San Giorgio a Cremano (NA): sette panchine per ricordare Massimo Troisi

Massimo Trosi visto da Peppart (napolike)

A partire da domani, lunedì 13 gennaio, sette panchine in via Flotard De Lauzieres a San Giorgio a Cremano (NA) diverranno delle originali opere d’arte grazie al vignettista Giuseppe Avolio, conosciuto come Peppart, che dipingerà su di esse scene tratte dai film di Massimo Troisi Ricominicio da tre, Scusate il ritardo, Non ci resta che piangere (codiretto con Roberto Benigni), Pensavo fosse amore… invece era un calesse, Il postino (regia di Michael Radford). Il progetto fa parte delle iniziative collaterali del Premio Massimo Troisi su proposta del direttore artistico Gino Rivieccio e vede il sostegno dell’amministrazione comunale di san Giorgio a Cremano, paese natale dell’artista, per il tramite dell’assessorato alla Cultura, cavalcando l’idea di rendere la cittadina un vero e proprio museo itinerante, considerando già comprese nel percorso la casa di Troisi, gestita dal fratello Luigi e dall’associazione A casa di Massimo, i due murales a lui dedicati (uno sulla facciata del Palaveliero, l’altro nella stazione Circumvesuviana) ed il Centro Teatro Spazio, dove Troisi, Enzo Decaro e Lello Arena si esibirono come il gruppo comico La smorfia. Le vignette vedranno rappresentati accanto a Troisi altri personaggi presenti nei titoli citati, quali Arena e Benigni.

(lagone)

Comme aggio accumminciato a fare l’attore? Ecco… io ero ‘nu guaglione… ero andato a vedere un grande film. Si trattava di Roma città aperta, chillo grande lavoro di Rossellini. Me n’ero uscito da ‘o cinema con tutte quelle immagini dint’ ‘a capa e tutte quante le emozioni dentro.
Mi sono fermato ‘nu mumento e m’aggio ditto… “Massimo, da grande tu devi fa’ ‘o geometra”.


4 risposte a "San Giorgio a Cremano (NA): sette panchine per ricordare Massimo Troisi"

    1. Certamente! Così come è molto bello che l’intera cittadina di san Giorgio a Cremano si appresti a diventare un vero e proprio museo, ricordando giustamente un artista sensbile ed ironico in egual misura, venuto a a mancare troppo presto. Grazie, un saluto.

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      1. Purtroppo andò proprio così e spesso guardando il film in molte scene la sofferenza di Massimo si rende palpabile. Credo sia stato uno dei pochi, penso ad Eduardo De Filippo, a dare un’idea di napoletanità capace al contempo di avallare la tradizione ed andarvi oltre, fra ironia e poesia.

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