Collaborazione fra Cineteca Milano e la 74ma edizione del Locarno Film Festival per la retrospettiva su Alberto Lattuada

Alberto Lattuada (Ecodelcinema)

Cineteca Milano collaborerà alla 74ma edizione del Locarno Film Festival (4-14 agosto) con alcune preziose pellicole d’epoca e digitalizzazioni provenienti dal proprio archivio che comporranno la retrospettiva del festival dedicata ad Alberto Lattuada, voluta dal nuovo direttore artistico Giona A. Nazzaro e curata da Roberto Turigliatto. Fondatore, insieme a Luigi Comencini, della Cineteca milanese nel 1947, il regista ed architetto lombardo, appassionato di fotografia, nei suoi oltre 40 film è stato un acuto e polemico osservatore della realtà contemporanea, rivelandosi quale autore particolarmente attento alla composizione visiva e nel rappresentare con viva sensibilità la psicologia dei personaggi, femminili in particolare. Nell’ambito dell’omaggio ad Alberto Lattuada che il 74mo Locarno Film Festival dedicherà al regista milanese, Cineteca Milano presenterà tre copie d’epoca: La steppa (1962) dal racconto omonimo di Anton Cecov, la favola ecologica Oh, Serafina! con Renato Pozzetto (1976) e il corto La nostra guerra (1945). Digitalizzati e restaurati da MIC Lab di Cineteca in programma a Locarno anche una delle poche commedie girate interamente da Lattuada a Milano, L’ amica (1969), con una eccezionale Lisa Gastoni e, in prima visione mondiale, La grande adozione di Lodi, una raccolta di ciak mai visti dei sopralluoghi di un film non realizzato, che contiene 40’ di girato, ad opera di Alberto Lattuada e del direttore della fotografia Alfio Contini. Durante Locarno 74 si terrà poi una tavola rotonda condotta dal Direttore della Cineteca di Milano Matteo Pavesi, che approfondirà l’autore Alberto Lattuada attraverso l’analisi dei romanzi di letteratura russa da cui sono stati tratti gli adattamenti di alcuni film del regista lombardo (Il cappotto, Cuore di cane, La steppa). Dal 4 agosto inoltre l’omaggio a Lattuada raddoppierà: in contemporanea con il Festival infatti sul sito di Cineteca Milano sarà disponibile in streaming gratuito Nell’archivio di Alberto Lattuada, una preziosa collezione di dieci clip che attingono ai materiali e all’inestimabile archivio privato che il regista depositò in Cineteca nel 1998, attraverso le quali vengono prese in esame, in modo diacronico, temi e fasi della carriera del regista, a partire dalla passione cinefila e cinetecaria fino alle pellicole della maturità, espressione di un cinema frizzante, colorato e popolare.

Lattuada sul set di Luci del varietà mostra il copione a delle comparse

Il tratto più significativo che emerge da questa ricognizione in pillole di una vicenda artistica lunga più di quarant’anni, è certamente il suo dispiegarsi, in modo disinvolto e sempre curioso, tra le polarità, apparentemente opposte, di un cinema mediato da riferimenti culturali colti (la grande narrativa occidentale, il melodramma, la pittura italiana di fine Ottocento) ma, d’altro canto, sensibilissimo e anzi affascinato dal richiamo della cultura popolare, sia essa la tradizione del melodramma o la più aggiornata estetica del fotoromanzo. Ecco il contenuto delle clip in breve:1) In principio era il cinema: le origini cinetecarie di Lattuada, la sua cinefilia, gli echi del cinema classico nella sua stagione calligrafica. 2) Luci di Cinecittà: Lattuada, il cineromanzo, il fotoromanzo, un percorso di andata e ritorno tra testi filmici e rotocalchi. Spesso ridotti e adattati per il formato del cineromanzo popolare, i film di Lattuada diventano essi stessi, specie a partire dagli anni Sessanta, dei coloratissimi fotoromanzi. 3) Fotografando Anna: il primo, grande successo di Lattuada è il frutto di un’abile lavoro sulla figura attoriale e divistica di Silvana Mangano. 4) Un regista si volta: partecipando al film collettivo L’amore in città (1953), ideato da Cesare Zavattini, Lattuada impiega le tecniche tipiche del pedinamento neorealista ma aprendole ad una divertita prospettiva di costume da rotocalco popolare.5) Reinventare l’attore: per tutta la sua carriera, a partire dal lontano caso de Il cappotto (1952), Lattuada ha reinventato attori, utilizzando per ruoli inconsueti e “seri” interpreti presi dallo spettacolo leggero o dal cabaret. Renato Pozzetto e Cochi Ponzoni sono, a tal proposito, esemplari. 6) Dolci inganni, il regista e il censore: Lattuada apre gli anni Sessanta con un film controverso e tormentato. Dolci inganni, che precorre anni di grandi rivolgimenti nei costumi degli italiani, diventa il caso esemplare, pur se non il primo, dei rapporti tra il regista milanese e la censura.

Lattuada sul set del film La cicala, con Virna Lisi e Clio Goldsmith


7) I film nel cassetto: l’archivio privato che Lattuada ha depositato nel 1998 in Cineteca è ricco di inediti e progetti abbozzati e non realizzati, come del resto è naturale in una così lunga attività nel mondo dei film. In questa clip si presentano una sceneggiatura americana mai giunta a compimento (The Deb) ed un filmato altrettanto inedito (il citato La grande adozione di Lodi). 8) Il vizio dell’arte: oltre ad essere un regista di grande successo, Lattuada è un innamorato della grande tradizione narrativa (specie ottocentesca) e lui stesso narratore e saggista. La scrittura e la sua messa in scena sullo schermo in raffinate immagini sono quello che il regista milanese ha spesso definito il suo “vizio dell’arte”. 9) Il fascino pop del fotoromanzo: il cinema di Lattuada è una protratta relazione intertestuale con la letteratura popolare e illustrata. A un certo punto della sua parabola, anzi, esso finisce per assumerne, in un divertito gioco intellettuale, gli umori e lo stile. 10) Le carriere di un libertino: alcuni film chiave per entrare nel mondo eclettico e spregiudicatamente “laico” (nel senso più ampio del termine) del cinema di Alberto Lattuada. Infine, grazie al gemellaggio siglato tra Cineteca Milano e Cinema & Gioventù, iniziativa organizzata da Castellinaria – Festival del cinema giovane di Bellinzona, sono stati selezionati 10 giovani provenienti da Milano che faranno parte della giuria dei giovani nell’ambito della 74ma edizione del Locarno Film Festival, ed assegneranno vari premi ai film dei Concorsi ufficiali, assisteranno alle proiezioni del programma ufficiale, incontreranno personalmente professionisti del cinema, frequenteranno lezioni introduttive sul linguaggio cinematografico organizzate esclusivamente per loro e avranno accesso alle varie manifestazioni collaterali del Festival.


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