirica e favolistica le proiezioni del proprio inconscio più recondito. Il tutto senza però dimenticare quella critica sociale presente già nella sua opera d’esordio (Lo sceicco bianco, ’52, prima del quale vi era stata la co- regia insieme ad Alberto Lattuada di Luci del varietà, ’50), accompagnando con sensibilità d’artista l’uomo moderno all’interno di una realtà dove iniziavano ad incrinarsi i valori tradizionali di riferimento.

Fellini e Giulietta Masina

Fellini e Giulietta Masina

Trasferitosi a Roma dalla natia Rimini, città di provincia ora ventre materno dove coltivare le illusioni di una vita diversa, senza mai impegnarsi in alcuna attività (I vitelloni, ’53), ora simbolo del fluire della memoria indietro nel tempo, al periodo della propria infanzia ed adolescenza, fra toni onirici e dilatazione fantastica (Amarcord, ’73), Fellini iniziò a lavorare, nel ’39, per la rivista umoristica Marc’ Aurelio. Già dai suoi disegni e dalle varie rubriche all’interno della testata, così come dall’attività di autore radiofonico presso l’ EIAR (la serie Cico e Pallina, andata in onda dal ’42 al ’43, interpreti Angelo Zanobini e Giulietta Masina, futura compagna di vita ed interprete di gran parte dei suoi film), si possono individuare i motivi salienti della successiva produzione cinematografica, ispirata più che dalla conoscenza di validi autori (dopo il lavoro di scrittura riguardo le battute di alcuni film con protagonista Erminio Macario, Fellini lavorò come sceneggiatore di pellicole quali Roma Città aperta, ’45, e Paisà, ’46, di Rossellini o In nome della legge, ’48, Pietro Germi) dalla profonda familiarità con ogni forma di cultura e spettacolo popolare.

VitelloneTutto ciò contribuì negli anni ad alimentare una costante malia immaginifica, che trovava alveo naturale, attraverso la macchina da presa, in un flusso continuo d’immagini, accompagnate dalle inconfondibili musiche di Nino Rota (collaborazione interrotta causa morte del compositore, nel’79, l’ ultima colonna sonora fu per Prova d’orchestra) e spesso visualizzate servendosi di una deformazione caricaturale, grottesca, in equilibrio fra coinvolgimento ed ironica presa di distanza.
Ho volutamente evitato di proporre il consueto elenco di opere nel dare forma al mio personale amarcord della figura di Fellini, preferendo citarne alcune e stimolando nei lettori il ricordo di altre, per una produzione che, pur nel mutare inevitabile dei tempi, ha mantenuto costante gli elementi più cari al grande Maestro, la fantasia e la capacità di fare spettacolo, senza mai dimenticare di volgere un occhio attento, fra toni sferzanti e sempre accompagnati da una impagabile lucidità, ad un tessuto sociale dove l’umanità appariva ormai ripiegata su se stessa, non più protesa verso i sogni più genuini, pur consapevole di dover tornare coi piedi per terra, ma in balia di luccicanti promesse per un viaggio nell’illusorietà che sembra non prevedere ritorno.

yrtyrtyRiguardo le iniziative per l’imminente ventennale, a Rimini, come scritto città natale di Fellini, è già in atto Fellinianno, evento inaugurato simbolicamente nel novembre 2012, costituito da tutta una serie di appuntamenti organizzati e promossi dal Comune, che hanno avuto ed avranno luogo per l’intero 2013.
In questa data vi è stata infatti l’apertura di una sala del Museo della Città riservata al Libro dei sogni, i due album originali su cui il regista ha appuntato e schizzato, dall’inizio degli anni sessanta al ’90, un inventivo repertorio di figure, circostanze e tematiche poi visualizzate nei suoi film (disponibile anche in versione digitale integrale, pubblicata con il titolo Il libro dei miei sogni dall’editore Mario Guaraldi).

DSC02452-web(1)Fellinianno ha poi visto nella scorsa estate vari spazi e luoghi della città, istituzionali e informali, protagonisti di avvenimenti ispirati dalla memoria felliniana: concerti, incontri, conversazioni, mostre, proiezioni, perfomance, balletti, momenti volti all’ approfondimento.
E così sarà nei mesi a venire, quando fra spettacoli in anteprima e riproposizioni, amici e collaboratori del Maestro s’avvicenderanno a studiosi del suo cinema per offrire ricordi e testimonianze. Inoltre all’interno di Fellinianno sarà inserita la nuova edizione di Amarcort film festival, kermesse dedicata ai cortometraggi.
Chi vuole visitare Rimini e intraprendere un itinerario nei luoghi cari al Maestro può cercare un hotel su http://www.info-alberghi.com/rimini.php

DSC02456-web borgo-fellini-rimini fellini-murales
Nelle foto (© info-alberghi.com) in chiusura articolo, alcuni scorci del Borgo San Giuliano di Rimini, uno dei luoghi prediletti da Federico Fellini.
Si notino i murales raffiguranti scene tratte da film del Maestro, come La voce della luna e La strada.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.