Un ricordo di Gigi Burruano

Gigi Burruano (tiscali.it)

Ci lascia Gigi Burruano (Maria Luigi Burruano, 1948), morto ieri, domenica 10 settembre, a Palermo, sua città natale, attore teatrale, cinematografico e televisivo il cui naturale carisma era permeato da una suggestiva combinazione di stravaganza e modestia, tanto nella vita privata quanto nel presentarsi in scena, con una recitazione acuta e defilata al contempo, nei modi, nei gesti, nelle espressioni, nello sguardo, in quel sorriso a volte sfottente, altre sospeso fra ironia e disincanto. Sono doti rese evidenti anche nelle sequenze più concitate e drammatiche, come quella che potete visionare subito dopo l’articolo, tratta da I cento passi di Marco Tullio Giordania, 2000: un amaro e violento confronto fra Luigi Impastato, interpretato appunto da Burruano, e il figlio Peppino, cui offre corpo e anima Luigi Lo Cascio, nipote dell’attore nella realtà.
Burruano iniziò ad interessarsi all’attività teatrale fin da ragazzino, assistendo alle recite di piazza, per poi calcare le scene a partire dagli anni Settanta, quando prese parte a spettacoli di cabaret dedicandosi in seguito al teatro dialettale in lingua siciliana (La coltellata, Palermo oh cara), esordendo nello stesso periodo sul grande schermo con L’amore coniugale, diretto nel 1970 da Dacia Maraini.

Ma la grande passione di Burruano restava sempre il teatro, tanto che al cinema farà ritorno quindici anni più tardi, con Pizza Connection di Damiano Damiani, cui seguirono altre piccole ma sempre intense prove recitative (Mery per sempre, 1989, Ragazzi fuori, 1990, ambedue di Marco Risi), alternate all’esperienza nella fiction televisiva (Il ricatto, 1989, La piovra 8- Lo scandalo, 1997).Cinema e televisione costituirono per l’attore la principale attività a partire dagli anni Novanta, offrendo in particolare un’intensa e commovente interpretazione nel citato I cento passi: il dolore rappreso, a stento trattenuto, che ne rallenta i movimenti corporali e pare ottundere la mente, di un padre che intuisce la “diversità” del figlio, ma allo stesso tempo  la teme, nella sottesa consapevolezza del suo infrangersi contro i mulini a vento costituiti dalle convenzioni e dalle varie forme di un “rispetto familistico” che tracima dall’alveo delle mura domestiche.  Fra gli alti film interpretati da Burruano, pescando all’interno di una filmografia comunque piuttosto variegata, si possono ricordare L’uomo delle stelle (Giuseppe Tornatore, 1995), Nowhere (Luis Sepúlveda, 2002), Il ritorno di Cagliostro (Ciprì e Maresco, 2003), Quo vadis, baby? (Gabriele Salvatores, 2005),  Il sangue dei vinti (Michele Soavi, 2008), Baarìa (ancora Tornatore, 2009), mentre riguardo i lavori televisivi, oltre quanto citato, L‘onore e il rispetto (Salvatore Samperi) e Raccontami, ambedue del 2006.

 

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