Bologna, Youngabout International Film Festival XIV Edizione: il cinema come valore formativo per gli adulti di domani

Si svolgerà a Bologna dal 18 al 28 marzo la XIV Edizione di Youngabout International Film Festival, rassegna cinematografica, curata da Laura Zardi ed Angela Mastrolonardo, che dal 2007 coltiva con successo l’idea del cinema quale concreto strumento di formazione, coinvolgendo bambini dai 4 ai 12 anni e ragazzi dai 13 ai 20 anni.
Ideazione ed organizzazione fanno capo all’Associazione culturale Gli anni in tasca-Il cinema e i ragazzi, di concerto con istituzioni locali e nazionali ed altre realtà associative e culturali.
I giovani vengono coinvolti non solo come spettatori ma anche, funzionalmente, all’interno della macchina organizzativa, agevolandone l’inserimento in specifici percorsi, idonei a fargli comprendere e valutare il linguaggio proprio del mondo cinematografico; tramite il cinema possono infatti compiere un vero e proprio tragitto educativo, acquisendo, attraverso la visione di opere attentamente selezionate e diversificate nei generi, il necessario orientamento all’interno di una realtà in continua evoluzione, oltre ad apprendere come riconoscere e valorizzare quella positività ancora presente nel vissuto quotidiano ma spesso offuscata dalla  contraddittorietà di un progresso certo necessario ma non sempre portatore di una reale evoluzione, almeno da un punto di vista prettamente umano.

Gran parte dei titoli presentati fino ad oggi all’interno della rassegna, provenienti da vari paesi,  hanno dunque affrontato tematiche relative ai diritti, ai valori espressi dalla diversità e dall’integrazione, senza dimenticare quelle, sempre più pressanti, riguardanti legalità ed ambiente, avallando diversi punti di vista e favorendo differenti espressività emozionali, nell’impiego di linguaggi e stili quanto mai differenziati, dalla fiction all’animazione, passando dal cinema di denuncia a quello d’impegno civile.
Viene così concretamente  veicolata una proficua immedesimazione con i protagonisti dei film proposti, bambini ed adolescenti anch’essi, inclini ad incamminarsi autonomamente, fra numerose difficoltà e confronti serrati col mondo degli adulti, lungo un personale percorso esistenziale, sperimentando anche con i propri errori e qualche mutamento direzionale nel corso del tragitto la giusta via da seguire, raggiungendo infine una proficua capacità di discernimento.
Youngabout nasce da una costola della rassegna Un film nello zaino, sorta precedentemente e che poi ha seguito un percorso autonomo, ma adesso, considerata la finalità d’intenti e la necessità di concentrare le proposte culturali in un determinato arco temporale, le due realtà hanno trovato confluenza in un unico progetto.

(Dreamsline)

Sempre di rilievo il forte impatto pedagogico e l’indubbia valenza di missione culturale, nonostante le tante difficoltà soprattutto di tipo economico: i finanziamenti da parte di Regione e Comune non sono mancati e continuano ad esserci, ma non sempre hanno consentito una crescita esponenziale allo sforzo profuso nel metterne in atto tutte le potenzialità, considerando come nel corso degli anni si sia intrapresa una profonda attività di ricerca all’interno delle culture giovanili. Si è infatti offerto rilievo a quelle pellicole, spesso trascurate dal consueto canale distributivo, attente a tematiche relative alla realtà formativa dei più giovani, alla loro sensibilità, prendendo le distanze da qualsivoglia visione stereotipata.
Da rimarcare poi che l’attività di Youngabout non si ferma certo a quei giorni in cui il festival va in scena, visto che il progetto coinvolge diversi istituti nel corso dell’intero anno scolastico attraverso laboratori di filmologia comparata intenti al confronto fra modalità espressive diverse, andando a collegare la visione di un film con testi scritti o illustrati e con opere d’arte figurativa.

Non mancano inoltre workshop per la produzione di fiction e cortometraggi d’animazione tramite disegni e materiali vari, a cura di esperti che collaborano con l’associazione Gli anni in tasca, all’interno di centri culturali e scuole, mirati interventi didattici con l’applicazione dei metodi maggiormente opportuni per far sì che i ragazzi possano entrare a contatto la propria emotività più intima e profonda, fino a giungere alla valorizzazione di un personale gusto estetico. Da non sottovalutare, infine, lo sforzo profuso nel catalizzare l’attenzione dei ragazzi, “nativi digitali” abituati ormai a riprendere “a  filo di smartphone” tutto quanto passa sotto i loro occhi o a visionare un film con un semplice click  sulla tastiera, su quel straordinario apporto immaginifico reso nel buio della sala. Quest’ultimo offre, al contempo, la giusta visione della diversificazione tecnica profusa nei vari generi cinematografici e la fruizione di un “sogno condiviso”: nella confluenza tra realtà ed immaginazione viene offerta ai giovani d’oggi, futuri adulti di un domani sempre più prossimo, la possibilità di volgere uno sguardo critico alla continua e veloce evoluzione cui è soggetta la realtà che li circonda, nella comunanza di problematiche ed aspettative, il tutto sostenuto da un maturo senso di provvida speranza per il futuro.

 

 


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