Chiara Francini, “scrivere è l’atto più coraggioso ed incosciente che ho fatto nella mia vita”

Chiara Francini, Rossella Scherl

La presentazione del suo secondo romanzo, Mia madre non lo deve sapere, che segue all’opera d’esordio, Non parlare con la bocca piena, di un anno precedente (entrambi usciti per i tipi della Rizzoli), che si è svolta ieri, giovedì 29 novembre, alla Libreria Mondadori di Siderno (RC), coordinata da Rossella Scherl, è stata l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con l’autrice, Chiara Francini, e conoscere così una gran bella persona, ironica ed autoironica, spontanea, diretta, capace d’ infondere un’energica vitalità.

Chiara Francini, Antonio Falcone (foto di Rossella Scherl)

Chiara, come nasce in te il desiderio di dedicarti alla scrittura?
Nel leggere i tuoi romanzi l’impressione avuta è che tu abbia avvertito l’esigenza di narrare il tuo modo d’essere, la tua personalità, il tuo atteggiamento di fronte agli eventi,  osservando la realtà attraverso la lente dell’ironia, delineando mano a mano la tua visione del mondo, dei vari accadimenti …

Sì, è vero, assolutamente. È proprio così, scrivere mi piace molto, perché mi dà l’opportunità di far vedere anche tutta una serie di colori e di sfumature che in altri modi sarebbe difficile far trasparire ed è come, dicevo nel corso della presentazione, l’atto più coraggioso ed incosciente che ho fatto nella mia vita, perché scrivere significa veramente mettersi di fronte ad un pubblico e dire ecco, io sono questa qua, amatemi… Ovviamente tutti gli autori scrivono di ciò che sono e di ciò che vedono,  e sicuramente l’ironia è una parte fondamentale della mia vita e credo sia anche una parte fondamentale della mia felicità…
Quando riesco ad essere felice”.

(Foto di Rossella Scherl)

Dai libri al piccolo schermo … Mi piacerebbe soffermarmi insieme a te sul personaggio di Perla, fra i protagonisti della fiction Non dirlo al mio capo, penso che vi sia molto di te, della tua persona, nel ritrarre una donna moderna, determinata e volitiva, che, è riuscita a conquistare indipendenza, autodeterminazione, ma anche il perseguimento di un  sogno d’amore,  adattato quest’ultimo  alle proprie esigenze…

“Certamente, infatti, Perla è molto amata perché in realtà Perla quando critica la donna non critica la donna in sé, bensì il ruolo che tende ad assumere. E’ sempre profondamente vera, caustica, è un po’ la donna che tutte vorrebbero essere ed è l’amica che tutte vorrebbero avere perché ti dice la verità, e te la dice in maniera solo apparentemente brutale, perché la sua caratteristica fondamentale è quella di essere profondamente ironica e quindi molto divertente”.

Hai debuttato come attrice teatrale, per poi lavorare in televisione e al cinema, fino all’esordio nella scrittura. Fra queste realtà, in quali ti trovi maggiormente a tuo agio?

(Amazon)

“Guarda è un po’ come l’amore di una madre per i figli,  che si moltiplica ma non si divide… In realtà  ogni cosa che tocco la faccio credendoci profondamente… Sicuramente la scrittura è qualcosa che fai in maniera indipendente, mentre il teatro è un qualcosa che ti restituisce in maniera immediata quello che è l’affetto del pubblico, le sue reazioni; il cinema, poi, è un qualcosa di più complesso e, soprattutto, per fare il cinema vi è bisogno di un certo numero di persone, quindi è più un affidarsi… Però, ecco, tutte sono forme d’arte che mi soddisfanno in maniera equa”.

Soffermandoci sul il cinema, ti ritieni soddisfatta dei ruoli interpretati finora o ti piacerebbe dare vita a qualcosa di diverso? Mi sovviene, per esempio, la parte che hai avuto nel film di Spike Lee, Miracolo a Sant’Anna

(Amazon.it)

“Il fatto è che il cinema è sempre più piccolo … I ruoli femminili sono sempre risicati, si cade spesso nello stereotipo …
E allora, come soluzione, ho scritto un romanzo dal quale trarre un film…”

Il che offre lo spunto per la classica domanda finale: progetti per il futuro?

“Sto scrivendo il mio terzo romanzo e sono al lavoro su una pièce teatrale, cinema e televisione troveranno spazio senz’altro, ma la scrittura occuperà sempre un posto speciale, anche perché il mio nuovo lavoro proporrà qualcosa di diverso da quanto scritto finora …”

 

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