Milano, Fondazione Cineteca Italiana omaggia Pietro Germi e Claudia Cardinale

Pietro Germi (Globalist)

Ha preso il via mercoledì 28 marzo, per concludersi domenica 8 aprile, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, al Cinema Spazio Oberdan di Milano, un omaggio a Pietro Germi in dieci lungometraggi, regista (ma anche eccellente attore in molti film suoi e di altri) geniale ed eclettico ma ancora in attesa di una sincera e cosciente riscoperta, magari ponendo fine a quella distanza con la critica dovuta, scelte ideologiche a parte, sia al suo carattere scontroso che al non seguire i consueti canoni estetici, mantenendosi coerente con. la sua scelta di puntare sul “film di genere”. Nello spaziare dal melodramma alla commedia all’italiana, innovando quest’ultima con un inedito senso del grottesco, realizzò, soprattutto negli anni 50’ e 60’,  opere molto importanti, tutte coerenti con un punto di vista ibero e personale nel suffragare semplicità, chiarezza e sincerità di linguaggio. Fra i titoli di maggior successo (tutti presenti in rassegna), Il ferroviere, Sedotta e abbandonata, L’uomo di paglia, Divorzio all’italiana (Oscar per la sceneggiatura), Un maledetto imbroglio (dal romanzo di Carlo Emilio Gadda Quel pasticciaccio brutto de via Merulana), Signore & signori (Grand Prix al 19mo Festival di Cannes, 1966, ex aequo con Un homme et une femme di Claude Lelouch). Sempre a cura di Fondazione Cineteca Italiana, ma al MIC- Museo Interattivo del Cinema di Milano, da venerdì 30 marzo è iniziata, e si concluderà giovedì 12 aprile, la rassegna Claudia Cardinale. Diva d’autore, ideata per festeggiare l’ormai prossimo compleanno della celebre, brava ed affascinante attrice, nata a Tunisi e qui cresciuta nella comunità italiana.

Claudia Cardinale (Italia Post)

Eletta “la più bella italiana di Tunisi” nell’ambito di un concorso, nel 1957, Claudia Cardinale vinse un viaggio a Venezia, per prendere parte alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ed iniziare così una carriera nel mondo del cinema. Al 1958 risale il suo primo lungometraggio (Goha, Jacques Baratier), dopo l’esordio con Chaine d’or (1956), cortometraggio di René Vautier al quale l’attrice partecipò con le sue compagne di scuola. Una volta trasferitasi insieme alla famiglia a Roma, frequentò il Centro Sperimentale di Cinematografia ed ebbe il lancio definitivo grazie al successo del film I soliti ignoti di Mario Monicelli (1958), dando il via ad una carriera che prosegue tuttora in varie forme. L’omaggio offrirà una panoramica sui suoi più celebri film realizzati per grandi autori italiani: Luchino Visconti (Il Gattopardo e Rocco e i suoi fratelli), Federico Fellini (), Mauro Bolognini (Il bell’Antonio), Luigi Comencini (La ragazza di Bube), Sergio Leone (C’era una volta il West), Luigi Zampa (Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata), Damiano Damiani (Il giorno della civetta), inoltre, grazie alla preziosa collaborazione della Cinématèque Tunisienne, sono previste in cartellone le due citate e rare pellicole d’esordio.

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