Milano: prende vita il progetto “CIACK”, la magia del cinema come terapia per le malattie neurodegenerative

Avrà inizio oggi, venerdì 12 ottobre, la sperimentazione del nuovo progetto CIACK – Curare Attraverso il Cinema Kreativo, promosso da Fondazione Cineteca Italiana, Medicinema Italia Onlus, Centro di Neuropsicologia Cognitiva ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda e Istituto Don Gnocchi, che intende offrire benessere e sollievo alle persone affette da malattie con deterioramento cognitivo (morbo di Alzheimer), così come a coloro che le assistono nell’ambito del contesto familiare,  attraverso  un uso innovativo del materiale filmico d’archivio, inteso quale strumento di cura alla memoria e di assistenza al malato: specifici montaggi di immagini d’archivio con accompagnamento musicale rivelano infatti uno straordinario potere terapeutico.Da ricerche scientifiche svolte è emerso che la terapia di sollievo con l’utilizzo del cinema e della cultura permette di formulare un percorso psicologico di supporto alla malattia, con ricaduta positiva sulle persone beneficiarie: da queste sperimentazioni prende spunto il progetto CIACK, focalizzandosi in questo caso sulle malattie neurologiche, in particolare sul morbo di Alzheimer, considerando che solo in Italia circa 700.000 persone devono convivere con questa patologia e ogni anno sono circa 8.000 i nuovi casi stimati.

(WebConnect.it)

Il cinema quale suggestiva macchina del tempo, nonostante l’inesorabile fluire di quest’ultimo, capace con il suo afflato incantato di riunire più generazioni all’interno di un sogno condiviso, si rivela dunque  uno scrigno di memorie dal valore inestimabile e il suo utilizzo volto a finalità curative si concreta in un passo davvero importante.
La prima fase del progetto CIACK prevede la collaborazione di 50 volontari, selezionati da Fondazione Cineteca Italiana, che parteciperanno a 3 appuntamenti a partire da oggi, venerdì 12 ottobre, al MIC – Museo Interattivo del Cinema; ad ogni incontro sarà loro richiesto di visionare circa 75 minuti di filmati d’archivio e compilare un questionario qualitativo redatto dal Centro di Neuropsicologia Cognitiva ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, così da comprendere le reazioni scaturite dalla visione dei montaggi nel pubblico.

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