Youngabout International Film Festival: intervista ad Angela Mastrolonardo e Laura Zardi

La mia partecipazione, e collaborazione, nell’ambito della XII Edizione di Youngabout International Film Festival (Bologna, 16-28 marzo) si è rivelata piuttosto proficua e stimolante, tanto da un punto di vista umano che professionale, avendo potuto constatare personalmente la rilevanza del valore pedagogico che può assumere il cinema nei confronti delle giovani generazioni, coinvolgendole e sostenendole in un concreto percorso formativo volto a raggiungere una proficua capacità di discernimento. Ho anche potuto assistere alla proiezione di film, non sempre favoriti dalla consueta distribuzione, davvero pregevoli nella loro realizzazione complessiva, oltre che ad una serie di eventi culturalmente rilevanti, come già ho avuto modo di scrivere sulle pagine del blog nei giorni scorsi. Nella giornata conclusiva del festival, mercoledì 28 marzo, dopo il coinvolgente Cineconcerto che ha visto esibirsi al Cinema Odeon la Compagnia di Arte Drummatica di fronte ad un pubblico entusiasta di bambini ed adolescenti, ho avuto modo d’intervistare le due curatrici della kermesse cinematografica bolognese, Laura Zardi ed Angela Mastrolonardo, che ringrazio per la cortese disponibilità.

Un bilancio sulla XII Edizione di Youngabout International Film Festival

Angela Mastrolonardo, Laura Zardi, Antonio Falcone

AM “Siamo davvero molto contente, avevamo puntato sui film come ospiti d’eccezione del festival e i titoli proposti sono molto piaciuti alle scuole, e questo per noi è particolarmente importante, quindi agli alunni, agli insegnanti, ma anche agli spettatori delle proiezioni serali, non scolastiche, con un grande apprezzamento al riguardo del film Dancer. Certo, per molte proposte il pubblico appare ancora un po’ scettico, non conoscendo bene la tipologia di cinematografia proposta, ma confidiamo negli anni a venire di avere una maggiore eterogeneità di spettatori, così che quanto offerto alla visione possa essere definitivamente compreso”.

LZ “Gli eventi collaterali che abbiamo organizzato sono andati tutti molto bene, con una grande partecipazione del pubblico, i nostri ospiti sono rimasti soddisfatti, ed anche questo ci ha reso molto contente”.

AM “Vorrei sottolineare al riguardo il riscontro avuto dal Premio Angelo Vassallo, conferito al giovane Elia Minari, autore del libro Guardare la mafia negli occhi (Rizzoli), molto bravo a coinvolgere le persone presenti, e il documentario Voce di Pollica proiettato nell’occasione, cui è andata una Menzione Speciale, dedicato alla memoria di Angelo Vassallo e girato da un gruppo di ragazzi del Liceo Classico Minghetti, di Bologna, che è piaciuto moltissimo perché ha saputo contestualizzare la città dove viveva il sindaco Vassallo”.

Riprendendo quanto detto prima da Angela, in questi giorni, parlando  con gli insegnanti ed assistendo alle varie proiezioni, ho potuto constatare come i ragazzi, almeno inizialmente, possano sembrare intimoriti tanto dalla visione in sala quanto dalla proposta di titoli particolari, poi però appaiono interessati e certo incuriositi. Quanto l’Italia è orfana di una concreta cultura, cinematografica nello specifico, e cosa  proporre ancora per far si che le nuove generazioni, anche all’interno del percorso scolastico, possano apprendere cos’è il cinema, le sue modalità di realizzazione e le tante varietà di proposte, al di là della ordinaria programmazione che offre il consueto circuito?

AM “Credo che gli adolescenti, il loro mondo, siamo molto sottovalutati nel nostro paese, occorre invece sapere come stimolarli, dare dimostrazione di credere in loro e nelle loro capacità: solo cosi si lasciano andare, rendendone possibile il coinvolgimento. Lo possiamo constatare nel corso che insieme a Laura organizziamo per preparare la giuria nei due mesi precedenti l’inaugurazione del festival: i ragazzi vengono stimolati attraverso la visione di una cinematografia cui non sono davvero abituati, così da arrivare a valutare le opere proposte con una certa preparazione. Son d’accordo con te, i ragazzi, delle superiori o delle scuole medie, dopo la proiezione rimangono un po’ basiti, ma poi  si rendono conto di scoprire una cinematografia che altrimenti non avrebbero modo di conoscere e si sentono quindi veramente coinvolti”.

LZ “Di tutto questo abbiamo una prova pratica nelle recensioni che i ragazzi scrivono sui film che vedono all’interno delle nostre rassegne o del festival, da cui è possibile comprendere come i ragazzi possano ancora scrivere, parlare di sentimenti, di emozioni, anche perché i film, per come sono girati, per i contenuti ma sopratutto per la forma, rendono protagonisti i bambini, i ragazzi, gli adolescenti, il loro mondo e le loro problematiche. Riescono quindi a coinvolgerli, emotivamente, per cui, quando vengono giustamente stimolati, come diceva Angela, mettono in atto cose che erroneamente si pensa non siano più in grado di fare, come appunto scrivere recensioni bellissime, una volta superato lo scoglio di affrontare la visione di un prodotto nuovo, per loro diverso”.

Forse ancora è presto, ma la classica domanda finale è d’obbligo: progetti futuri per Youngabout?

AM “Speriamo di continuare ad avere la forza fisica per proseguire, ma anche le risorse per poterlo organizzare, perché, pur essendo abituate ormai da anni a stringere la cinghia, il tutto risulta molto faticoso… Vorremmo lasciare un’ eredità: ci sono tanti ragazzi e tante ragazze di valore, veramente bravi, anche laureati al DAMS, che ci piacerebbe coinvolgere, offrendo loro la possibilità di un lavoro, ma  al momento, con le risorse a disposizione, davvero non ci riusciamo.”

Sarebbero necessari degli investimenti maggiori?

LZ “Si, cosi da prevedere un compenso per il loro lavoro, altrimenti saremo sempre e solo noi ad essere disponibili, con tutte le eventualità di impegni personali e familiari. Siamo però molto contente della collaborazione delle classi coinvolte nei progetti scuola- lavoro, che si sono impegnate con entusiasmo, per esempio la classi di grafica che hanno preparato i cartelloni o quelle che hanno collaborato attivamente con noi, seguendo tutto il festival.”

AM Abbiamo offerto a questi ragazzi la formazione, che è qualcosa di veramente prezioso, gratuita, per due mesi, ricevendo in cambio una mano concreta nell’organizzazione e poi ci hanno dato conferma della loro crescita, partecipando così ad un cambiamento straordinario dal primo incontro ad oggi.”

Tante soddisfazioni, che compensano i molti sacrifici

LZ “Certo, anzi al riguardo volevo evidenziare come quest’anno abbiamo avuto in giuria un ragazzino della prima superiore che seguiva le nostre rassegne fin da quando frequentava le elementari e noi ci siamo ricordate delle sue recensioni, dei premi vinti grazie alla qualità della sua scrittura … Un episodio davvero molto bello, significativo. ”

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