Roma, Museo dell’Ara Pacis:in corso la mostra “C’era una volta Sergio Leone”

Come ho già avuto modo di scrivere in altri articoli a lui dedicati, Sergio Leone è stato tra i pochi registi capace di prenderti per mano e portarti con sé, così da farti entrare, senza alcuna forzatura,  nel suo universo, costruito ed idealizzato a misura cinematografica, ricco certo di varie influenze, ma adattato alla propria visione delle cose, nella cinica consapevolezza della direzione presa dall’ universo. E’ riuscito infatti a farci credere che quanto andava a visualizzarsi sullo schermo fosse il “vero” western, perché ciò che appariva coincideva con quanto immaginato quando con i tuoi amici si giocava “a fare i cowboys”… Sparatorie cruente ed eroi immortali, pronti a rialzarsi (sorpresa!) anche se colpiti al cuore dalle pallottole di un fucile e nella mente dalla nenia di un carillon o, ancora, persi nel miraggio folle di una facile ricchezza, intenti ad una caccia al tesoro mentre nei dintorni impazza la Guerra Civile. E come dimenticare l’ eguale respiro epico nel narrare contemporaneamente l’epopea del West e il suo tramonto, o la visualizzazione di quanto detto da Mao, “la rivoluzione non è un pranzo di gala”… dopo il successo dello scorso anno alla Cinémathèque Française di Parigi, istituzione co-produttrice dell’allestimento romano insieme alla Fondazione Cineteca di Bologna, giunge ora a Roma, al Museo dell’Area Pacis, la mostra C’era una volta Sergio Leone, inaugurata lo scorso martedì, 17 dicembre, e visitabile fino al 3 maggio, promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali per celebrare i 90 anni dalla nascita e i 30 dalla scomparsa del regista. 

Sergio Leone ( IMDb)

L’esposizione risulta suddivisa in diverse sezioni: Cittadino del cinema, Le fonti dell’immaginario, Laboratorio Leone, C’era una volta in America, Leningrado e oltre, dedicata all’ultimo progetto incompiuto, L’eredità Leone e verrà inoltre pubblicato dalle Edizioni Cineteca di Bologna il volume La rivoluzione Sergio Leone, a cura di Christopher Frayling e del direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli, quest’ultimo curatore del percorso espositivo insieme  a Rosaria Gioia e Antonio Bigini. Grazie ai preziosi materiali d’archivio della famiglia Leone e di Unidis Jolly Film i visitatori entreranno nello studio di Sergio, dove nascevano le idee per il suo cinema, con i suoi cimeli personali e la sua libreria, per poi immergersi nei suoi film attraverso modellini, scenografie, bozzetti, costumi, oggetti di scena, sequenze indimenticabili e una costellazione di magnifiche fotografie, quelle di un maestro del set come Angelo Novi, che ha seguito tutto il lavoro di Sergio Leone a partire da C’era una volta il West, ulteriore testimonianza di un linguaggio cinematografico straordinariamente ricco, fra notevole padronanza tecnica ed innato gusto per lo spettacolo.

 


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