“2020-Odissea nello strazio”, ovvero breve viaggio nel mondo della sanità calabrese

Roccella Jonica (FAI-Fondo Ambiente Italiano)

Giovedì 5 novembre, ore 10.30 circa, non trovando alcuna indicazione degli orari su internet mi reco agli uffici ASL di Roccella Jonica, paese in cui vivo, in provincia di Reggio Calabria: il mio medico curante a dicembre andrà in pensione ed intendo muovermi per tempo, anche considerando eventuali ulteriori blocchi causa la nota emergenza sanitaria, oltre a salvaguardare quel minimo di programmaticità richiesta da qualche impegno lavorativo. Porta principale chiusa, si entra, a quanto ho appreso, solo su appuntamento per qualche visita, mentre riguardo le problematiche burocratiche occorre rivolgersi ad una finestra aperta a latere, quella di un ufficio, la cui addetta mi informa che ho sbagliato giorno: lunedì, mercoledì e giovedì, dalle 8.30 alle 11.30, per pratiche varie, il martedì e venerdì, stesso orario, per la scelta o la revoca del medico; in realtà lo apprendo da un foglio affisso al vetro, che avrei dovuto vedere, anche se la nitidezza dei caratteri ha certo conosciuto tempi migliori. Va bene, ringrazio, auguro una buona giornata (inutile attendere risposta) e mi organizzo per recarmi agli uffici venerdì 6 novembre, con tanto di autocertificazione in caso di controlli, visto che la Calabria si trova in zona rossa, puntuale alle 8.30 (fra i miei avi sicuramente vi sarà stato qualche svizzero, da metterci la mano sul fuoco…). Noto però dai brusii avvertibili a distanza, provenienti da un gruppetto di persone in attesa, che non è giornata… eh già.. “la dottoressa ha avuto un inconveniente”, può capitare per carità, “forse arriverà più tardi, non è sicuro…”; vi sarebbe a quanto si mormora, neanche fosse un inedito mistero di Fatima, una fantasmatica sostituta facente funzioni, ma è impegnata con la firma dei ticket…

Mi rivolgo gentilmente all’impiegata affacciatasi alla finestrella, le spiego cosa dovrei fare e mi risponde di ripassare lunedì o martedì, invitandomi a leggere il già descritto sbiadito avviso, redatto rigorosamente a mano (fortunatamente in stampatello): “I giorni sono quelli scritti lì, anche se non è detto che quel giorno…”; oh, gentile addetta, suvvia, fo concorrenza a Paperino e Willy il coyote messi insieme, vuole che non comprenda l’imprevedibile variabilità della quotidiana esistenza…martedì farò ritorno programmando nuovamente gli impegni in calendario, che sarà mai. Penso a mia sorella che in quel di Bologna ha cambiato medico con un click, al computer, ma è solo un attimo di debolezza…il sole splende di una luce abbacinante, più del noto spot mucciniano, sulle calabre bellezze, nonostante l’incipiente avanzare del calendario, il mare luccica sullo sfondo, le colline sono sempre ridenti e (quasi) verdeggianti, vivo in un idilliaco Eden che ha resistito, Dio solo sa come, ad anni d’inefficienza, ruberie, connivenze, sprechi e brutture varie, sopravvivendo praticamente a se stesso e pretendo pure l’efficienza dei servizi…Incontentabile!


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