Torino Film Festival, anticipazioni sulla 38ma edizione

(Wikipedia)

“Allo stato attuale delle cose, il Torino Film Festival diventa un articolato progetto culturale per il web che non deve disturbare la filiera della distribuzione e non sarà una semplice trasposizione online. La speranza di riuscire a tornare in sala al più presto è fortissima e se così sarà faremo proficuamente coesistere le due opportunità in un progetto di svolta”.
Con queste parole ha esordito qualche sera fa Stefano Francia di Celle, direttore del Torino Film Festival, ai microfoni della trasmissione radiofonica di Rai 3 Hollywood Party, di cui era ospite insieme ad Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Sollecitati dai conduttori Steve Della Casa ed Alessandro Boschi, Stefano Francia ed Enzo Ghigo hanno fatto il punto su che cosa significhi pensare e organizzare un festival cinematografico, il terzo in Italia per importanza, in un momento come questo.
“Di fronte all’alternativa di far saltare il festival per gli enormi problemi del momento attuale abbiamo deciso di reinventarci – ha continuato Stefano Francia di Celle – ponendoci come massima preoccupazione il rispetto del lavoro dei produttori, dei distributori e degli esercenti che vogliamo promuovere. Le sezioni saranno rafforzate e semplificate ed è stato ridotto il numero dei film; ho voluto dare una forte impronta al femminile, confermando l’adesione al protocollo per la parità di genere. Rafforzeremo la vocazione del festival per la creatività giovanile con il ritorno della sezione di cortometraggi internazionali impreziosita dal premio Rai Cinema Channel”.

 “Per il Museo Nazionale del Cinema è una sfida veicolare il Torino Film Festival con un meccanismo nuovo – ha sottolineato Enzo Ghigo– con la speranza forte di poter ritornare in sala, è la cosa a cui si tiene di più, perché solo lì le pellicole creano quel pathos particolare, è lì che il miracolo del cinema si compie.
Nel caso riuscissimo ad avere i cinema aperti, la nostra idea è di coinvolgere un alto numero di sale cittadine, oltre una decina, per fare un festival diffuso sul territorio”.
“Il Museo Nazionale del Cinema non può fermarsi anche in un momento difficile e pieno di incognite come questo
– ha affermato Domenico De Gaetano, direttore del Museo.
Ha un dovere morale e culturale sia nei confronti degli enti che lo sostengono sia nei confronti del pubblico che in questi anni ha creduto in noi. Per questo motivo ci siamo da subito attivati per valutare tutte le opzioni, non solo per il TFF, ma anche per gli altri festival, il Cinema Massimo e il museo alla Mole. Una progettualità che portiamo avanti in sinergia con le istituzioni del territorio e in coordinamento con il mondo culturale piemontese”. (Fonte: comunicato stampa TFF)

 


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