Venezia 71: Leone d’Oro a Roy Andersson per “A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence”

Roy Andersson (tg24.sky.it)

Roy Andersson (tg24.sky.it)

Un po’ a sorpresa rispetto alle indiscrezioni trapelate nel corso della giornata odierna, sabato 6 settembre, il Leone d’Oro della 71ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, secondo il verdetto espresso dalla Giuria presieduta da Alexandre Desplat e composta da Joan Chen, Philip Gröning, Jessica Hausner, Jhumpa Lahiri, Sandy Powell, Tim Roth, Elia Suleiman, Carlo Verdone, è stato conferito al regista svedese Roy Andersson per A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence. Il Leone d’Argento per la migliore regia è andato a Andrei Konchalovski (The Postman’s White Nights), mentre Hungry Hearts di Saverio Costanzo vede premiati i suoi protagonisti, Alba Rohrwacher e Adam Driver, con la Coppa Volpi per la miglior interpretazione.
Gran Premio della Giuria a The Look of Silence di Joshua Oppenheimer, documentario sul genocidio in Indonesia conseguente al colpo di stato del 1965, come il precedente The Act of Killing, che riconferma la vitalità del genere dopo il Leone d’Oro alla Mostra dello scorso anno conseguito da Gianfranco Rosi con Sacro Gra, oltre a dimostrare l’interesse, tra l’altro apertamente dichiarato, dei giurati verso opere idonee a descrivere la difficile realtà che stiamo vivendo, o a ricordare gli orrori che abbiamo vissuto, con uno stile narrativo del tutto personale, alternando realismo, stupore e toni poetici.

Alba Rohrwacher (ansa.it)

Alba Rohrwacher (ansa.it)

Nella sezione Orizzonti troviamo un altro riconoscimento per i nostri colori, il Premio Speciale della Giuria (presieduta da Ann Hui e composta da Moran Atias, Pernilla August, David Chase, Mahamat-Saleh Haroun, Roberto Minervini, Alin Tasçiyan) conferito a Belluscone-Una storia siciliana di Franco Maresco. Passati quasi sotto silenzio i film americani e francesi (a parte per questi ultimi il Premio Mastroianni conseguito da Romain Paul per la sua interpretazione in Le dernier coup de marteau, Alix Delaport), così come Il giovane favoloso di Mario Martone e Anime Nere di Francesco Munzi.
Ma se nel primo caso non vi è stato forse un vero e proprio colpo d’ala, il nostro cinema non ne esce propriamente sconfitto, anzi ha dimostrato, tanto in Concorso che nelle altre sezioni, la volontà, ci si augura definitiva, di rompere i comodi schemi in cui si era tranquillamente adagiato e proporre, con un filo ideale rivolto alle migliori opere del passato, un rinnovamento che ha il punto di partenza nella riscoperta dei generi e nella loro inedita caratterizzazione.
Ora, riprendendo le parole del Presidente di Giuria Alexandre Desplat e della brava conduttrice della cerimonia di premiazione, Luisa Ranieri, la parola passa agli spettatori (sperando in una buona distribuzione dei titoli presentati alla Mostra, vincitori e non), a loro il compito di garantire la vitalità del cinema, la sua valenza culturale e non solo d’intrattenimento, al di là della cornice festivaliera.

Manifesto_71MIACLeone d’Oro per il miglior film: Roy Andersson, A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence. Leone d’Argento per la migliore regia: Andrei Konchalovski (The Postman’s White Nights). Gran Premio della Giuria: The Look of Silence (Joshua Oppenheimer). Premio Speciale della Giuria: Sivas (Kaan Mujdeci). Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Adam Driver (Hungry Hearts, Saverio Costanzo). Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Alba Rohrwacher (Hungry Hearts, Saverio Costanzo). Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente: Romain Paul (Le dernier coup de marteau, Alix Delaport). Premio Osella per la migliore sceneggiatura: Rakhshan Banietemad e Farid Mostafavi per Tales (Ghesseha, Rakhshan Banietemad). Leone del futuro – Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis: Court (Chaitanya Tamhane). Premi Orizzonti: Miglior Cortometraggio, Maryam (Sidi Saleh (Indonesia); Migliore interpretazione maschile, Emir Hadžihafizbegović (These are the Rules, Ognjen Svilicic); Premio speciale della Giuria: Belluscone-Una storia siciliana (Franco Maresco); Miglior Regia, Naji Abu Nowar (Theeb); Miglior film: Court (Chaitanya Tamhane). Premio Venezia Classici per il Miglior Documentario sul Cinema: Animata Resistenza (Francesco Montagner, Alberto Girotto).

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