Milano: Let’s Dance! CineBalli sulla terrazza del MIC-Museo Interattivo del Cinema

“In realtà il mio sogno è sempre stato quello di saper ballare bene. Flashdance si chiamava quel film che mi ha cambiato definitivamente la vita. Era un film solo sul ballo. Saper ballare…e invece alla fine mi riduco sempre a guardare, che è anche bello, però…è tutta un’altra cosa”. (Nanni Moretti, Caro diario, 1993)

(MyMovies)

Nei giorni 28 agosto, 5 ed 11 settembre, a partire dalle ore 20.30, al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano, Fondazione Cineteca Italiana presenterà Let’s Dance!, tre appuntamenti speciali con i CineBalli sulla terrazza del MIC per ballare senza sosta con animazione dal vivo, un evento che nasce sulla scia del successo conseguito dai CineKaraoke promossi dalla Cineteca durante la rassegna estiva Estate Tabacchi: nel corso della proiezione durante le scene di ballo gli spettatori saranno invitati a prendervi parte, mettendo in campo delle vere e proprie sfide che vedranno premiati i più scatenati con gadget e biglietti omaggio per le successive proiezioni. Il programma prenderà il via mercoledì 28 agosto alle ore 20.30, quando sarà proiettato un montaggio con le più celebri sequenze cinematografiche di balli, dal tango di Profumo di donna, ai balli di gruppo di Mamma mia, passando per i meravigliosi pezzi di Moulin Rouge e tanti altri ancora, così da andare incontro a tutti i gusti musicali.

Si proseguirà giovedì 5 settembre, alle ore 20.30, con Dirty Dancing (1987, Emile Ardolino), intramontabile storia d’amore che ha fatto sognare intere generazioni e che ha per protagonisti l’affascinante Johnny Castle (Patrick Swayze)  e la timida Frances Baby Houseman ( Jennifer Grey). Chiusura col botto, come si suole dire, mercoledì 11 settembre, sempre alle ore 20.30, con La La Land (2016) di Damien Chazelle, film idoneo a mandare in solluchero i tanti inguaribili romantici ancora in trincea (sì, scrivente incluso), inclini a compenetrarsi in una suggestiva e poetica atmosfera, volta a  coniugare fantasia e realtà, raziocinio e sentimento, all’interno di una plausibile, drammatica, concretezza, offrendo in definitiva inedito senso alle nostre esistenze sempre più standardizzate in virtù di un’ammaliante confluenza fra arte  e vita, “nello splendore del Cinemascope e del Technicolor”.


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