Bologna, l’energia trascinante di “Youngabout International Film Festival”

Salvatore Cascio, “Nuovo Cinema Paradiso”

Convinto da sempre del valore pedagogico che può assumere il cinema nei confronti delle giovani generazioni, coinvolgendole e sostenendole in un concreto percorso formativo volto a raggiungere una proficua capacità di discernimento, nel corso della mia attività ho cercato di dare risalto sulle pagine del blog alle principali manifestazioni cinematografiche che all’interno della loro programmazione offrono a bambini e ragazzi  validi progetti e stimolanti proposte. Trovandomi a Bologna per trascorrere le festività natalizie in compagnia di mia sorella e del suo compagno, ho avuto quindi modo di conoscere Laura Zardi ed Angela Mastrolonardo, curatrici di Youngabout International Film Festival, manifestazione nata nel 2007 dedicata al cinema contemporaneo di qualità e volta a privilegiare il pubblico dei giovani, degli adolescenti, con aperture su arti visive, nuove tecnologie e produzioni televisive, la cui ideazione ed organizzazione fanno capo all’Associazione culturale Gli anni in tasca-Il cinema e i ragazzi, di concerto con istituzioni locali e nazionali ed altre realtà associative e culturali.

E’ stato un incontro piuttosto proficuo, in quanto mi ha consentito di conoscere due persone estremamente gentili e disponibili, entusiaste nel portare a compimento quella che può certo definirsi una meritoria missione culturale, oltre a farmi comprendere come  dalla sua nascita il Festival, nonostante le tante difficoltà soprattutto di tipo economico (i finanziamenti da parte di Regione e Comune non sono mancati e continuano ad esserci, ma non sempre hanno consentito una crescita esponenziale allo sforzo profuso nel metterne in atto tutte le potenzialità),  abbia intrapreso una profonda attività di ricerca all’interno delle culture giovanili, privilegiando nel corso degli anni quelle pellicole, spesso trascurate dal consueto canale distributivo, attente a tematiche relative alla realtà formativa dei più giovani, alla loro sensibilità, prendendo le distanze da qualsivoglia visione stereotipata al riguardo e non dimenticando problematiche sociali ed ambientali.

L’entusiasmo di Laura ed Angela si è palesato estremamente coinvolgente nel descrivermi la nascita di Youngabout come una costola della rassegna Un film nello zaino, sorta precedentemente e che ha seguito un percorso autonomo, ma adesso, considerata la finalità d’intenti e la necessità di concentrare le proposte culturali in un determinato arco temporale, favorendone così la fruizione da parte degli spettatori, le due manifestazioni hanno trovato confluenza in un unico progetto, coinvolgendo bambini dai 4 ai 12 anni e ragazzi dai 13 ai 20 anni. La proiezione dei film resta il cuore pulsante della kermesse, nella capacità di riunire opere provenienti da vari paesi ed offrire così diversi punti di vista e differenti espressività emozionali nell’affrontare le suddette tematiche, con l’impiego di linguaggi e stili quanto mai diversificati, che spaziano dalla fiction all’animazione, passando per il cinema di denuncia e di impegno civile. Piuttosto rilevante poi, anzi vera e propria forza trainante, il proficuo coinvolgimento dei ragazzi all’interno della macchina organizzativa, il loro inserimento in specifici percorsi formativi, idonei a fargli comprendere e valutare il linguaggio proprio della Settima Arte.

Da segnalare al riguardo il concorso indetto all’interno del Liceo Artistico Arcangeli così da scegliere l’immagine per la XII Edizione (16-28 marzo), quello rivolto alla migliore recensione (con festa di premiazione in programma a maggio), senza dimenticare il Percorso sulla legalità inteso a preparare il conferimento del Premio Angelo Vassallo, dedicato al sindaco di Pollica ucciso nel settembre del 2010 in un attentato di presunta matrice camorristica; il suddetto riconoscimento quest’anno sarà assegnato ad Elia Minari, autore del libro Guardare la mafia negli occhi (Rizzoli), mentre verrà conferita una Menzione Speciale ad un gruppo di studenti del Liceo Classico Minghetti di Bologna, coordinati dall’insegnante Cristina Marchesini, autori di un mediometraggio-documentario dedicato alla memoria di Vassallo. E comunque l’attività di Youngabout, mi spiegano con fervore Laura ed Angela, non si ferma  a quei giorni in cui il festival va in scena, visto che il progetto coinvolge 50 istituti nel corso dell’intero anno scolastico attraverso laboratori di filmologia comparata intenti al confronto fra modalità espressive diverse, andando a collegare la visione di un film con testi scritti o illustrati e con opere d’arte figurativa.

Non mancano poi workshop per la produzione di fiction e cortometraggi d’animazione tramite disegni e materiali vari, a cura di esperti che collaborano con l’associazione Gli anni in tasca, all’interno di centri culturali e scuole, mirati interventi didattici con l’applicazione dei metodi maggiormente opportuni per far sì che i ragazzi possano entrare a contatto la propria emotività più intima e profonda, fino a giungere alla valorizzazione di un personale gusto estetico; Youngabout si sostanzia  dunque come una felice e concreta realtà, idonea, riprendendo in chiusura quanto espresso ad inizio articolo,  a rendere fattivo il coinvolgimento delle nuove generazioni al fascino imperituro della cinematografia, offrendo loro l’occasione di volgere uno sguardo più attento alla continua e veloce evoluzione cui è soggetta la realtà che li circonda, nella condivisione di problematiche, aspettative ed un maturo senso di inedita speranza per il futuro.

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